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Serie A di basket, offese razziste al termine di Scafati-Brindisi, la Procura federale apre un'inchiesta

Finale convulso tra le due squadre: il successo della Givova condizionato da un fallo fischiato a Bowman. Poi succede di tutto: spinte, botte in campo e negli spogliatoi. Poi le urla di stampo razzista: "Scimmia" agli americani dell'Happy Casa. Il giudice sportivo sanziona le due società
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Avrà una coda in carte bollate il rovente finale di Givova Scafati-Happy Casa Brindisi, posticipo della 25ª giornata del campionato di Serie A di basket, vinta in volata dai campani 85-84, dopo che i pugliesi avevano chiuso in vantaggio di 12 punti il primo tempo. Il Giudice sportivo ha comminato un'ammenda di 2000 euro alla Givova per "offese e minacce, collettive e frequenti, nei confronti dei tesserati avversari" mentre la sanzione ai danni di Brindisi è stata più elevata. La Happy Casa dovrà versare 3000 euro per commutare obbligatoriamente in multa una giornata di squalifica propinata al coach Frank Vitucci per "comportamento aggressivo e minaccioso nei confronti degli arbitri a fine gara all'interno del tunnel di accesso agli spogliatoi, fatto che non degenerava per il pronto intervento del 1° assistente allenatore".

Il fallo controverso a Bowman e gli insulti razzisti

A 3″ dalla fine la terna arbitrale ha fischiato un fallo in attacco a Bowman che era anche riuscito a segnare il canestro che avrebbe avvicinato moltissimo i pugliesi al successo. La decisione, invece, è stata sfondamento ai danni di Stone. Nel dopopartita però è accaduto di tutto. Mentre salivano in pullman, alcuni americani di Brindisi, tra i quali proprio Bowman, sono stati apostrofati pesantemente dai tifosi locali. In un video si distingue chiaramente la parola "scimmia". La Procura federale della Fip ha aperto un'indagine al fine di verificare la natura e le eventuali responsabilità in ordine ai disordini accaduti all'interno dell'impianto di gioco. La giustizia sportiva potrà avvalersi delle immagini televisive e dei tanti video diffusi sul web. Pesanti le parole a fine gara del coach di Brindisi, Vitucci: "Non può esserci tutta quella gente in campo a fine partita e negli spogliatoi, non è possibile mettere le mani addosso ai giocatori in una partita di pallacanestro, per quanto possano essersi comportati bene o male. Dispiace per l'ambiente di Scafati, io qui ci ho lavorato e conosco tutto ma queste cose non si possono vedere, sono inaccettabili".

Il presidente di Brindisi, Nando Marino: "Ho ricevuto un pugno alla schiena nel tunnel"

Nando Marino, presidente di Brindisi, attacca: "Ho mal di schiena per un pugno sferrato alla cieca ricevuto mentre sotto il tunnel cercavo di placare gli animi. Siamo stati difesi dai giocatori di Scafati che hanno in parte impedito l'accesso ai 'supporters'.. vogliamo chiamarli così? Lo sport è questo? Per tutti quei ragazzi che hanno assistito alla violenza di ieri ho il dovere di non tacere. Questo fatto ripeto supera il risultato sportivo, che forse ci ha preservato da qualcosa di peggio. Se poi vogliamo parlare del risultato, allora mi sento di aggiungere che non è accettabile che un dirigente sportivo durante la pausa a fine primo tempo vada ad apostrofare con frasi ingiuriose ed un atteggiamento focoso il primo arbitro (quello della chiamata finale) e che il tutto non sia stato riportato a referto dalla terna a fine partita. Questo l'ho vissuto davanti ai miei occhi e impunemente è stato ignorato. Non mi metto a dire che magari può aver influenzato la svista o corretta chiamata arbitrale finale... per carità... stendiamo un velo pietoso... E per finire oltre al danno anche la beffa: ne usciamo più penalizzati noi a livello economico rispetto alla sanzione attribuita alla squadra di casa. Ringrazio il collega presidente Nello Longobardi per aver permesso alla mia famiglia di uscire da una porta secondaria affinché potessimo tornare a casa senza altri patemi d'animo".

Scafati: "Pubblico provocato da un giocatore di Brindisi"

La risposta di Scafati è arrivata con un comunicato, in cui si fa riferimento al comportamente dell'ex Doron Lamb: "Un tesserato della squadra di Brindisi, peraltro ex di turno, si è reso protagonista di condotte offensive e provocatorie nel corso dell'intera gara, culminate nel grave gesto, rientrando in campo dopo aver già guadagnato il tunnel degli spogliatoi, del lancio di una bottiglia piena verso il pubblico che, solo per coincidenza fortunata, non ha avuto conseguenze; o ancora, che altro tesserato della società ospite, sempre a fine gara, si è lasciato andare a gesti gravemente offensivi e volgari nei confronti del parterre, il tutto peraltro documentato da riprese video, che sono già state messe a disposizione degli inquirenti ordinari e sportivi. Tutto ciò premesso, la Givova Scafati nelle persone della proprietà, della dirigenza e degli sponsor e partner condannano fermamente e prendono le distanze da ogni forma di violenza e razzismo, rimarcando i valori di lealtà ed inclusione che animano da sempre l'intero sodalizio. Al contempo, i dirigenti della società sono già al lavoro, in stretto contatto con le forze dell'ordine, per l'identificazione del responsabile, nei confronti dei quale, nell'augurarsi severità di sanzione, ci si riserva ogni  possibile azione giudiziaria a tutela". Julian Stone, il play americano della Givova, è intervenuto con una serie di storie su Instagram in cui ha denunciato di aver ricevuto offese razziste via social da parte dei tifosi pugliesi.

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