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Gallinari, il lungo viaggio fa tappa a Detroit: la peggior squadra della Nba per cercare il rilancio

Danilo Gallinari, 35 anni

 
Il 35enne azzurro da Washington ai Pistons, la franchigia che in questa stagione ha battuto il record di sconfitte consecutive
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NEW YORK - Spaghetti, Gallo, insalatina e una tazzina di caffè: Danilo Gallinari prova a ritrovare le antiche notti di follia e l’appetito a Detroit, come cantava Fred Bongusto.

La trade tra Washington e Detroit

Intanto i fatti: i Wizards di Washington hanno raggiunto un accordo per mandare ai Pistons lui e Mike Muscala in cambio di Marvin Bagley, Isaiah Livers e due scelte al draft al secondo round. L’italiano ha giocato l’ultima volta il 27 dicembre, mantenendo un ruolo abbastanza solido, con una media di 7 punti, 3 rimbalzi e 1,2 assist a partita, più 14.8 minuti in ventisei presenze. A Detroit, seppure da tempo ai margini del grande circo, non stenderanno tappeti rossi: dovrà vedersela con Kevin Knox, Ausar Thompson, Joe Harris e Alec Burks per…

NEW YORK - Spaghetti, Gallo, insalatina e una tazzina di caffè: Danilo Gallinari prova a ritrovare le antiche notti di follia e l’appetito a Detroit, come cantava Fred Bongusto.

La trade tra Washington e Detroit

Intanto i fatti: i Wizards di Washington hanno raggiunto un accordo per mandare ai Pistons lui e Mike Muscala in cambio di Marvin Bagley, Isaiah Livers e due scelte al draft al secondo round. L’italiano ha giocato l’ultima volta il 27 dicembre, mantenendo un ruolo abbastanza solido, con una media di 7 punti, 3 rimbalzi e 1,2 assist a partita, più 14.8 minuti in ventisei presenze. A Detroit, seppure da tempo ai margini del grande circo, non stenderanno tappeti rossi: dovrà vedersela con Kevin Knox, Ausar Thompson, Joe Harris e Alec Burks per conquistare minuti alle spalle di Bojan Bogdanovic e Isaiah Stewart.

Il lungo viaggio del Gallo in Nba

Cosa significa? Tutto e niente. Ma la sensazione è quella di cercare frammenti in qualcosa che sembra disintegrarsi, trovare luce nel crepuscolo sulla Fifth Avenue di una carriera americana cominciato a New York 16 anni fa, passata per Denver, Los Angeles (sponda Clippers), Oklahoma, Atlanta, transitata da Boston, la franchigia sognata per una vita, a conclusa con zero partite a causa di un grave infortunio, poi Washington e ora Detroit, franchigia all’ultimo posto in Nba, contando le due conference, tre vittorie e trentasei sconfitte, ventotto di fila, una vinta nelle ultime dieci.

Missione risalita

Gallinari ci arriva con quei numeri indicati prima, registrati a Washington, e definiti dai media americani “buoni” o “consistenti” o “positivi”, ma che chiunque conosca la storia di questo giocatore sa che non lo sono per niente. Nei Wizards ha giocato di media pochi secondi più di quanto avesse fatto a vent’anni nel primo anno da rookie ai Knicks, e quello era stato il minimo della sua carriera. A Washington ha messo a segno il secondo minor numero di punti a partita, il minor numero di tiri da tre realizzati, il secondo peggior dato sui rimbalzi conquistati e dei tiri liberi fatti e degli assist distribuiti ai compagni. Per fermare una discesa bisogna toccare il fondo e Detroit, in questo momento, rappresenta il miglior sottoscala della Nba. Si può solo risalire. Ma è davvero possibile?

Detroit il contrario di una festa

Il sogno di Dio, diceva Jack Kerouac, è soltanto un sogno, ma Danilo e la rinascita sono fratellini, e allora bisogna credere che succederà un’altra volta. Ci può essere dello splendore nelle rovine di un grande giocatore. A trentacinque anni il Gallo non può essere considerato al tramonto, anche se la malinconica e rugginosa Detroit non è il posto ideale se hai problemi di autostima. Palazzi dalle mura annerite, non ci sono orchestre che ripetono “Schubi-du”, dietro le finestre delle case non sembra mai esserci nessuno, e immagini bottiglie vuote di birra e posaceneri pieni. Ti giri e trovi archeologia industriale, resti dell’antico fasto della capitale dell’auto. Forse Detroit è perfetta perché è tutto questo, il contrario di una festa, metafora urbana della parabola del Gallo, prima indivisibile, poi visibile e infine invisibile. Finito il tempo di guardare le magie degli altri, è ora di dimostrare che le notti folli alla Bongusto non sono ancora finite.

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