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Le pagelle di Italia-Grecia: Fontecchio classe e carattere, Dorsey è l'uomo decisivo

(ansa)
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Sempre tenuta di rincorsa, però mai arresa, un'Italia da 6.5 s'inchina (85-81) alla Grecia di Re Giannis, mescolando nella sua strenua notte milanese tanti fattori di segno opposto e di difficili pesate. E' a lungo tecnicamente precaria, però risulta sentimentalmente impeccabile, riaffiorando più volte, l'ultima impetuosamente, e dando colore alla sua prova in soggezione quando tutto sembra finito, sul -15 a 8' dalla fine. E invece, sfiora pure i toni dell'epica quando si gioca l'ultima palla per il pareggio: sotto di tre, a 15" dal gong, prima Fontecchio poi Tonut sparano triple corte e sghembe.

La vincono così il cannibale Antetokounpo (25 punti più 11 rimbalzi), da 8 pieno p…

Sempre tenuta di rincorsa, però mai arresa, un'Italia da 6.5 s'inchina (85-81) alla Grecia di Re Giannis, mescolando nella sua strenua notte milanese tanti fattori di segno opposto e di difficili pesate. E' a lungo tecnicamente precaria, però risulta sentimentalmente impeccabile, riaffiorando più volte, l'ultima impetuosamente, e dando colore alla sua prova in soggezione quando tutto sembra finito, sul -15 a 8' dalla fine. E invece, sfiora pure i toni dell'epica quando si gioca l'ultima palla per il pareggio: sotto di tre, a 15" dal gong, prima Fontecchio poi Tonut sparano triple corte e sghembe.

La vincono così il cannibale Antetokounpo (25 punti più 11 rimbalzi), da 8 pieno per predominio previsto e incassato, ma ancor di più Dorsey (8.5), con 23 da 6 triple, di cui le ultime due impiccate e felici, nonchè decisive per il successo, e il carneade Agravanis (13 punti, voto 7.5). La Grecia ha il fenomeno e il gruppo, una ciurma di bucanieri rotti a tutto, ideale per questi tornei. L'Italia le si accosta, rifiutando di schiattare. E' il bello della sua notte, che ne farà dimenticare pure i tanti limiti. C'è cuore e spirito, altra roba preziosa per tornei lunghi. La sconfitta, non ancora decisiva, ha quasi sapori dolci, con le ultime immagini ruggenti che sovrastano le prime in timida sudditanza. Così i voti: i fotogrammi freschi incoraggiano l'indulgenza negli scrutini.

Fontecchio 7.5. Inizia con due stoppate e due assist, ma è il tiro, la specialità, che stavolta gli si nega, risucchiandolo in una partita gagliarda, però anonima. Si ribella però a farsene buttar fuori e nell'ultimo quanto la santa balistica lo riassiste, fino a sfiorare il sogno. Ne fa 26 in 32', il 10/24 sconta l'iniziale mira storta, ma se lo spirito è un timbro della classe, qui ce n'è tanta. Una volta di più, sale ormai fisso oltre quota 20.

Polonara 7. Segna, corre, salta. Per continuità anche nei momenti grami è il più assiduo degli azzurri, fornendo 14 punti e 10 rimbalzi in 28', con 4/8 al tiro.

Melli 6. S'oppone a Giannis quando riesce a piazzarsi, se quello trova la strada aperta e inforca la moto nulla può. Soffre tanto nell'area nemica, soverchiato da fisicità debordanti. 8 punti e 4 rimbalzi in 29'.

Tonut 6. La guardia titolare che tira poco o nulla (sinistri presagi erano già balenati contro la piccola Estonia) non è sostenibile. Così, quando s'accende nell'ultimo quarto, su un -15 che pare già tombale, fa maledire d'essere arrivato su un match già sfondato. E' lui invece a riaprirlo, con 13 punti (5/9) in 28'. Adesso cominci un po' prima.

Datome 6. Si presenta con un paio di bei tiri, e anche parecchie giocate di mestiere. Cala nella ripresa. 6 punti in 28'.

Ricci 5.5. Si batte a rimbalzo, tira male (1/6).

Spissu 5. Fisicamente sovrastato, il gap è incolmabile. 5 punti in 23'.

Mannion 5. Gli entra la prima tripla, ma poi finisce in bocca a una difesa di cannibali, rimediando stoppate a ripetizione. Letture insufficienti, nei suoi 15' con 6 punti (1/7).