Olimpia Milano-Real Madrid 81-76: l’Armani torna alla vittoria in Eurolega
di Massimo PisaQuanto vale una notte Real? Tanto, se guardiamo al come l’Armani travolge il Real Madrid, capolista per dispersione in Eurolega, scambiando per 40 minuti i panni della grande delusa con quelli dei campioni d’Europa. Poco se poi lo sguardo torna sulla classifica, sulle troppe occasioni buttate via in coppa: c’è poco da illudersi laggiù al dodicesimo posto, con i soliti 4 punti di distacco dalla quota play-in e solo otto partite prima del traguardo. Resta l’impresa, gonfiata dai 50 punti in coppia delle stelle Shields e Mirotic, dal 40-31 globale a rimbalzo (15 offensivi Milano: una manna) ad emendare percentuali al tiro peggiori e la difesa che forza 14 palle perse madridiste. “E’ una grande vittoria per noi – esulta Ettore Messina – con un meraviglioso primo tempo e gli ultimi 4 minuti di ottima difesa. Non è giusto darle troppo peso. Certo, quando la palla pesa e l’avversario è aggressivo dobbiamo muovere meglio la palla”. Ora l’Eurolega va in ghiaccio per tre settimane: “Vincere pri…
Quanto vale una notte Real? Tanto, se guardiamo al come l’Armani travolge il Real Madrid, capolista per dispersione in Eurolega, scambiando per 40 minuti i panni della grande delusa con quelli dei campioni d’Europa. Poco se poi lo sguardo torna sulla classifica, sulle troppe occasioni buttate via in coppa: c’è poco da illudersi laggiù al dodicesimo posto, con i soliti 4 punti di distacco dalla quota play-in e solo otto partite prima del traguardo. Resta l’impresa, gonfiata dai 50 punti in coppia delle stelle Shields e Mirotic, dal 40-31 globale a rimbalzo (15 offensivi Milano: una manna) ad emendare percentuali al tiro peggiori e la difesa che forza 14 palle perse madridiste. “E’ una grande vittoria per noi – esulta Ettore Messina – con un meraviglioso primo tempo e gli ultimi 4 minuti di ottima difesa. Non è giusto darle troppo peso. Certo, quando la palla pesa e l’avversario è aggressivo dobbiamo muovere meglio la palla”. Ora l’Eurolega va in ghiaccio per tre settimane: “Vincere prima della pausa aiuta, ma nessuno sa come le squadre reagiranno”.
Eppure era cominciata secondo pronostico, con i blancos a comandare sulle spalle del talento visionario di Campazzo e della pulizia tecnica di Musa, e l’Olimpia a sbattere contro il muro nonostante l’iniziale quintettone scelto da Messina, con Ricci-Melli-Voigtmann per pareggiare la mole di Hezonja-Deck-Tavares. Gioco poco o nullo con Napier incartato e gli altri a guardare, a parte Shields che è subito acceso con due triple. Ma dal 10-17 al 6’ sboccia il miracolo. O meglio, la dissolvenza del Real in coincidenza con i primi cambi dalle due panchine: di qua Hall porta equilibrio, Mirotic inietta talento (subito 4 su 4 da tre), Hines solidità e tutti danno una mano a rimbalzo, dove Milano soverchia i madridisti. Coach Mateo, che insiste fino all’inverosimile sul secondo quintetto, ne cava una siccità offensiva infinita, oltre 9 minuti senza canestri dal campo in cui l’Armani vola con un irreale break da 26-2 per il 36-19 al 13’. E il vantaggio si dilata, perché Lo e McGruder non fanno mai cadere la tensione e Shields trasforma in oro tutto quello che tocca, compreso il contropiede dell’irreale 48-27 a un sospiro dalla pausa lunga.
L’attesa del Forum tutto esaurito è per “l’elefante nella stanza”, ovvero la solita crisi del terzo quarto. I titolari del Real si rimettono al lavoro, le triple di Hezonja e Deck allargano il fronte d’attacco e l’asse Campazzo-Tavares lo taglia. Però ci sono i canestri di tigna di McGruder e Hall a controbilanciare, e il magistero difensivo di Nick Melli a cementare fino al 64-45 del 27’. Torna Napier e Milano torna a grippare, perché Shabazz la palla non la muove proprio e per di più da fuori prende solo ferri (0 su 5 da tre). Senza fare nulla di speciale, il Real rientra sul 69-62 con due triple consecutive del Chacho Rodriguez, l’ex mai troppo rimpianto, e i 6’55” sul tabellone d’improvviso si fanno eterni. La rubata con fuga di Shields è una scossa solo momentanea, perché ora la difesa blanca torna muro. Il Chacho comanda, l’altro eternauta Llull si sveglia insieme a Yabusele ed eccolo l’elefante: 71-69 al 36’.
Finale in apnea. Messina riprova Napier, e ritrova Mirotic: finta, tripla e +5. Sbaglia un libero Llull e un tre-punti comodo Rodriguez, e riecco Mirotic in svitamento: 76-70 al 37’30”. Qui il giallo: Musa segna da tre ma scalcia e l’arbitro Trawicki gli dà fallo tecnico, che Mirotic trasforma per il +4 a 2’16”. Finalmente Napier in slalom mancino, +6 a 2’. Ma ecco il tecnico (di compensazione) per il Real e tre liberi segnati da Llull e Musa, 79-76 al 38’10” con rientro di Tavares per lo sprint. Napier cortissimo in arresto-e-tiro, Tavares spreca il semigancio, Shields perde palla sul raddoppio a 58”. Brivido Llull da tre: cortissimo, corto anche il dardo angolare di Shields che non ci sta, rientra e ruba per volare in contropiede a prendersi il fallo, spreca un libero per l’ennesimo tecnico (a Llull) ma segna i due che contano: 81-76 a 19”. L’ultima tripla del Chacho prende solo aria e i 12mila possono finalmente urlare, nonostante il ghiaccio sulla mano santa di Mirotic. “E’ uscito con un problema all’indice sinistro dopo una grande prestazione, vedremo”.
Armani Milano – Real Madrid 81-76
ARMANI: Napier 8, Shields 27, Ricci, Melli 2, Voigtmann – Lo 8, Hall 4, McGruder 7, Mirotic 23, Hines 2. Coach: Messina
REAL: Campazzo 8, Musa 12, Hezonja 11, Deck 10, Tavares 8 – Rodriguez 9, Llull 4, Causeur, Fernandez 3, Yabusele 5, Poirier 6. Coach: Mateo