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Eurolega, il cuore non basta: Milano cade anche con il Fenerbahce, sesto ko di fila

Devon Hall in azione (fotogramma)
Forum ancora stregato (5^ sconfitta) per l'Armani, che vola sul +16 nel primo tempo prima di crollare nella ripresa. Messina: "Abbiamo avuto una reazione. Purtroppo alcuni giocatori devono fare cose in più, ci mancano i tiratori da tempo". Infortunio a Pangos
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Un tempo di cuore e dignità, 15 minuti addirittura al galoppo, troppo belli per veder risorgere l'Armani tutta in una sera. La risposta emotiva che Ettore Messina chiedeva arriva, ma non salva Milano dalla sesta sconfitta consecutiva in Eurolega, non basta a violare un Forum ancora stregato (5 sconfitte interne) e a piegare il Fenerbahce capolista solitario (72-82). Troppo fisici e talentuosi i turchi di Itoudis (ricostruiti con la solita perizia da Maurizio Gherardini in estate) anche per spaventarsi sul +16 interno, per non dominare in una ripresa dove il piano difensivo milanese viene smontato pezzo per pezzo. L'Olimpia ritrova almeno la voglia di sudare e sbucciarsi le ginocchia, di ribellarsi alla sua crisi. Certo, l'infortunio di Pangos ("Non muove il ginocchio", lamenta coach Messina) arricchisce la collezione. Baron sarà il primo a lasciare l'infermeria, poi lo seguiranno Tonut e Datome. Luwawu-Cabarrot, alla seconda apparizione, convinc…

Un tempo di cuore e dignità, 15 minuti addirittura al galoppo, troppo belli per veder risorgere l'Armani tutta in una sera. La risposta emotiva che Ettore Messina chiedeva arriva, ma non salva Milano dalla sesta sconfitta consecutiva in Eurolega, non basta a violare un Forum ancora stregato (5 sconfitte interne) e a piegare il Fenerbahce capolista solitario (72-82). Troppo fisici e talentuosi i turchi di Itoudis (ricostruiti con la solita perizia da Maurizio Gherardini in estate) anche per spaventarsi sul +16 interno, per non dominare in una ripresa dove il piano difensivo milanese viene smontato pezzo per pezzo. L'Olimpia ritrova almeno la voglia di sudare e sbucciarsi le ginocchia, di ribellarsi alla sua crisi. Certo, l'infortunio di Pangos ("Non muove il ginocchio", lamenta coach Messina) arricchisce la collezione. Baron sarà il primo a lasciare l'infermeria, poi lo seguiranno Tonut e Datome. Luwawu-Cabarrot, alla seconda apparizione, convince. Ultima insieme all'Alba Berlino, che l'ha già battuta. Eppure qualche luce, oltre le nubi, per una sera si intravede. "I problemi sono emersi di nuovo, come le palle perse infantili", sospira Messina, "ma abbiamo avuto una reazione. Purtroppo alcuni giocatori devono fare cose in più, ci mancano i tiratori da tempo".

Nicolò Melli (ansa)

Milano aggressiva

Nella scossa iniziale c'è anche del lavoro tattico di Messina, oltre a quello mentale. Quintetto senza pivot (Davies panchinato per 40 minuti), attacco semplificato, rotazioni accorciate, contropiede appena possibile, difesa piena di trappole e aiuti, l'Armani è finalmente aggressiva e riesce a superare le prime esitazioni di Pangos e Voigtmann intasando la propria area e forza un torrente di palle perse per il Fenerbahce. I padroni di casa prendono il primo vantaggio quando Luwawu-Cabarrot prima, e Mitrou-Long poi, stampano canestri di personalità in faccia ai dirimpettai (21-12 al 9'). L'Olimpia funziona anche quando Messina abbassa ulteriormente la prima linea, con Thomas-Hines coppia di lunghi bonsai, e dà fiducia ad Alviti, che lo ripaga con tripla e difesa. Guduric, fischiatissimo, rumina palloni senza sbocchi e perfino il divino Calathes appare appannato in regia, mentre l'Armani allunga la sua corsa con una staffilata da tre di Hall e un mini-capolavoro di Melli, in fuga per la schiacciata dopo aver cancellato Booker in post basso.

Armani sul +16, poi il black out

Sul 35-19 al 15', la rovinosa caduta sulla schiena di Alviti - gli arbitri interrompono un contropiede milanese tra i boati del Forum - stacca di netto la corrente. Milano perde ritmo, torna a incartarsi tra palle perse e forzature mentre la capolista comincia a ritrovare i suoi satanassi. Booker prima, Calathes poi e infine il bomber Wilbekin, serpentesco nell'infilzare due volte Mitrou-Long negli ultimi 50 secondi del tempo. Il 37-32 della pausa frustra lo sforzo milanese. Al rientro dal tunnel, il match ha cambiato faccia. Più sporco, sotto ritmo, pieno di contatti come quello tra Melli e Hayes-Davies a rimbalzo, che costa un antisportivo al capitano della Nazionale (e poco dopo arriva il quarto fallo).

Calathes si prende la scena

E' l'acqua in cui sguazza Calathes, che comincia a dominare la scena col suo basket danzato alla moviola. L'Armani, dopo due bei flash spalle a canestro di Luwawu-Cabarrot contro Wilbekin, paga il problema al ginocchio che toglie di mezzo Pangos - volitivo ma ancora in grave difficoltà - e si mette nelle mani di Mitrou-Long. Il greco-canadese gioca per sé, una ne azzecca e due ne sbaglia, il cuore che fa provincia a questi livelli non basta. Non ci sono gli spettri visti con l'Efes, però sono i turchi dell'altra sponda del Bosforo a giocare con più lucidità e a prendere il largo (46-53 al 28') con le sassate dall'angolo di Guduric e gli assalti al ferro di Hayes-Davies e dei panchinari Hazer e Edwards. Più fisico, il Fenerbahce, e si sapeva: le mani sulla partita con il +10 a fine terzo quarto appaiono salde. Le percentuali milanesi, al contrario, scendono in picchiata in una frazione da soli 11 punti (a 26) e 4 su 15 complessivo al tiro.

Ettore Messina (fotogramma)

Milano non crolla ma va ancora ko

Lottare, l'Armani lotta. Se cede alle rasoiate di Hayes-Davies e Booker (48-62 al 31'), è perché in questo momento il Fenerbahce è collettivo di categoria superiore. Di là c'è un gruppo che deve ricostruire le sue certezze, che nelle difficoltà ripiomba in attacchi uno contro cinque e va a sbattere sistematicamente. Di ammirevole c'è l'impegno, come i 9 punti consecutivi (e 13 nell'ultimo quarto) di Hall che evitano l'affondamento. Una squadra con mille problemi ma almeno, stavolta, squadra. I 9mila del Forum chiudono con applausi di incoraggiamento. "Li ringraziamo per la grande atmosfera", sottolinea Messina, che poi torna sulla squadra e le sue ambasce. "Non riusciamo a chiudere sotto canestro con i contatti, fatichiamo a creare vantaggi. La strada è lunga e l'Eurolega non aspetta, la stagione in questo momento è compromessa, andremo per piccoli passi. Ho cercato più versatilità in attacco con Melli, continueremo a lavorarci".

Armani - Fenerbahce 72-82
ARMANI: Mitrou-Long 18 (7 palle perse), Hall 16, Luwawu-Cabarrot 15
FENERBAHCE: Hayes-Davies 22, Guduric 11, Calathes e Motley 9