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Basket, l’Italia batte la Nuova Zelanda e fa 7 su 7: venerdì il via al Mondiale. Pozzecco: “Abbiamo il diritto di sognare”

Basket, l’Italia batte la Nuova Zelanda e fa 7 su 7: venerdì il via al Mondiale. Pozzecco: “Abbiamo il diritto di sognare”
Percorso netto in preparazione alla Coppa del Mondo per gli azzurri: 88-81 a Shenzhen ai Tall Blacks con un grande Matteo Spagnolo. Il 25 la gara a Manila contro l’Angola apre il percorso iridato
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A quattro giorni dalla prima al Mondiale contro l’Angola, la situazione dell’Italbasket continua ad essere eccellente. Dal raduno in Trentino fino a Shenzhen gli azzurri non hanno fatto che vincere tutte le 7 partite di preparazione giocate. Dopo Turchia, Cina, Serbia, Grecia, Portorico e Brasile, l’Italia è passata anche sulla Nuova Zelanda nella seconda partita della Solidarity Cup di Shenzhen. 88-81, con un magnifico gioco d’insieme valso anche nella gara contro il Brasile alcuni highlights sui canali social della FIBA, e tanti saluti ai Tall Blacks, che al Mondiale saranno nel girone con Usa, Giordania e Grecia. Più semplice, almeno inizialmente, si prospetta invece il cammino azzurro: venerdì 25 a Manila c’è l’Angola, poi domenica 27 e martedì 29 le avversarie si chiameranno Repubblica Dominicana e Filippine. Per tre quarti è lo stesso girone del Mondiale 2019, in Cina: al posto dei dominicani allora c’era la Serbia. Basta essere nelle prime due per passare al secondo girone. La qualificazione olimpica arriverà in automatico per le migliori due europee della classifica finale del Mondiale. Questa Italia, cementata dall’Europeo 2022 – l’impianto è rimasto lo stesso, e Fontecchio è cresciuto ulteriormente grazie all’esperienza in NBA -, con l’addizione di fantasia e fisicità portata da Spagnolo e Diouf, sembra destinata davvero a fare molta strada. Essenzialmente perché, al contrario di molte altre nazionali, l’Italia ha tutti i suoi migliori giocatori disponibili in rosa. “Abbiamo il diritto di sognare e vogliamo farlo” ha proclamato dopo il successo sul Brasile il ct Gianmarco Pozzecco. "La prima cosa che abbiamo capito” ha aggiunto il ct dopo l’ultimo successo, “è che possiamo perdere contro tutti. Ne ho parlato con i giocatori e questo può succedere a noi e a chiunque altro. Quello però che hanno costruito questi ragazzi dalle qualificazioni al raduno di Folgaria fino a questo percorso netto nel pre Mondiale resta e resterà. Indipendentemente. Questa Nazionale ha un presente e ha un futuro. Dobbiamo esserne consapevolmente contenti perché non sarà una competizione a far cambiare opinione su questa squadra e questi ragazzi”. L’Italia del basket, che negli anni Duemila ha giocato appena due volte il Mondiale, non è mai andata sul podio (è stata al massimo quarta nel 1970 e nel 1978).

Italia, settimo successo: Nuova Zelanda battuta 88-81

Nemmeno la tradizionale haka dei Tall Blacks ha spaventato gli azzurri. Contro i neozelandesi sono andati a bersaglio tutti i 12 giocatori della rosa: Spagnolo top scorer con 14, poi Ricci e Tonut 12, Polonara 10, Datome 9, Fontecchio 8, Melli, Spissu e Diouf 6, Severini 3, Procida e Pajola 2. Ben 26 gli assist (4 a testa per Spissu e Pajola) e una capacità di essere sempre dentro la partita, soprattutto nei finali più caldi. Dopo un primo tempo in parità (43-43), l’Italia è uscita nell’ultimo quarto: Spagnolo e Datome con due triple, (65-64) per il vantaggio. Poi è arrivato il momento di Momo Diouf: gioco da tre, lavoro per la tripla di Datome e tripla personale per l’allungo (74-67 al 33’). La Nuova Zelanda, dopo le 7 triple (su 14) del primo tempo, continua su questa media: la settima del secondo tempo arriva al 36esimo e vale il nuovo vantaggio (76-77). L’Italia è rimasta compatta e ha continuato a produrre il proprio gioco rimettendo la testa avanti con personalità proprio nei 4 minuti finali. Vittoria chiara, alla fine, indiscutibile, e percorso netto.

Un’Italia consistente

Il miglioramento, in un anno, è evidente: all’Europeo 2022 si viaggiava sull’onda delle emozioni, in un basket fatto di molto cuore, tante triple, tanta grinta. Ora la palla scorre veloce, si cerca di più l’area e l’utilizzo di Melli come falso-pivot è destabilizzante per gli avversari. Gli azzurri difendono forte e attaccano in maniera logica. Hanno un leader chiaro, Fontecchio, ma in molti, da Spissu allo stesso Spagnolo, hanno tanti punti nelle mani. La prima fase del Mondiale sarà un caldissimo rodaggio. Contro l’Angola si giocherà nella Philippine Arena, l’impianto al coperto più grande del mondo (52mila spettatori). Poi si passerà all’Araneta Coliseum, il palazzetto del “Thrilla in Manila”, il terzo combattimento della saga Ali-Frazier (1° ottobre 1975). Gli azzurri avranno il vantaggio di non dover mai viaggiare, al contrario delle squadre impegnate nelle altre due città del Mondiale, Okinawa e Giacarta. Sembra tutto apparecchiato per qualcosa di simile a un sogno e grande come il mondo. Ma la strada sarà lo stesso incredibilmente lunga.

Il tabellino di Italia-Nuova Zelanda

Italia-Nuova Zelanda 88-81 (22-23, 21-20, 16-19, 29-19)

Italia: Spissu* 6 (1/1, 0/3), Tonut* 12 (4/4, 1/1), Melli* 6 (3/4), Fontecchio* 8 (1/2, 1/5), Ricci 12 (3/5, 2/3), Spagnolo 14 (2/3, 2/3), Polonara* 10 (3/4, 0/2), Diouf 6 (1/3, 1/1), Severini 3 (0/1, 1/3), Procida (0/1 da tre), Pajola 2 (1/4, 0/3), Datome 9 (2/4, 1/2). All: Pozzecco. 

Nuova Zelanda: Te Rangi* 13 (1/4, 3/7), Le’afa 13 (0/1, 4/10), Delany* 13 (3/3, 2/6), Britt 2 (1/2, 0/1), Ili* 4 (0/4, 1/1), Wetzell* 4 (2/5), Cameron 11 (2/3, 2/4), Smith-Milner 8 (2/2, 1/1), Ngatai* 2 (1/1, 0/2), Harris ne, Brown 6 (2/3 da tre), Fotu I. 5 (2/2). All: Cameron.

Note – Tiri da due Ita 21/35, Nz 14/27; Tiri da tre Ita 9/27, Nz 15/35; Tiri liberi Ita 19/26, Nz 8/13. Rimbalzi Ita 33 (6 Melli), Nz 35 (6 Delany e Fotu). Assist Ita 26 (4 Spissu e Pajola), Nz 19 (6 Delany). Usciti 5 falli: Ili (Nuova Zelanda)

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