Basket, Eurolega: l'Olimpia Milano batte il Baskonia e interrompe la striscia no. Buon esordio di Napier
di Massimo Pisa , di Massimo PisaMILANO - Da quanto tempo non si sentiva cantare ad Assago? E da quanto non vedevamo l’Olimpia controllare il finale, esplodere con un ultimo quarto da 29 punti segnati, bruciare una concorrente per i playoff come il Cazoo Vitoria-Gasteiz con più lucidità, stracciandola a rimbalzo (39 a 26), rimettendo tutti i pezzi al loro posto. L’esordio di Shabazz Napier, il playmaker fin troppo atteso dall’infortunio di Pangos, non può essere un caso: presentissimo nei suoi 18’ d’impiego, maligno nella difesa sulla palla, pronto a mettersi al servizio dei compagni o in proprio quando necessario. “L’impressione è che abbia personalità – commenta Ettore Messina – e fondamentali per tenere la palla in mano nei momenti turbolenti. Tante volte ho visto l’americano nuovo che arriva, spara 25 punti e poi sparisce. Invece lui ha cercato prima i compagni e non è sembrato mai in affanno. Ha pedigree importa…
MILANO - Da quanto tempo non si sentiva cantare ad Assago? E da quanto non vedevamo l’Olimpia controllare il finale, esplodere con un ultimo quarto da 29 punti segnati, bruciare una concorrente per i playoff come il Cazoo Vitoria-Gasteiz con più lucidità, stracciandola a rimbalzo (39 a 26), rimettendo tutti i pezzi al loro posto. L’esordio di Shabazz Napier, il playmaker fin troppo atteso dall’infortunio di Pangos, non può essere un caso: presentissimo nei suoi 18’ d’impiego, maligno nella difesa sulla palla, pronto a mettersi al servizio dei compagni o in proprio quando necessario. “L’impressione è che abbia personalità – commenta Ettore Messina – e fondamentali per tenere la palla in mano nei momenti turbolenti. Tante volte ho visto l’americano nuovo che arriva, spara 25 punti e poi sparisce. Invece lui ha cercato prima i compagni e non è sembrato mai in affanno. Ha pedigree importante, due titoli importanti, prima scelta Nba, ricordo che quando era a San Antonio e lui a Portland, era un problema per noi marcarlo. Diamogli tempo”.
Riecco a ruota Voigtmann, il Godot di Eisenach, più barocco finora del suo concittadino Johann Sebastian Bach, e invece concretissimo, addirittura bomber, osannato con un inedito “mvp! mvp!” dopo l’ultimo cambio di Messina per l’ovazione. E magari non sarà un’orchestra sinfonica, quella vista, ma una buona band blues capace di pestare duro, di dimostrare almeno stavolta di non valere l’ultimo posto. “Siamo tutti felici per lui”, sorride il coach catanese, “ha mostrato il suo vero valore, quello visto al Cska per tanti anni e finora non era stato capace di farlo. E’ un ottimo professionista. Ma anche Kyle Hines è stato fondamentale. Tutti i giocatori meritavano questa vittoria”.
Napier tocca il parquet dopo 5’44” e il solito inizio schizofrenico di Milano, che sale subito sull’8-2 e poi subisce l'assolo di Darius Thompson, play di Vitoria di passaporto italiano per matrimonio, che stampa 10 punti di fronte al ct Pozzecco che annota in parterre. Il neoarrivato dell’Armani gioca di fioretto, si tuffa a rimbalzo, cerca i compagni, suscita qualche “oooh” dei 7mila del Forum per la qualità dei suoi passaggi. Tonut e Ricci sentono profumo di azzurro e sono i primi a rispondere, ricompare Baron per il massimo vantaggio (28-21 al 15’), poi un paio di dubbi falli in attacco tolgono ritmo ai padroni di casa, che subiscono il contropiede di Vitoria che esalta la corsa di Matt Costello. Riecco Napier per Hall in regia, allora. E riecco, soprattutto, Johannes Voigtmann, il tedescone che Messina riprova in quintetto nell’estremo tentativo di rianimarlo. Dopo qualche bella cosa a rimbalzo, Napier lo imbecca per due triple consecutive – in Eurolega aveva sbagliato le ultime 25 – festeggiate come due gol a San Siro.
Ancora Voigtmann, in svitamento e poi in schiacciata su taglio back door, firma il 46-37 all’alba della ripresa che è già massimo vantaggio. Non è però che i problemi possano sparire di colpo: tra le (solite) pause di Luwawu-Cabarrot nei secondi tempi e quelle (inedite) di Hines sulle palle vaganti, Vitoria ritrova ritmo con le rasoiate di Giedraitis al tiro e con il taglio dal lato debole, sempre lo stesso. L’Armani si appoggia sulle spalle di Davies e ritrova le mani velenose di Napier in difesa, un recupero dopo l’altro. Ma ferma troppo la palla in attacco e perde di reattività a rimbalzo. Soprattutto, non riesce a contenere il solito Giedraitis e il tiratore tascabile Howard: è ancora sotto (66-67) al 33’ quando ritrova, un po’ per caso, le spingardate da lontanissimo di Luwawu-Cabarrot e (udite udite) Voigtmann, vero Lazzaro di serata, che ne stampa un altro paio per il 77-72 al 36’. Vitoria è squadra di razza, continua a costruire soluzioni di qualità, quelle che di solito fanno squagliare Milano. Non stasera: Cabarrot vola a rimbalzo, Napier gestisce con sapienza, Hall non spreca. La curva si può permettere cori dimenticati, tra “O mia bela madunina” e “La vida l’è bela”. Per una sera lo è. “Loro sono in cima alla classifica – conclude Messina – e hanno il miglior attacco. Sono partite che ti possono dare speranza e fiducia per il futuro. Dei rimpianti cosa ce ne facciamo? Guardiamo avanti per fare il meglio possibile, soprattutto in Italia”.
Armani – Cazoo 89-83
ARMANI: Luwawu-Cabarrot 17, Voigtmann 16 (8 rimbalzi), Baron 11, Hines e Napier 10
CAZOO: Thompson 19, Giedraitis e Howard 18, Costello 12