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Basket, Eurolega: Olimpia sconfitta ancora, il Maccabi Tel Aviv vince a Milano 98-90

Basket, Eurolega: Olimpia sconfitta ancora, il Maccabi Tel Aviv vince a Milano 98-90
(fotogramma)

Armani al quarto ko in 5 gare in Europa. Non bastano le prove notevoli di Mirotic e Shields. Cori contro Messina

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Fischi per un’Armani indifesa e indifendibile. Pensata male, sbilanciata, incapace di arginare le folate di un Maccabi frustrato dalla guerra e dall’esilio a Cipro, eppure padrone nella metà campo milanese e portatore sano del solito orgoglio. I 98 punti incassati, dopo i 90 presi domenica da Pesaro e gli 85 subiti giovedì scorso a Berlino, denudano tutti i limiti dell’Olimpia “pesante”, costruita per giocare con tre lunghi in un basket che corre troppo velocemente per permetterseli. I playmaker (Lo e il pessimo Pangos) e le guardie non creano, i leader del recente passato (Hall, Melli e Hines) appaiono devitalizzato e ai margini, e tutto si riduce all’invenzione di Shields, di Mirotic, di Voigtmann. Quando una fastidiosa difesa a zona costringe l’Armani a pensare, i fantasmi tornano a galla mentre Brown e soci azzannano dove fa male: gli israeliani fatturano un 27 su 39 al tiro nell’area milanese, perennemente sguarnita.

Cori contro Messina

E qualche inedito coro di “Messina vattene”, “vergogna” e “dimettiti” certifica la prima frattura tra il Forum e il coach-presidente. “Capisco la frustrazione dei tifosi – concede – la stagione era cominciata con altre aspettative. Io passo per allenatore difensivista e vedere questa roba mi umilia. Mi preoccupa che non ci sia atteggiamento competitivo, il non farsi battere dall’uomo: i nostri lunghi sono fuori posizione perché prendiamo troppe penetrazioni facili. Non vedo voglia di aiutarsi di proteggersi l’uno con l’altro”. E giovedì arriva il Monaco di Mike James. “Una squadra di attaccanti pazzeschi”, concorda Messina, “se difendiamo così ne prendiamo 120. Dobbiamo cercare strade diverse, rivedere la gara, parlarci”.

Milano, che fatica anche in campionato

La prima sconfitta interna di Eurolega è un conto salatissimo da pagare: 2 punti nelle prime cinque partite sono una prima parziale condanna per una squadra che sta facendo fatica anche in campionato, dov’è in ritardo di 4 lunghezze rispetto a Virtus Bologna e Reyer Venezia. E l’Olimpia la partita la sbaglia subito, anche nel primo quarto della sparatoria (32-25) dove non difende nessuno e le percentuali (70% da due, 100% da tre) illudono. Non è così che si va in fuga perché il Maccabi, atletico e talentuoso anche se alle aste in difesa, prende ritmo e fiducia con le proprie armi. Milano tocca il massimo vantaggio sul 37-27 ma non dà mai impressione di solidità con Poythress a farfalle nelle due aree, Pangos impaurito della sua ombra e Lo che gioca sulle uova. Colson e Cleveland, Rivero e Nebo saltano in testa agli avversari e tengono il Maccabi al contatto alla pausa lunga: 52-50 in un Forum non pienissimo (8.225 senza un coro contro gli israeliani, e meno male) e mai in temperatura se non nelle curve finali.

Olimpia, quarto quarto fatale

Non lo è l’Armani, che davanti non muove la palla e si affida troppo presto alle mani di Shields e Voigtmann, continuando a non trovare mai la misura contro il pick’n’roll di Brown e Blatt. Messina ricorre al feticcio Hines, in panchina per i primi 28 minuti, e due rubate del vecchio Kyle provano ad allungare una coperta difensiva sempre corta. Ed è logico che dopo tre quarti da 72 punti segnati, l’ultimo sia un’agonia di palle perse, tiri rifiutati, azione ferma fino agli ultimi 5 secondi e letture sbagliate contro le zone di Kattash. Mirotic e Shields firmano le triple dell’ultimo contatto (84-85 al 37’) quasi per sbaglio. Sono l’epitaffio. Da lì, comanda Brown, il playmaker che a Milano servirebbe – e mica solo lui – per ricominciare un’altra stagione. Questa appare già in salita come un Mortirolo. “Preoccupa – conclude Messina – che la nostra identità difensiva, il proteggere la nostra metà campo, sia sparita. imbarazzante. Bisogna lavorare molto e provare a fare correzioni”. Anche sul mercato? Oggi come oggi, è inevitabile.

Armani – Maccabi 90-98
ARMANI: Lo 6, Shields 22, Mirotic 24, Voigtmann 18, Melli 5 – Pangos 4, Hall, Tonut 2, Ricci, Poythress 7, Hines 2. Coach: Messina
MACCABI: Brown 20, Cleveland 15, Colson 16, Webb 6, Nebo 14 – Di Bartolomeo, Blatt 4, Menco, Cohen 2, Sorkin, Rivero 21. Coach: Kattash

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