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Nba Cup, una prima volta trasformata in oro. LeBron a caccia del trofeo ispirato anche alla coppa Italia

LeBron James

 
Stanotte a Las Vegas Lakers-Indiana, finale del primo ’In-Season Tournament’. Un torneo che ha come modello di riferimento la Coppa di lega del calcio inglese, ma il primo seme dell’ispirazione potrebbe essere stato italiano. Per ciascun giocatore della squadra vincente un assegno da mezzo milione di dollari
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NEW YORK - Stanotte a Las Vegas la Nba assegnerà il primo titolo della stagione: i Los Angeles Lakers sfideranno gli Indiana Pacers nella finale del primo ’In-Season Tournament’ della storia del basket professionistico Usa (il via alle 2,30 di notte in Italia). Il nome sarebbe più o meno “torneo stagionale”, ma avrebbero potuto chiamarlo Coppa America, Coppa Inglese Nba, oppure La Versione Americana della Coppa Italia. Non buca, certo, ma contiene una piccola verità: il modello di riferimento è la Coppa di lega del calcio inglese, ma il primo seme dell’ispirazione potrebbe essere stato italiano.

Quell’articolo sul NYT

Nel febbraio di quattro anni fa il New York Times aveva ospitato il commento di Zach Messitte, politologo, autore di libri e appassionato di basket, in cui magnificava il modello della Final Eight italiana, con gare a eliminazione diretta. Messitte si era chiesto perché la Nba non avesse pensato di creare un mini torneo simile, nel mezzo della stagione, mettendo un …

NEW YORK - Stanotte a Las Vegas la Nba assegnerà il primo titolo della stagione: i Los Angeles Lakers sfideranno gli Indiana Pacers nella finale del primo ’In-Season Tournament’ della storia del basket professionistico Usa (il via alle 2,30 di notte in Italia). Il nome sarebbe più o meno “torneo stagionale”, ma avrebbero potuto chiamarlo Coppa America, Coppa Inglese Nba, oppure La Versione Americana della Coppa Italia. Non buca, certo, ma contiene una piccola verità: il modello di riferimento è la Coppa di lega del calcio inglese, ma il primo seme dell’ispirazione potrebbe essere stato italiano.

Quell’articolo sul NYT

Nel febbraio di quattro anni fa il New York Times aveva ospitato il commento di Zach Messitte, politologo, autore di libri e appassionato di basket, in cui magnificava il modello della Final Eight italiana, con gare a eliminazione diretta. Messitte si era chiesto perché la Nba non avesse pensato di creare un mini torneo simile, nel mezzo della stagione, mettendo un trofeo in palio, invece della blanda passerella dell’All-Star Game. Nell’articolo si citava l’impresa di Torino, vincitrice della Coppa Italia nell’anno precedente, e poi finita undicesima in campionato. “C’è un’intensità nella stagione regolare italiana - scriveva Messitte - che troppo spesso manca nelle gare autunnali e invernali dell’Nba”. “Il primo giorno c’è Milano-Bologna - aggiungeva - e Cremona-Varese, il secondo giorno Venezia-Sassari e Avellino-Brindisi. I tifosi americani dovrebbero provare a immaginare un weekend simile in mezzo alla stagione”.

Gare valide per la stagione regolare

Si dice che il commissioner Adam Silver avesse letto l’articolo e da quel momento avesse cominciato a guardare i modelli più popolari negli altri sport, tipo la Coppa d’Inghilterra di calcio. Silver ha immaginato un torneo a eliminazione che prevedesse la partecipazione di molte più squadre, ma senza appesantire la stagione. Le gare, prima a gironi e poi a eliminazione diretta, sono risultate valide per la classifica stagionale e per avanzare nel torneo intermedio. Soltanto la finale di stanotte sarà un extra: Lakers e Pacers giocheranno la 83ª partita della stagione, che non farà classifica, ma varrà il trofeo e, per ciascun giocatore della squadra vincente, un assegno da mezzo milione di dollari. A ognuno degli sconfitti andranno 200 mila dollari.

Risultati a sorpresa

Se la Coppa Italia procede a fatica, gli americani l’hanno trasformata in oro, regalando partite spettacolari e moltiplicando i dollari: ai quarti di finale Boston è stata eliminata da Indiana (122-112), che poi ha eliminato i Milwaukee Bucks (128-119), che a loro volta avevano travolto i New York Knicks (146-122). Golden State è stata battuta da Sacramento (123-124), poi sconfitta da New Orleans (117-127). I Lakers hanno battuto Phoenix 106-103 e travolto i Pelicans 133-89.

Nesmith, McConnell e Haliburton (Indiana)

 

Successo in tv e sui social

Gli spettatori davanti alla tv sono cresciuti del 20 per cento, rispetto a novembre di un anno fa, gli abbonamenti a Nba League Pass sono aumentati del 25 per cento. La media spettatori (18.206) è stata la più alta mai registrata nella prima parte di stagione. L’app Nba e i canali social della lega hanno vissuto il miglior primo mese di sempre con quasi quattro miliardi di visualizzazioni dei video. “Dal nostro punto di vista - ammette Evan Wasch, vice presidente esecutivo delle strategie Nba - il torneo ha avuto un successo incredibile”.

LeBron non molla nulla

Indiana (sesta nella East Conference) è l’underdog della situazione, ma un po’ lo sarebbe anche Los Angeles (quarta nella West Conference) se non avesse LeBron James. A quasi 39 anni The King ha preso molto sul serio il mini torneo: nella semifinale ha segnato 30 punti in appena 22 minuti e 32 secondi, diventando il primo nella storia Nba autore di un trentello e cinque assist in meno di 23 minuti. Il più vecchio in campo porta a scuola ancora tutti gli altri, compreso Zion Williams, in teoria suo erede, apparso rotondo come un pandoro, al punto da essere stato richiamato ufficialmente dalla franchigia di New Orleans, perché clamorosamente sovrappeso. A The King, invece, nessuno osa dire niente. Quando un giornalista gli ha chiesto timidamente se non fosse troppo vecchio per ritrovarsi a giocare gare decisive già a dicembre, LeBron ha risposto: “Ascoltami bene, non per quello (il premio da 500 mila dollari, ndr). No, non sono troppo vecchio”.

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