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Olimpia Milano-Real Madrid 81-76: l’Armani torna alla vittoria in Eurolega

(fotogramma)
Shields segna 27 punti, la squadra di Messina è ancora in corsa per il play-in
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Quanto vale una notte Real? Tanto, se guardiamo al come l’Armani travolge il Real Madrid, capolista per dispersione in Eurolega, scambiando per 40 minuti i panni della grande delusa con quelli dei campioni d’Europa. Poco se poi lo sguardo torna sulla classifica, sulle troppe occasioni buttate via in coppa: c’è poco da illudersi laggiù al dodicesimo posto, con i soliti 4 punti di distacco dalla quota play-in e solo otto partite prima del traguardo. Resta l’impresa, gonfiata dai 50 punti in coppia delle stelle Shields e Mirotic, dal 40-31 globale a rimbalzo (15 offensivi Milano: una manna) ad emendare percentuali al tiro peggiori e la difesa che forza 14 palle perse madridiste. “E’ una grande vittoria per noi – esulta Ettore Messina – con un meraviglioso primo tempo e gli ultimi 4 minuti di ottima difesa. Non è giusto darle troppo peso. Certo, quando la palla pesa e l’avversario è aggressivo dobbiamo muovere meglio la palla”. Ora l’Eurolega va in ghiaccio per tre settimane: “Vincere pri…

Quanto vale una notte Real? Tanto, se guardiamo al come l’Armani travolge il Real Madrid, capolista per dispersione in Eurolega, scambiando per 40 minuti i panni della grande delusa con quelli dei campioni d’Europa. Poco se poi lo sguardo torna sulla classifica, sulle troppe occasioni buttate via in coppa: c’è poco da illudersi laggiù al dodicesimo posto, con i soliti 4 punti di distacco dalla quota play-in e solo otto partite prima del traguardo. Resta l’impresa, gonfiata dai 50 punti in coppia delle stelle Shields e Mirotic, dal 40-31 globale a rimbalzo (15 offensivi Milano: una manna) ad emendare percentuali al tiro peggiori e la difesa che forza 14 palle perse madridiste. “E’ una grande vittoria per noi – esulta Ettore Messina – con un meraviglioso primo tempo e gli ultimi 4 minuti di ottima difesa. Non è giusto darle troppo peso. Certo, quando la palla pesa e l’avversario è aggressivo dobbiamo muovere meglio la palla”. Ora l’Eurolega va in ghiaccio per tre settimane: “Vincere prima della pausa aiuta, ma nessuno sa come le squadre reagiranno”.

Eppure era cominciata secondo pronostico, con i blancos a comandare sulle spalle del talento visionario di Campazzo e della pulizia tecnica di Musa, e l’Olimpia a sbattere contro il muro nonostante l’iniziale quintettone scelto da Messina, con Ricci-Melli-Voigtmann per pareggiare la mole di Hezonja-Deck-Tavares. Gioco poco o nullo con Napier incartato e gli altri a guardare, a parte Shields che è subito acceso con due triple. Ma dal 10-17 al 6’ sboccia il miracolo. O meglio, la dissolvenza del Real in coincidenza con i primi cambi dalle due panchine: di qua Hall porta equilibrio, Mirotic inietta talento (subito 4 su 4 da tre), Hines solidità e tutti danno una mano a rimbalzo, dove Milano soverchia i madridisti. Coach Mateo, che insiste fino all’inverosimile sul secondo quintetto, ne cava una siccità offensiva infinita, oltre 9 minuti senza canestri dal campo in cui l’Armani vola con un irreale break da 26-2 per il 36-19 al 13’. E il vantaggio si dilata, perché Lo e McGruder non fanno mai cadere la tensione e Shields trasforma in oro tutto quello che tocca, compreso il contropiede dell’irreale 48-27 a un sospiro dalla pausa lunga.

L’attesa del Forum tutto esaurito è per “l’elefante nella stanza”, ovvero la solita crisi del terzo quarto. I titolari del Real si rimettono al lavoro, le triple di Hezonja e Deck allargano il fronte d’attacco e l’asse Campazzo-Tavares lo taglia. Però ci sono i canestri di tigna di McGruder e Hall a controbilanciare, e il magistero difensivo di Nick Melli a cementare fino al 64-45 del 27’. Torna Napier e Milano torna a grippare, perché Shabazz la palla non la muove proprio e per di più da fuori prende solo ferri (0 su 5 da tre). Senza fare nulla di speciale, il Real rientra sul 69-62 con due triple consecutive del Chacho Rodriguez, l’ex mai troppo rimpianto, e i 6’55” sul tabellone d’improvviso si fanno eterni. La rubata con fuga di Shields è una scossa solo momentanea, perché ora la difesa blanca torna muro. Il Chacho comanda, l’altro eternauta Llull si sveglia insieme a Yabusele ed eccolo l’elefante: 71-69 al 36’.

Finale in apnea. Messina riprova Napier, e ritrova Mirotic: finta, tripla e +5. Sbaglia un libero Llull e un tre-punti comodo Rodriguez, e riecco Mirotic in svitamento: 76-70 al 37’30”. Qui il giallo: Musa segna da tre ma scalcia e l’arbitro Trawicki gli dà fallo tecnico, che Mirotic trasforma per il +4 a 2’16”. Finalmente Napier in slalom mancino, +6 a 2’. Ma ecco il tecnico (di compensazione) per il Real e tre liberi segnati da Llull e Musa, 79-76 al 38’10” con rientro di Tavares per lo sprint. Napier cortissimo in arresto-e-tiro, Tavares spreca il semigancio, Shields perde palla sul raddoppio a 58”. Brivido Llull da tre: cortissimo, corto anche il dardo angolare di Shields che non ci sta, rientra e ruba per volare in contropiede a prendersi il fallo, spreca un libero per l’ennesimo tecnico (a Llull) ma segna i due che contano: 81-76 a 19”. L’ultima tripla del Chacho prende solo aria e i 12mila possono finalmente urlare, nonostante il ghiaccio sulla mano santa di Mirotic. “E’ uscito con un problema all’indice sinistro dopo una grande prestazione, vedremo”.

Armani Milano – Real Madrid 81-76

ARMANI: Napier 8, Shields 27, Ricci, Melli 2, Voigtmann – Lo 8, Hall 4, McGruder 7, Mirotic 23, Hines 2. Coach: Messina

REAL: Campazzo 8, Musa 12, Hezonja 11, Deck 10, Tavares 8 – Rodriguez 9, Llull 4, Causeur, Fernandez 3, Yabusele 5, Poirier 6. Coach: Mateo

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