Eurolega, Milano cade ancora: il Real passa al Forum 83-77
di Massimo Pisa , di Massimo PisaTra il vecchio e il nuovo, tra il "chachismo" e l'era Pangos, l'Armani sbatte il muso (77-83) contro un'antica legge: in coppa comandano le squadre più grosse, quelle che dominano nelle due aree e vincono i duelli fisici. Come faceva Dino Meneghin, che soffre in parterre insieme al ct antico (Gamba), a quello nuovo (Pozzecco), e a una spruzzata di MilanInter (De Vrij, Calhanoglu, Onana, Pobega). Milano resta aggrappata al Real finché segna da fuori, con i suoi piccoli liberi di creare grazie ai precoci falli del mastino Hanga e all'inconsistenza della zona di coach Chus Mateo. Ma ha più talento il Madrid, sublimato più dai 25 punti del bosniaco Dzanan Musa che dalle pennellate dell'amatissimo ex Rodriguez. Ha più chili e più bilanciamento, soprattutto a rimbalzo (40 a 24) dove fa partita. Per l'Olimpia c'è il bis della sconfitta di Barcellona e un passo indietro verso il centro classifica di Euroleg…
Tra il vecchio e il nuovo, tra il "chachismo" e l'era Pangos, l'Armani sbatte il muso (77-83) contro un'antica legge: in coppa comandano le squadre più grosse, quelle che dominano nelle due aree e vincono i duelli fisici. Come faceva Dino Meneghin, che soffre in parterre insieme al ct antico (Gamba), a quello nuovo (Pozzecco), e a una spruzzata di MilanInter (De Vrij, Calhanoglu, Onana, Pobega). Milano resta aggrappata al Real finché segna da fuori, con i suoi piccoli liberi di creare grazie ai precoci falli del mastino Hanga e all'inconsistenza della zona di coach Chus Mateo. Ma ha più talento il Madrid, sublimato più dai 25 punti del bosniaco Dzanan Musa che dalle pennellate dell'amatissimo ex Rodriguez. Ha più chili e più bilanciamento, soprattutto a rimbalzo (40 a 24) dove fa partita. Per l'Olimpia c'è il bis della sconfitta di Barcellona e un passo indietro verso il centro classifica di Eurolega che l'assenza cronica di Shields non basta a giustificare. "Abbiamo costruito tanti tiri aperti e ne abbiamo sbagliato almeno sette da liberi", lamenta coach Ettore Messina, "ma dobbiamo aiutare Davies a ritrovarsi, perché gioca con insicurezza, e lavorare per avere più consistenza con Thomas in ala. Non possiamo solo giocare di pick'n'roll".
Milano avanti con le triple
Abbonata alle partenze ciclotimiche, l'Armani è costretta a mettersi in scia al talento Musa, che marchia con 8 punti l'avvio dei blancos (5-12 al 5'). Il totem Tavares ostruisce i sentieri interni, e allora i padroni di casa partono col bombardamento da fuori: Thomas dall'angolo, Pangos in corsa, Melli dal lato debole, la serie arriverà a nove triple consecutive. Si nutre dell'esordio tarantolato di Mitrou-Long, che assorbe in fretta la lezioncina sui giochi a due di Rodriguez e lo ripaga con moneta sonante, e della ritrovata mano di Datome a guidare l'allungo milanese fino al 35-30 al 13'. La riserva di talento e fisico del Real fa, però, impressione: dentro Abalde e Hezonja, i suoi esterni stazzati e multiuso, e controsorpasso sul 38-43 al 18', pagando i balbettii in area di Davies. Messina trova risposte con i quintetti piccoli, alimentati dall'energia di Ricci, e una bella variante col doppio play canadese, Mitrou più Pangos: è quest'ultimo, dopo due svarioni, a trovare altrettante magie (e 14 punti, più 11 del socio) per il 50-47 della pausa. L'Olimpia lo santifica con un secondo quarto da 30 punti segnati e uno spaziale 12 su 16 da tre, a bilanciare il deficit nelle due aree. Ma, come insegna il manuale, le percentuali sono destinate a calare. "Li abbiamo fatti restare in partita, però", lamenta Messina, "giocando una difesa scadente".
L'attacco dell'Olimpia si spegne
Accade subito al rientro dal tunnel e la partita diventa fisica e sporca. Battaglia dove contano i muscoli di Melli e Hines in difesa, ma anche la pressione che Hanga e Yabusele mettono addosso a Pangos e Baron. Nemmeno il rientro di Mitrou-Long e Datome spezza il sortilegio, anzi è una scarica di talento di Musa - altri 8 punti e assist al bacio per il Chacho - a ridare un cuscinetto al Real sul 56-63. L'unico sprazzo di Davies, che ridà un minimo di dimensione interna all'Olimpia, non basta a rianimare un attacco da 11 punti nel terzo quarto. Ed è a rimbalzo il dato peggiore: con l'obice di Pangos ormai inceppato, va a vuoto la mossa estrema di Messina, che butta dentro Voigtmann dopo 30' di panchina sperando nella manina del tedescone. Macinata fisicamente, Milano smotta fino al meno 14 (63-77 al 36'), incapace di arginare le folate di Musa, le magate di Rodriguez, la pulizia di Hezonja. Colleziona soltanto una lunga serie di ferri da oltre l'arco, 4 su 15 nell'intera ripresa. L'accenno di reazione, guidato da Melli e Pangos, serve solo a massaggiare l'orgoglio ferito. La tripla angolare di Thomas per il meno 5 arriva però solo a 57 secondi dal gong e l'ultima azione, in cui Tavares e Deck arpionano due rimbalzi d'attacco sulla testa di tutta l'Olimpia, è l'emblema di serata. Messina chiude con filosofia: "Ne parlavo con Chacho Rodriguez. Ci sono problemi, ci manca fisicità, ma è solo novembre".
Armani - Real 77-83
Milano: Pangos 21 punti, Melli 12, Mitrou-Long 11
Real Madrid: Musa 25, Hezonja 15, Tavares 11