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Pazzi di Poz, ora l'Italia dei miracoli non vuole fermarsi

L'espulsione, gli abbracci, le lacrime, il salto ad abbacciare Antetokounmpo, il saluto agli avversari sconfitti: nell'impresa contro la Serbia agli Europei tutto il carattere del ct. Mercoledì contro la Francia in palio le semifinali
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BERLINO - Un pazzo o un genio? Motivatore o allenatore? Tutto insieme o niente di tutto ciò? Il giorno dopo "una delle serate più belle nella storia del basket azzurro", parole sue, su Gianmarco Pozzecco si parla e straparla sui social e dovunque. Ciò che è accaduto ieri sera contro la Serbia resterà nella storia dello sport italiano per i modi con cui è avvenuto e quell'espulsione, con abbracci, lacrime e un finale fuori di testa - per lui, per tutti - corre veloce sulla rete. Con due momenti altissimi: il salto ad abbracciare Antetokounmpo, "colpevole" solo di passare dal tunnel prima di Grecia-Repubblica Ceca. E infine il saluto a tutti gli avversari serbi, schiantati nei 40 minuti ma rispettati dopo. Il Poz è il Poz e non poteva non venire fuori per intero tutto il suo carattere in un contesto di livello mondiale.

BERLINO - Un pazzo o un genio? Motivatore o allenatore? Tutto insieme o niente di tutto ciò? Il giorno dopo "una delle serate più belle nella storia del basket azzurro", parole sue, su Gianmarco Pozzecco si parla e straparla sui social e dovunque. Ciò che è accaduto ieri sera contro la Serbia resterà nella storia dello sport italiano per i modi con cui è avvenuto e quell'espulsione, con abbracci, lacrime e un finale fuori di testa - per lui, per tutti - corre veloce sulla rete. Con due momenti altissimi: il salto ad abbracciare Antetokounmpo, "colpevole" solo di passare dal tunnel prima di Grecia-Repubblica Ceca. E infine il saluto a tutti gli avversari serbi, schiantati nei 40 minuti ma rispettati dopo. Il Poz è il Poz e non poteva non venire fuori per intero tutto il suo carattere in un contesto di livello mondiale.

Collezione di falli tecnici

C'è chi, come Miro Bilan, il lungo croato suo giocatore per due stagioni a Sassari, ricorda su Twitter con sottile ironia una statistica che fa sorridere, ma è forse anche incompleta: "In due anni, con Pozzecco allenatore e Casalone suo vice, 8 espulsioni del coach e 8 vittorie". Non è esattamente così: si ricordano espulsioni con sconfitta, anche, come in un quarto di Coppa Italia contro Pesaro. C'erano anche Bilan e Spissu. E più tardi, esattamente un anno prima di essere nominato ct della nazionale, Pozzecco venne messo alla porta dalla Dinamo per i suoi modi eccessivi, per le bestemmie, le ripetute espulsioni. L'anno a Milano, come assistente di Messina, sembrava averne addolcito alcuni aspetti. Ma in questo Europeo non si contano i falli tecnici chiamati alla panchina, con notevole esborso di punti anche a favore degli avversari. 

"Tra Pozzecco e la squadra un legame unico"

Eppure questa è solo una parte della storia. L'altra si è vista e soprattutto si è sentita negli spogliatoi dopo l'impresa contro la Serbia. Casalone ha raccontato il rapporto tra i giocatori e il Poz, "un legame unico, totale, assoluto", e la capacità del ct di cementare il gruppo nelle difficoltà estreme. L'infortunio di Gallinari ha tolto una parte fondamentale a questa squadra, ma è servito forse da collante per i giocatori, da malta per legare ogni parte in maniera totale. Con qualche inciampo, come la sconfitta contro l'Ucraina che ha costretto l'Italia a scalare il tabellone degli ottavi partendo dalla vetta, dall'ingiocabile Serbia vista durante il girone, in partite vinte con 21 punti di media su tutte le altre.

Mercoledì c'è la Francia

Questa mattina, poco prima delle 7, Jokic e compagni hanno caricato le valigie su un furgone, hanno lasciato lo Sheraton e sono andati in aeroporto. Per la Serbia resta la maledizione europea: non ha mai vinto il titolo, se non da Jugoslavia o da Serbia e Montenegro. Mai da sola, nonostante esprima di gran lunga il miglior basket del Vecchio continente da sempre e le sue stelle, Jokic e Micic, sono stati nell'ultima stagione rispettivamente Mvp Nba e Mvp di Eurolega. È bastato per tutto il primo tempo. Poi il Poz, nella disperazione del momento, ha acceso la luce agli azzurri. Mercoledì nei quarti c'è la Francia. Non è più facile, anzi: sono i vicecampioni olimpici e benché abbiano rischiato di uscire contro la Turchia, hanno più qualità diffusa di noi e, unica squadra del torneo, anche quattro giocatori Nba (Cabarrot, Fournier, Gobert e Maledon). Chi vince va fino alle medaglie. All'Italia non capita dal 2003.