Brooklyn smonta il grande circo: via anche Irving e Durant, il fallimento del Dream Team dei Nets
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - C'erano una volta i Brooklyn Nets, quelli delle superstar che nel giro di tre anni avrebbero dovuto riportare il titolo Nba a New York. Abbiamo scherzato. Il grande circo smonta. Dopo aver perso James Harden, andato a Philadelphia un anno fa, e il coach Steve Nash, licenziato, sono partiti Kyrie Irving, passato a Dallas, e Kevin Durant, a Phoenix. Il quartetto delle meraviglie non esiste più. Questa è l'America, baby, dove le squadre si montano e si smontano nel giro di pochi mesi e ai tifosi non pensa nessuno. Dove si lascia una città e ci si trasferisce da un'altra parte. Tipo i Los Angeles Lakers. Lakers come quelli dei laghi, ma voi avete mai visto un lago a Los Angeles? No, perché quello era il nome di quando la franchigia giocava a Minneapolis, nel Minnesota, regione dei grandi laghi. Gli stessi Brooklyn Nets una volta erano del New Jersey, e di recente hanno pensato di cambiare il nome in Dragons. Avrebbero lasciato i tradizion…
NEW YORK - C'erano una volta i Brooklyn Nets, quelli delle superstar che nel giro di tre anni avrebbero dovuto riportare il titolo Nba a New York. Abbiamo scherzato. Il grande circo smonta. Dopo aver perso James Harden, andato a Philadelphia un anno fa, e il coach Steve Nash, licenziato, sono partiti Kyrie Irving, passato a Dallas, e Kevin Durant, a Phoenix. Il quartetto delle meraviglie non esiste più. Questa è l'America, baby, dove le squadre si montano e si smontano nel giro di pochi mesi e ai tifosi non pensa nessuno. Dove si lascia una città e ci si trasferisce da un'altra parte. Tipo i Los Angeles Lakers. Lakers come quelli dei laghi, ma voi avete mai visto un lago a Los Angeles? No, perché quello era il nome di quando la franchigia giocava a Minneapolis, nel Minnesota, regione dei grandi laghi. Gli stessi Brooklyn Nets una volta erano del New Jersey, e di recente hanno pensato di cambiare il nome in Dragons. Avrebbero lasciato i tradizionali colori bianco e nero, per passare al turchese, viola e nero. L'Nba si è opposta, ma questo dà la misura di cosa sia il campionato. Niente è per sempre. Nemmeno i giocatori.
Brooklyn, molto talento e poco fascino
Brooklyn è stata troppo a lunga un'incompiuta, formata da molto talento ma poco fascino. Con la partenza di Durant, alla perenne rincorsa di una squadra già forte a cui legare il proprio nome, il quartetto d'oro si è sciolto. Gli scambi di mercato hanno fatto calare, in modo definitivo, il sipario su una era piena di speranze, ma che non è andata oltre la semifinale di conference del 2021 persa contro Milwaukee. Mercoledì notte, tre anni e mezzo dopo che Durant e Irving avevano firmato per i Nets, sono andati via. Quasi un anno dopo il giorno in cui Harden aveva salutato.
Irving a Dallas "per puntare a qualcosa"
La partenza di Kevin, nel finale della finestra di mercato, è arrivata pochi minuti prima che Irving incontrasse i giornalisti per spiegare la vittoria dei "suoi" Mavericks di Dallas, 110-104, contro i Clippers a Los Angeles. "Era un discorso che andava avanti da tempo - ha detto Irving di Durant - c'è stata incertezza, ma alla fine io e Kevin ci vedevamo bene in posti dove potevamo puntare a qualcosa". I Nets li avevano presentati al pubblico nell'estate del 2019. Poco dopo si sarebbe aggiunto Harden, da Houston. Vero, sarebbero serviti tre palloni, ma vederli tutti e tre in campo sarebbe stato circo puro. In più la guida di un fuoriclasse come Nash aveva fatto davvero sognare i tifosi. Alla fine i tre hanno giocato poco insieme.
Le tre stelle poche volte insieme
Durant è rimasto fermo tutta la prima stagione, Harden è passato da una serie di infortuni, Irving si è autoescluso, rrifiutandosi di vaccinarsi per il Covid. Nella scorsa stagione Kyrie ha giocato appena 29 partite. In questa la franchigia lo aveva sospeso per otto gare dopo che aveva pubblicato sui social un link che rimandava a un film antisemita. Mentre era fuori lui, Durant era fermo per infortunio. Così, alla fine, invece di vincere anelli, tutti e tre hanno chiesto di essere ceduti. "Io - ha confessato Irving - so solo che voglio stare in un posto dove essere celebrato, non solo tollerato e io non mi sono sentito rispettato dai Nets".
Arriva Durant, Phoenix grande favorita a Ovest
A Phoenix Durant, scambiato con Mikal Bridges, Cameron Johnson e Jae Crowder, più il diritto di scelta al draft, giocherà insieme a un giovane attaccante come Devin Booker, e a una vecchia volpe come Chris Paul. Phoenix, già in ascesa negli ultimi due anni, diventa la grande favorita a ovest. Mentre a est, i Nets, si ritrovano con una squadra smantellata, vuota, semianonima e i tifosi delusi. Queste quattro parole in una frase che riguarda New York è difficile trovarle tutte insieme. Nella Grande Mela nessuno pensa mai che i sogni vengano ridimensionati. Ma è la Nba. Per i Nets comincia una nuova stagione, con meno riflettori e forse meno bizze. Ma nessuno, a sud di Manhattan, riesce a vedere al momento cose positive.