Brescia, storico trionfo in Coppa Italia: Virtus Bologna battuta in finale
di Domenico Marchese , di Domenico MarcheseLa Germani Brescia vince la Frecciarossa Final Eight di Coppa Italia battendo 84-76 la Segafredo Bologna al PalaAlpitour. Una vittoria ottenuta grazie a una prova semplicemente perfetta da parte della squadra di Magro per atteggiamento, maturità, capacità di leggere le situazioni di gioco e di ripartire dopo aver vanificato i 18 punti di vantaggio bruciando Bologna in volata. Tuttavia è impossibile non pensare ad Amedeo Della Valle quale protagonista assoluto della finale con 26 punti (5/7 da 2, 2/7 da 3, 10/10 ai liberi, 6 assist, 3 rimbalzi e 6 falli subiti) e soprattutto per la capacità di trascinare i compagni nei momenti caldi della partita: nella stessa città, Torino, in cui papà Carlo spiccò il volo, oggi il figlio Amedeo ha scritto una pagina di storia della pallacanestro bresciana e non solo. Perché se è vero che la Coppa Italia è solitamente terreno fertile per i colpi a sorpresa, in questa Final Eight la Leonessa, reduce da sei sconfitte consecutive tra campionato ed EuroCup, ha regolato prima Milano nei quarti, Pesaro in semifinale quindi in finale si è sbarazzata della Segafredo conducendo praticamente dalla palla a due. Due formazioni di Eurolega battute da una delle realtà emergenti del basket nostrano, che già nel 2018 aveva sfiorato la vittoria in coppa venendo beffata sul filo di lana proprio da Torino: una mezza rivincita per la Germani, che ha conquistato il suo primo trofeo del basket professionistico nella città che glielo soffiò.
La prestazione semplicemente perfetta di Della Valle
Guardando le sue braccia e il suo fisico, lungo ma non largo e muscoloso, sorgono dubbi sull'efficacia e sulla tenuta atletica di Della Valle. Ma come per la famosa teoria del calabrone, lui non lo sa o quantomeno, visto che gliel'hanno ripetuto allo sfinimento, non ci crede e domina le partite con la sua tecnica, i suoi slalom in area, la sua sfrontatezza. È successo contro un reparto esterni da brividi come quello di Scariolo, bresciano e beffato dalla sua Brescia: sulle tracce di Della Valle, che a fronte di una difesa decisamente morbida è semplicemente inarrestabile in attacco, si sono alternati tutti fino a che l'allenatore virtussino ha scelto la zona. Decisione che inizialmente non ha pagato, visto che dopo il 38-52 del terzo periodo Brescia è arrivata sul +18, ma che alla lunga ha rallentato i lombardi nel momento in cui Belinelli si è acceso. L'ex San Antonio ha chiuso con 24 punti, trascinando fino a -1 nel quarto periodo (70-69, poi 72-71) i suoi: in quel momento, quando le gambe tremavano e i bolognesi volavano, una penetrazione di Della Valle e un fallo subito hanno ridato fiato alla Leonessa. Ancora dalla lunetta è arrivato il 78-71 con poco più di un minuto da giocare: la solidità del gracile Della Valle, l'istinto di un giocatore entusiasmante quando è in giornata.
La Virtus ha steccato il grande appuntamento con la coppa
Nella bacheca dei bianconeri la Coppa Italia manca dal 2002, quando le Vu nere vinsero in finale contro la Benetton Treviso. Un altro basket, un'altra Virtus rispetto a quella odierna, che ha avuto in Belinelli e Shengelia (12 e 4 rimbalzi e tanta carica nel momento della rimonta) i due migliori interpreti. Sorprende non leggere il nome di Teodosic tra i migliori, ma il playmaker serbo ha deluso chiudendo con solo 7 punti e 0/5 da 3, molti tiri dei quali forzati e senza troppa logica. Pur avendo inseguito per lunghi tratti, la squadra di Scariolo e del vice Diana, che fu artefice della promozione in Serie A proprio di Brescia, non si è mai sciolta del tutto, neanche quando i punti di distacco dalla caldissima Brescia sono diventati 18 (56-38). Minuto dopo minuto, provando la carta della zona per limitare Della Valle, i bolognesi sono arrivati a contatto salvo sciogliersi nei momenti decisivi. Brescia ha avuto Della Valle e Petrucelli, a Bologna sono mancati Teodosic e Weems: non è tutto, ma di sicuro è tanto.
Il gruppo di Brescia ha fatto la differenza
Se Della Valle ha saputo catalizzare nelle sue mani l'attacco di Brescia, è stata la solidità del gruppo di Magro a fare la differenza. "Se mi chiedete di vincere una serie playoff contro Bologna la vedo dura, ma sulla partita singola tutto può succedere" aveva previsto il giorno prima l'allenatore di Brescia, profeta consapevole vista la qualità della difesa della sua squadra nelle prime due partite. Difesa confermata anche in finale, dove i lombardi hanno mostrato carattere, grinta, voglia di aiutarsi e di sacrificarsi fin dalle prime battute. In molti si aspettavano il ritorno della Virtus che effettivamente c'è stato, anche se forse tardivo: ogni volta a turno i bresciani hanno trovato la strada per il canestro, la giocata vincente, la palla recuperata, il rimbalzo conteso. Non sarebbe giusto sminuire le prove di Petrucelli (13 e 5/5 ai liberi), di Gabriel (9), di Massinburg e anche di Odiase, che ha lottato sotto canestro con colossi come Shengelia e Jaiteh. Decisivo anche l'apporto di Cournooh, 8 punti e alcuni canestri decisivi, o la difesa di Moss. Una vittoria di squadra, arrivata a sorpresa come da tradizione: stanotte contro ogni pronostico, a Brescia si festeggia, a Bologna ci si interroga.