Basket, l'orgoglio di Pustovyi: "Una grande Ucraina all'Europeo è importante per il nostro popolo"
di Cosimo Cito , di Cosimo CitoMILANO - A fine partita, mentre in tribuna ci si interrogava su quante vittorie servano all’Italia per passare il turno, sulla Croazia, sulla consistenza della Gran Bretagna e soprattutto sulla terribile sconfitta contro l’Ucraina, in sala stampa Artem Pustovyi prendeva posto accanto all’allenatore Ainars Bagatskis avvolto in una bandiera gialla e blu e in ciabatte da doccia. Lo sguardo fierissimo in cima ai suoi due metri e 16 centimetri, ai suoi 8 punti e 2 rimbalzi, Pustovyi ha scandito poche e semplici parole: “La partita contro l’Italia è stata davvero fantastica. Abbiamo giocato duro, abbiamo fatto una straordinaria partita difensiva”. E il coach lettone della nazionale di Kiev ha aggiunto: “Giocare un grande basket è importante per noi”.
MILANO - A fine partita, mentre in tribuna ci si interrogava su quante vittorie servano all’Italia per passare il turno, sulla Croazia, sulla consistenza della Gran Bretagna e soprattutto sulla terribile sconfitta contro l’Ucraina, in sala stampa Artem Pustovyi prendeva posto accanto all’allenatore Ainars Bagatskis avvolto in una bandiera gialla e blu e in ciabatte da doccia. Lo sguardo fierissimo in cima ai suoi due metri e 16 centimetri, ai suoi 8 punti e 2 rimbalzi, Pustovyi ha scandito poche e semplici parole: “La partita contro l’Italia è stata davvero fantastica. Abbiamo giocato duro, abbiamo fatto una straordinaria partita difensiva”. E il coach lettone della nazionale di Kiev ha aggiunto: “Giocare un grande basket è importante per noi”.
Il pensiero va lontanissimo. Ma l’Ucraina è in testa al girone, già qualificata agli ottavi con tre vittorie in tre uscite e oggi si gioca contro la Grecia il primo posto che varrebbe un’avversaria più tenera a Berlino. Impossibile da immaginare solo due settimane fa, quando l’Italia passò a Riga – dove l’Ucraina aveva posto il suo ritiro permanente prima dell’Europeo grazie a un accordo tra la sua federazione e quella lettone – in una partita di qualificazione ai Mondiali 2023. Impossibile per una nazionale che mette assieme molti giocatori originari del Donbass, che gioca col cuore altrove. “Il paese ci ha chiesto di giocare al massimo delle nostre possibilità, di fare quello che sappiamo fare meglio” scandiva Pustovyi.
Il suo volto è comparso su tutti i giornali del mondo il giorno dopo l’invasione russa. Il 25 febbraio scese in campo a Cordova contro la Spagna per le qualificazioni mondiali con la scritta No War e una bandiera ucraina sulle guance. I suoi compagni Len e Mykhailiuk sono stati in quei giorni i primi firmatari di una lettera a nome di tutto lo sport ucraino che chiedeva a Putin l’immediato cessate il fuoco. Il video pubblicato sui social si chiudeva con le parole “Slava Ukraina” ed ebbe risonanza mondiale. “Per noi giocare un grande Europeo” spiegava alla vigilia Mykhailiuk, nell’ultima stagione a Toronto, in Nba, “ci dà l’opportunità di trasmettere alla nostra gente a casa un po’ di serenità e di gioia. È un torneo che significa moltissimo per noi”.
Nei giorni scorsi gli ucraini hanno ricevuto in hotel la visita di Sasha Volkov, leggenda del basket di Kiev, primo sovietico a debuttare in Nba nel 1989, impegnato anche al fronte, a 58 anni, per difendere il suo paese. “La sua visita” ha spiegato Pustovyi, “è stata davvero molto bella per noi, ci ha dato una grande forza. Al Forum abbiamo visto molte persone sugli spalti con la nostra bandiera. Giochiamo per loro, siamo qui per loro”. Un incrocio di destini, in questi giorni tragici. A Lubiana la nazionale di volley ha eliminato con un secco 3-0 l’Olanda ed è volata ai quarti del suo Mondiale. Il perugino Oleh Plotnytskyi e compagni hanno portato la nazionale color cielo e grano, alla sua seconda partecipazione al Mondiale, ripescata al posto della Russia, dove non era mai stata prima. Ora affronteranno la Slovenia per un posto in semifinale.