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Finals Nba, Jokic domina: Denver vince gara 1 con Miami

Nikola Jokic (15) e Jamal Murray (27)
Nikola Jokic (15) e Jamal Murray (27) (reuters)
Il serbo firma una tripla doppia e trascina i Nuggets al successo sugli Heat nella prima sfida per l'anello: finisce 104-93
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NEW YORK - La domanda era: come fermerà Miami il Cattivissimo Me di Denver, Nikola Jokic? La risposta è stata: non l'ha fermato. Era nell'aria, ma lo strapotere del serbo si è confermato in Gara 1 delle finali Nba. I Nuggets, che giocavano in casa, hanno vinto la prima, 104-93, guidato sempre la partita e confermato, se mai ce ne fosse bisogno, che c'è un giocatore più immarcabile degli altri: il serbo, autore di una tripla doppia con 27 punti, 10 rimbalzi e 14 assist. L'ultimo a cominciare le finali per il titolo con una prestazione così rotonda era stato Jason Kidd ma era nel 2002, quando Nikola era un bambino di 7 anni che si sfondava di coca-cola.

La varietà di gioco di Jokic

Ventuno anni dopo il serbo sfonda i muri difensivi con una varietà di gioco che non ha eguali in questo momento nel circuito. Jokic sembra sempre sul punto di essere esausto, con quel naso rosso, il fisico non straordinario, somma di due persone normali, eppure vede tutti gli angoli del campo, si muove come una guardia, prende rimbalzi come un centro e ha l'abitudine di voler dimostrare a tutti a chi spetta l'ultima parola della partita. E' stato così anche stavolta. Dalla parte opposta il centro era Bam Adebayo, ma pur lottando molto, non c'era paragone, neanche nell'economia dei movimenti di squadra. Jokic è centrale in tutto: nell'area, nel gioco di Denver, nella testa dei compagni e in quella dei tifosi che hanno cominciato subito a candidarlo come Mvp, il migliore della partita. 

Il tiro da tre scava il solco

Al di là degli elementi divini, tecnicamente è stato il tiro da tre punti a scavare un solo tra le due squadre: nei primi due quarti, dove si è incanalata la gara, Denver ha tirato con il 45 per cento, Miami con il 24. Nikola Jokic aveva messo a segno dieci punti e dieci assist, Jamal Murray era già arrivato a 18 punti (poi chiuderà con 26). I due si erano trovati a meraviglia, con rotazioni in punta del serbo, capace di attirare sempre due uomini su di lui: Jimmy Butler in prima battuta e poi Adebayo, oppure il contrario. Ma lui è sempre stato in grado di trovare una delle tre soluzioni del suo bagaglio: la conclusione da tre, lo scarico sull'angolo debole per un compagno libero, la penetrazione in verticale. Su questa direttrice consolidata tutta la stagione i Nuggets hanno condotto la gara, vincendo i due primi quarti: 29-20 il primo; 30-22 il secondo per un totale di 59-42. E poi il terzo, per 25-21 (84-63 il risultato parziale).

Una schiacciata da Aaron Gordon
Una schiacciata da Aaron Gordon 

Domenica la seconda sfida

Solo un parziale di 11-0 per gli Heat, in apertura di ultimo quarto, ha salvato le apparenze di una partita già impacchettata. I punti per Miami, stavolta, non sono arrivati dagli altri dioscuri della squadra: Caleb Martin aveva chiuso il primo tempo con 0 punti e 0-5 al tiro. Max Strus zero e 0-7. Alla fine hanno messo insieme 3 punti, frutto di un canestro di Caleb. In area i floridiani sono apparsi un peso piuma: in tutto hanno guadagnato due soli tiri liberi, numero più basso nella storia delle finali Nba. Jokic, a fine partita, ha fatto lo Jokic e non si è preso i meriti: "Io devo ringraziare tutti i miei compagni per quanto stiamo facendo, siamo tutti concentrati e non vogliamo deludere i nostri tifosi". Domenica sera Gara 2. Il tema resta quello: come fermare il serbo. Per la risposta, un'idea cominciamo ad averla.  

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