Eurolega, Milano-Olympiacos 65-53: prima vittoria per l’Olimpia
di Massimo PisaShavon Shields al tiro
(fotogramma)ASSAGO — Affatto bella ma tosta il giusto, e con un Pangos finalmente deluxe, l’Armani porta a casa il primo hurrà di Eurolega con la forza dei nervi, asfissiando un Olympiacos troppo incompleto e brutto per essere vero. In una serata vietata agli esteti, con le celebrazioni per Gigi Datome e i nuovi hall of famers dell’Olimpia (Micov, Langford, Simon…) che solleticano recenti nostalgie, Melli e compagni hanno il merito di tenere alla sete i greci: 53 punti totali, appena 21 nella ripresa, 36% totale al tiro, 15 palle perse, ecco le cifre della resa. Di qua fanno partita il bell’avvio di Shields, i 20 punti regali di Mirotic – miglior cestista a non giocare in Nba, secondo i gm dei pro – e soprattutto i 16 del discusso playmaker canadese, esplosi quasi tutti in un secondo tempo da padrone. Quanto basta per riscattare la serata opaca dei lunghi e i singhiozzi di un motore angora ingolfato. “Non ricordo una partita così impattante di Pangos a Milano”, lo elogia Messina, alla sua 300ª vi…
ASSAGO — Affatto bella ma tosta il giusto, e con un Pangos finalmente deluxe, l’Armani porta a casa il primo hurrà di Eurolega con la forza dei nervi, asfissiando un Olympiacos troppo incompleto e brutto per essere vero. In una serata vietata agli esteti, con le celebrazioni per Gigi Datome e i nuovi hall of famers dell’Olimpia (Micov, Langford, Simon…) che solleticano recenti nostalgie, Melli e compagni hanno il merito di tenere alla sete i greci: 53 punti totali, appena 21 nella ripresa, 36% totale al tiro, 15 palle perse, ecco le cifre della resa. Di qua fanno partita il bell’avvio di Shields, i 20 punti regali di Mirotic – miglior cestista a non giocare in Nba, secondo i gm dei pro – e soprattutto i 16 del discusso playmaker canadese, esplosi quasi tutti in un secondo tempo da padrone. Quanto basta per riscattare la serata opaca dei lunghi e i singhiozzi di un motore angora ingolfato. “Non ricordo una partita così impattante di Pangos a Milano”, lo elogia Messina, alla sua 300ª vittoria europea, “soprattutto contro un super difensore come Walkup. Anche nei momenti di buriana è riuscito a dare ordine. È stata una serata speciale per il club, per Datome e il record di presenza in coppa di Hines, ringraziamo i nostri tifosi che ci hanno spinto”.
La cronaca: greci avanti di uno all’intervallo
Tutta la serata, in realtà, vive in continua ricerca di acuti e di identità. Milano ha due prime punte definite, Shields e Mirotic, e in attacco vive e muore con loro, che segnano tutti i primi 17 punti dei padroni di casa. L’Oly manca del talento che l’anno scorso lo portò a 3 secondi dalla vittoria in Eurolega, non della tigna e dell’esperienza per galleggiare nelle pieghe della partita sull’asse Walkup-Milutinov. Così il primo tempo è un lento tango con le due rivali avvinghiate, l’Armani più pulita in avvio ma farfallona a rimbalzo, quasi meglio col suo quintetto operaio che esalta Flaccadori, Kamagate e Hall (26-19 al 13’) che nel suo quintettone che fatica a trovare tempi e spaziature. Le triple pulite sprecate da Pangos, Voigtmann e Shields fanno poi il resto e i greci alla pausa lunga sono avanti 31-32 nonostante l’espulsione al 17’ per doppio fallo tecnico del nervosissimo Canaan, in teoria unico realizzatore puro di coach Bartzokas.
Pangos e Mirotic, triple decisive
Quattro attacchi di goffi tremori e una schiacciata solitaria incassata da Milutinov annunciano tuoni a inizio ripresa. Ma dopo le urla di Messina nel time-out, l’Armani ritrova i suoi sentieri: due canestri di Mirotic in avvicinamento sono l’antipasto per l’esplosione di Pangos con 7 punti in tre azioni, che ridanno inerzia ma non sono ancora fuga, mercé gli ultimi vagiti sul perimetro di Brazdeikis e Papanikolau. Più tre interno dopo tre quarti in un match che si allunga, con i tre arbitri che pasticciano al monitor e un ritmo diventato agonico. L’ultimo vantaggio pireota, con schiacciata estemporanea di Fall (44-45 al 31’), è uno spettro da scacciare in fretta. Ci pensa Pangos, e chi se no, da tre. Bissano Mirotic e Voigtmann in contropiede. Infine ecco le triple benedette dei due migliori in campo e di un Melli altrimenti votato al solo sacrificio.
Si tocca il +14 (63-49), il Forum finalmente canta, l’Eurolega può cominciare e per una sera al diavolo i discorsi su fluidità, spaziature, gerarchie e orpelli simili.
Messina: “Dobbiamo diventare più costanti”
“Speriamo di eliminare i bassi – ragiona il coach catanese – e diventare più costanti. Il ritorno di Maodo Lo e Bily Baron ci darà equilibrio e bilancerà i quintetti. Ma la squadra ha deciso di provare a vincere con le nostre armi migliori in questo momento. Abbiamo difeso ad alto livello, trovato canestri in contropiede e in area ed è stato importante ultimo quarto eseguire le nostre cose in attacco e trovare gli uomini giusti, ci indica la strada. La durezza, la capacità di non abbattersi in una stagione così dura in Eurolega sarà fondamentale”.
Armani – Olympiacos 65-53
ARMANI: Pangos 16, Shields 12, Mirotic 20, Voigtmann 4, Melli 3 – Flaccadori 6, Hall 2, Kamagate 2.
OLYMPIACOS: Walkup 11, Canaan 3, Papanikolau 4, Peters 4, Milutinov 15 – Lountzis 4, Larentzakis 2, Papas 2, Brazdeikis 6, Fall 2.