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Basket, Eurolega: L'Olimpia Milano si sveglia tardi, lo Zalgiris vince 66-61

(fotogramma)
Ancora un ko per l'Armani, che dopo il crollo di Berlino cede in casa ai lituani
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De profundis per un’Eurolega mai davvero nata, qui a Milano. Allo sprofondo di Berlino di martedì segue una serata a lungo più depressiva, aspettando il Godot di un canestro che non arriva, il miraggio di un’azione lineare, lo straccio di un’impennata d’orgoglio sfoderato solo sul meno 19. Lo Zalgiris che passeggia prima e soffre in fondo (dopo il colpo di mercoledì a Bologna) e lascia l’Armani desolantemente in fondo alla classifica è una squadra senza stelle e senza pregi particolari. Ma squadra, appunto, con logica, principi e il sogno di una Final Four in casa che anima la sua gente. L’Olimpia è un sacco floscio che spesso non riesce nemmeno a cominciarle, le sue azioni. L’endemica assenza di un cervello, dall’infortunio di Pangos datato 24 novembre e mai sostituito, è l’origine del male, per tacere dei calvari di Shields e Datome: andare oggi sul mercato dei playmaker significa pescare…

De profundis per un’Eurolega mai davvero nata, qui a Milano. Allo sprofondo di Berlino di martedì segue una serata a lungo più depressiva, aspettando il Godot di un canestro che non arriva, il miraggio di un’azione lineare, lo straccio di un’impennata d’orgoglio sfoderato solo sul meno 19. Lo Zalgiris che passeggia prima e soffre in fondo (dopo il colpo di mercoledì a Bologna) e lascia l’Armani desolantemente in fondo alla classifica è una squadra senza stelle e senza pregi particolari. Ma squadra, appunto, con logica, principi e il sogno di una Final Four in casa che anima la sua gente. L’Olimpia è un sacco floscio che spesso non riesce nemmeno a cominciarle, le sue azioni. L’endemica assenza di un cervello, dall’infortunio di Pangos datato 24 novembre e mai sostituito, è l’origine del male, per tacere dei calvari di Shields e Datome: andare oggi sul mercato dei playmaker significa pescare in uno stagno piccolo e tra pesci non di prima scelta. “Pensavamo di avere Kevin in tempi più brevi ma stamattina ha fatto un test per il ginocchio che è andato male, parliamo di un rientro tra due mesi e mezzo. E ovviamente faremo qualche riflessione. Mentre Shields a livello di muscolatura sta recuperando bene: difficilmente ce la farà per la Coppa Italia ma a fine febbraio, magari…”

Troppo tardi, così come la ribellione di stasera alla propria pochezza. E solo di nervi, che non bastano come la solita miseria, l’ennesima dei soli 61 punti a referto. “Sono contento per la rimonta nel finale – minimizza Ettore Messina – vado a casa con sensazioni positive per Tonut che ha finalmente rotto il ghiaccio e per Ricci che ha lottato. Per il resto, se ci mancano le prestazione di due o tre giocatori facciamo troppa fatica. Il nostro obiettivo adesso è battere Tortona”. E a trovare una guida nuova, almeno per il finale di stagione: “Pensavamo di avere Pangos in tempi più brevi ma stamattina ha fatto un test per il ginocchio che è andato male, parliamo di un rientro tra due mesi e mezzo. E ovviamente faremo qualche riflessione. Mentre Shields a livello di muscolatura sta recuperando bene: difficilmente ce la farà per la Coppa Italia ma a fine febbraio, magari…”.

Si fa a lungo fatica a guardarlo, l’attacco più sterile della competizione. Ancora più involuto, a giudicare dai cross da tre di Hall, dai palleggi senza sbocchi di Mitrou-Long e Luwawu-Cabarrot mentre Baron aspetta invano palloni da sparare. Più fisico e lineare, lo Zalgiris sale sul 6-19 al 9’ senza quasi sudare, al traino della sapienza cestistica dell’ex Barcellona Smits. In panchina lui per un incolore Polonara, i lituani non rallentano. Assorbono le giocate di pura ribellione di Tonut e Hines (20-26 al 15’) anche perché l’Armani non ha mai un filo da seguire: Davies fa a cornate contro i muri, Melli è sfiatato, da fuori piovono pallonacci lunghi o corti di mezzo metro (17% da tre all’intervallo). Di là Hayes gode di inusitata libertà sotto canestro: il pivot ex Cantù ringrazia e sale a quota 12 all’intervallo, con un 27-37 che fotografa la modestia generale e quella milanese in particolare.

La benzina per la reazione non arriva e il canovaccio nella ripresa non muta: l’Olimpia che va a infilarsi nelle trappole lituane e lo Zalgiris che macina e timbra il +15 al 25’ ancora con Hayes e Smits. Messina prova l’intera batteria di seconde linee senza mettere un freno al dominio di Kaunas, che tocca il 40-59 a fine terzo quarto per il tripudio dello spicchio di Forum in verde e per le macchie baltiche sparse sulle tribune. Gli ospiti hanno il solo torto di spegnere il motore in larghissimo anticipo, sottovalutando il cuore di Hines, Ricci e Tonut, almeno loro a sbucciarsi le ginocchia. Il piano di rimonta produce un 10-0 e sopravvive a un’infinita azione lituana in cui quattro rimbalzi d’attacco consecutivi danno a Hayes il colpo del 50-61, dopo 7 minuti di siccità per lo Zalgiris. Hall e Baron da tre tengono accesa la fiammella, alimentata da un’entrata di Tonut, Baron è di nuovo magico col siluro del 61-63 a 47” dalla fine. Il killer è il veterano Ulanovas, che stampa una tripla mancina sul muso di Hines a 27”. E sigilla la settima sconfitta interna di Milano su nove uscite. Coppa, addio. “Ci accendiamo solo sull’esempio di qualcuno, come Hines stasera. Chi ha leadership la usi”, è il messaggio finale di Messina.

Armani – Zalgiris 61-66
ARMANI: Baron 11, Hall 9, Tonut e Davies 8
ZALGIRIS: Hayes 16, Ulanovas e Smits 13