Matteo Spagnolo, dopo le lacrime il futuro: "Trento era lo step che cercavo. Mi sento un giocatore da Real, la Nba è il sogno"
di Walter FuochiMilano-Sassari e Bologna-Tortona saranno da sabato le semifinali dei playoff di basket, caduto domenica a Trento l'ultimo velo, quando Matteo Spagnolo, play brindisino di vent'anni in forza all'Aquila, ha chiuso gara 4 contro Tortona come mai avrebbe voluto. Prende fallo da Severini, sul -1. Ha due tiri liberi a 1"6, per vincerla o almeno pareggiarla. Li sbaglia entrambi, la perde. In fumo i 23 punti fatti, l'ultima inquadratura lo coglie in lacrime. Quel che resta del giorno lo risarcirà a sera, solo in parte. Spagnolo è un giocatore del Real Madrid, che a Trento l'ha prestato. Di nuovo di un punto, il Real vince la finale con l'Olympiacos. Campioni d'Europa. Un po' pure lui, da lontano. Casa sua è quella là.
Spagnolo, è passata la nottata?
"Non ancora. Ci ripenso, a quei due liberi sbagliati. E intanto ringrazio i tifosi di Trento, dolcissi…
Milano-Sassari e Bologna-Tortona saranno da sabato le semifinali dei playoff di basket, caduto domenica a Trento l'ultimo velo, quando Matteo Spagnolo, play brindisino di vent'anni in forza all'Aquila, ha chiuso gara 4 contro Tortona come mai avrebbe voluto. Prende fallo da Severini, sul -1. Ha due tiri liberi a 1"6, per vincerla o almeno pareggiarla. Li sbaglia entrambi, la perde. In fumo i 23 punti fatti, l'ultima inquadratura lo coglie in lacrime. Quel che resta del giorno lo risarcirà a sera, solo in parte. Spagnolo è un giocatore del Real Madrid, che a Trento l'ha prestato. Di nuovo di un punto, il Real vince la finale con l'Olympiacos. Campioni d'Europa. Un po' pure lui, da lontano. Casa sua è quella là.
Spagnolo, è passata la nottata?
"Non ancora. Ci ripenso, a quei due liberi sbagliati. E intanto ringrazio i tifosi di Trento, dolcissimi con me, tutti a consolarmi, e non solo nel momento delle lacrime. Spero sia un'esperienza in più, per spingermi a lavorare in palestra. Oggi pesi, così ci penserò meno".
Non è stata, da subito, la sua serie fortunata. Già in gara 1 aveva segnato il canestro della vittoria a 8", poi però Christon infilò il suo a 4" e fu 79-78 per Tortona. Oggi, 3-1 per loro, uscito da quattro partite tutte entro i tre punti di scarto. Mai visto, nei playoff tricolori.
"Una gran bella serie, ed è vero, pure quel canestro ce l'ho piantato in testa. Amarissimo, ma conosco l'imprevedibilità del basket. La fortuna va e viene. E Christon e Tortona sono stati bravissimi".
Letto il suo commento sui social, pare un congedo da Trento. Dove si vede l'anno prossimo?
"Era un saluto di fine stagione, anzi un grazie, per essere stato trattato così bene. Faccio un buon bilancio di questa annata, il premio di miglior giovane del campionato è stato una bella soddisfazione, poi avevo l'obiettivo di far bene con la squadra, dopo l'anno con retrocessione a Cremona, e respirare l'aria dei playoff mi ha ripagato. Era lo step che cercavo, poi i veri obiettivi sono salire finché non si vince. Lottare per lo scudetto, ad esempio. Adesso non so dove sarò. Del futuro parlerò con chi dovrà sceglierlo insieme a me".
E cioè Real Madrid e anche Minnesota, che detiene i suoi diritti in Nba. A proposito, dopo il trionfo in Eurolega, s'è sentito un giocatore del Real?
"Ho visto in tv il finale di partita, e sì, sento di far parte di quella casa. Ho passato a Madrid tre anni, formativi per la mia crescita di giocatore e di persona, conosco molti dei giocatori".
Rodriguez, per un play, è un modello. Ci ha parlato?
"Sì, quand'era a Milano. La prima volta, in verità, Chacho fece parlare il campo. Lo marcavo, mi buttò fuori per cinque falli. E' un campione assoluto, un top europeo. S'è visto anche domenica, una volta di più".
Arriverà a giocarci, prima o poi, nel Real?
"Chi fa basket gli obiettivi se li dà tutti, poi si sa che quello è un club di altissimo livello, oggi sul tetto d'Europa, e che è difficile emergervi. A nessun bambino che inizia a giocare si può proibire di sognare di vincere l'Eurolega".
O la Nba. A Minnesota ci si vede?
"Dura, ma si lavora per quel sogno, poi si prende quel che viene. Intanto, posso sentirmi fiero che qualcuno me l'ha aperta, una finestrina su quel mondo".
La nazionale, infine. Piena di concorrenti, nel ruolo.
"Di amici, anzitutto. Una bella famiglia come l'ho sentita quando ho potuto entrarci. Il posto nei dodici toccherà ai più adeguati e più pronti. Già esserci è un onore".