Saltano in alto come supereroi. Ma sanno anche cadere molto in basso. Se è vero che nessun campione dello sport riesce ad essere all’altezza dell’icona che gli viene costruita attorno, è ancor più vero nel dorato mondo dell’Nba. E nessuno in Italia può scandagliare l’ecosistema del basket professionale americano (con prede e predatori, capibranco e gregari) meglio di Riccardo Pratesi, giornalista con diversi anni all’attivo da “resident” negli Usa seguendo San Antonio, Golden State, Minnesota, Sacramento e tante altre. Il suo nuovo libro, Nba Confindential (Darkos editore), è proprio un antidoto all’agiografia e alla narrazione che circonda i supercampioni. Ne ha scelti 10: Stephen Curry, Manu Ginobili, Jimmy Butler, Nikola Jokic, Luka Doncic, LeBron James, Chris Paul, Kevin Durant, Giannis Antetokounmpo e Tim Duncan e per ognuno è riuscito a trovare qualcosa di nuovo, inedito. Lo ha fatto usando il metodo più efficace: andando direttamente nella tana del campione. Un bel giro del mondo dalla Bahia Blanca di Ginobili, fino alla “sonnachiosa Sombor” di Jokic. Aneddoti vissuti in prima persona o parlando con chi, passaporto tricolore, ha piena cittadinanza nel mondo Nba, come Mike D’Antoni o Riccardo Fois e non ultimo Marco Belinelli (che parla dell'essere un "giocatore di ruolo" in squadre da titolo). Ci sono molte storie americane, i panorami del Texas e le strade di San Francisco, la redenzione di Jimmy Butler o la parabola ben meno edificante dello sfuggente Kevin Durant.
Oltre la figurina
L’elemento forte del libro di Pratesi è proprio quella di partire dalle meraviglie del campo, dal riconoscimento del talento e della determinazione che accumuna tutti i protagonisti del libro, per poi andare oltre. Perché c’è differenza tra essere semplici campioni nel basket ed essere delle superstar. C’è chi non lo era e lo sta diventando, Steph Curry, chi ha scelto di essere diverso (Duncan o Jokic) e chi, come Lebron, ha da tempo messo le sue scelte del giocatore al servizio del suo essere personaggio pubblico globale (e il basket ha perso qualcosa). Tanti fatti e pochi giudizi, al lettore resta un utile background con cui filtrare le vicende di questi “uomini franchigia” perché, come sottolinea Pratesi, “quel pubblico di tifosi serve come il pane al brand personale. Perché ormai, nel 2022, sei un campione di pallacanestro, ma anche, se non soprattutto, un’impresa in movimento. Una macchina da soldi”.
Oltre il gioco
Ai veri appassionati Nba Confidential, riserva anche una parte gustosa sul dietro le quinte: i rapporti tra giornalisti, divisi tra beat writers, inviati delle testate nazionali e cacciatori di scoop per lo più di mercato. Gli interventi dell'Nba e gli stili comunicativi delle singole squadre. Interessante anche l'excursus storico che, sfruttando le vicende dei campioni del passato, ci fa capire come si è arrivati alla costruzione del circo odierno, peraltro già al centro di un ennesimo rinnovamento con uno sguardo a chi si candida a prendere il posto delle stelle attuali.
Il libro “NBA confidential. Fatti e misfatti dei fenomeni del basket americano”
Editore Diakos, 224 pagine, 17,10 euro