Steve Nash esonerato dai Brooklyn Nets: il Pirlo della Nba ha fatto la fine di Pirlo
NEW YORK — L’Andrea Pirlo dell’Nba, il fuoriclasse passato direttamente dalle partite a calcetto con gli amici a capo coach in Nba, senza fare gavetta, Steve Nash ha fatto la fine di Pirlo: dopo una lunga sopportazione è stato esonerato dai Brooklyn Nets, che con la Juve condividono i colori bianconeri e una vecchia partnership. “Personalmente - ha commentato il general manager Sean Marks - è stata una decisione presa con estrema difficoltà. Ma dopo aver a lungo analizzato i risultati e questo inizio di stagione, abbiamo convenuto che un cambio fosse necessario”.
Steve Nash, il predestinato
Nash, tra l’altro ottimo giocatore…
NEW YORK — L’Andrea Pirlo dell’Nba, il fuoriclasse passato direttamente dalle partite a calcetto con gli amici a capo coach in Nba, senza fare gavetta, Steve Nash ha fatto la fine di Pirlo: dopo una lunga sopportazione è stato esonerato dai Brooklyn Nets, che con la Juve condividono i colori bianconeri e una vecchia partnership. “Personalmente - ha commentato il general manager Sean Marks - è stata una decisione presa con estrema difficoltà. Ma dopo aver a lungo analizzato i risultati e questo inizio di stagione, abbiamo convenuto che un cambio fosse necessario”.
Steve Nash, il predestinato
Nash, tra l’altro ottimo giocatore di calcio, come può confermare chi gioca con lui durante la settimana in un campetto a Manhattan, è stato considerato fin dall’inizio più un privilegiato che un predestinato, nonostante il segno lasciato nella sua lunga carriera in Nba, diciotto stagioni tra Phoenix, Dallas e Los Angeles Lakers, grande disegnatore di gioco e dispensatore di assist alla Pirlo. L’idea che fosse diventato capo coach al primo colpo nel 2020, nella stessa estate in cui la Juve aveva chiamato Pirlo, aveva suscitato perplessità nell’ambiente Nba di livello forse anche superiore a quello che era successo in Italia nel calcio. La presenza contemporanea di stelle come Kevin Durant, Kyrie Irving e James Harden, invece di facilitare la trasmissione del suo credo cestistico, fatto di velocità, leggerezza, assist e contropiede, ha finito per trasformare un ottimo roster di giocatori in una squadra di eclettici psicopatici del pallone, capaci di seppellire di canestri chiunque e di franare miseramente sotto qualsiasi squadra.
Nash, per Brooklyn inizio da incubo
Dopo un’estate in cui Durant aveva detto cordialmente che sarebbe rimasto a Brooklyn solo se avessero cacciato il coach, e un anno dopo la ribellione di Irving, passato da star delle arene a santone novax con tendenze antisemite, i Nets hanno cominciato male la stagione con due vittorie e cinque sconfitte che ne hanno fatto subito una delle squadre peggiori della Nba. Nella scorsa stagione se n’era andato Harden, a Philadelphia, sostituito da Ben Simmons e dal fratello di Steph Curry, Seth, che però si sono trasformati in brutti anatroccoli. Tutto, però, in questi due anni di gestione Nash è stato visto attraverso il suo enigmatico, gentile, riservato coach. Come quando nel 2021 i Nets sono arrivati a un passo dalla finale di conference, fermati da un centimetro di troppo di piede di Durant nel tiro decisivo contro Milwaukee in gara e: se il piedone non avesse toccato la linea da tre, il canestro di Kevin sarebbe stato quello vincente. Invece venne declassificato da due, valido per i supplementari, poi persi. Ma insomma, quella stagione tutti pensarono che Nash avesse fatto il miracolo dei fuoriclasse, e il futuro dei Nets sarebbe stato luminoso.
Udoka possibile sostituto di Nash
Non è andata così. La stagione successiva, quella passata, è stato un pianto greco. E il presente è apparso peggiore. Per i giornalisti confrontarsi con il volto enigmatico di Nash in sala stampa non ha mai aiutato a dissolvere la nebbiolina che lo ha accompagnato in questi due anni. Poiché i Nets non sembrano sazi di effetti speciali, già si parla del possibile successore: secondo Espn, potrebbe essere ingaggiato Ime Udoka, sospeso per una stagione dai Boston Celtics per la tresca con una donna dello staff tecnico. I Celtics hanno già detto di essere disponibili a liberare Udoka se troverà un’altra franchigia. In alternativa c’è Quin Snyder, che ha costruito gli Utah Jazz e in estate pensava di approdare ai Los Angeles Lakers. Ma Brooklyn non sarebbe un sogno minore: anche qui non ci si annoia mai.