Eurolega, l’Olimpia travolge Villeurbanne: per Pozzecco ritorno amaro al Forum
di Massimo PisaAl figliol prodigo Gianmarco Pozzecco dovranno bastare gli applausi, i cori e gli abbracci con i suoi azzurri, nell'amaro viaggio di ritorno verso Villeurbane con un meno 23 sul groppone e l'ultimo posto in Eurolega ad immalinconirlo. "Ringrazio i tifosi di Milano per l'affetto - sospira a fine serata - dimostratonper l'unico anno che ho fatto qui da vice, nonostante la mia varesinità sia tatuata addosso. Andrò dalla mia società a chiedere un aiuto, con questi giocatori facciamo fatica". L'altro figliol prodigo, almeno presunto, è stato fotografato in aeroporto a Belgrado in direzione Malpensa: Shabazz Napier, in fuga dalla Stella Rossa, dovrebbe chiudere la telenovela playmaker per l'Armani, come affermato ufficialmente dal suo (ex) coach Sfairopoulos, anche se Ettore Messina frena: "Mi fa piacere che il mio collega abbia più informazioni di me ma io ne ho diverse, e non ho notizie da darvi".
In mezzo c'è la serata più comoda della stagione per l'Olimpia, che timbra il suo secondo successo consecutivo infligge il settimo stop di fila all'Asvel e si riporta al 40% di vittorie. Mancano quattro lunghezze dalla quota play-in ma l'orizzonte si rischiara in una serata in cui Shields e soci si dividono pani e pesci (27 assist di squadra), azzannano in difesa (14 palle recuperate), tirano con fluidità (66% da due, 41 da tre) e innescano tutti i lunghi, dal leader Melli al reprobo Poythress passando per il partente - verso Tortona, dicunt - francesone Kamagate. "Chiunque sia andato in campo ha giocato con energia, desiderio e altruismo", sottolinea il coach-presidente, "ma non c'è tempo per festeggiare perché venerdì arriva un'altra grande squadra". Il Panathinaikos di Ataman, che ieri sera ha sbancato Montecarlo.
La cronaca è un crescendo fin dal primo quarto, aperto da un Melli sempre più sicuro in attacco con il bell'aiuto di Flaccadori e tutto il primo quintetto a segno nel 20-10 della prima fuga. L'unico rientro dell'Asvel è firmato dal veteranissimo De Colo, che però si fa male dopo 3 minuti e mezzo con i suoi per l'ultima volta avanti. Quando si accende Shields nel secondo quarto, spalleggiato da Voigtmann che per una volta dismette i suoi amletici panni e affonda nel burro, Milano torna a distanza di sicurezza. Più dieci alla pausa lunga e un tonante 65-42 in fondo al terzo quarto, tra le macerie galliche dove perfino Poythress, finora spesso spauriti, maramaldeggia.
Qualche passo avanti si vede, c'è spazio per l'esordio e la prima tripla di Caruso, gemella di quella di Bortolani, mentre Baron riprende confidenza con parquet e le assenze - Lo, Mirotic, Ricci - per una sera non si notano. E chissà se e come cambierà la squadra se davvero dovesse tornare Napier, magari in cambio dell'epurato Pangos (con relativo e non semplice incastro di stipendi). L'addio estivo dell'ex Nba per i dinari serbi fu un piccolo trauma e non più tardi di un mese fa, a un confidenziale accenno di Messina sulla voglia di tornare di Shabazz, il playmaker rispose inviperito via social. Le cose si chiarirono e ora gli strali del portoricano sono verso Sfairopoulos che lo ha scaricato pubblicamente e si è beccato un "Dì la verità davanti alle telecamere", non proprio amichevole. Difficoltà di ambientamento non dovrebbe averne, Milano la conosce e lo conosce. Funzionerà?
Armani - Asvel 84-61
ARMANI: Melli 17, Shields 13, Voigtmann e Poythress 11
ASVEL: Lauvergne 12, Lee e Luwawu-Cabarrot 10