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Basket, Momo Faye il nome nuovo di Reggio Emilia: “Una scommessa vinta”. E dal 2025 giocherà da italiano

Contro la Virtus show del centro senegalese, 19 anni: 16 punti, 7/7 al tiro, e 6 rimbalzi
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Una sorpresa nella sorpresa. La Unahotels Reggio Emilia che ha eliminato la Virtus Segafredo Bologna nei quarti delle Final Eight di coppa Italia, si gode l'ennesimo talento coltivato in casa: Mouhamed "Momo" Faye, centro senegalese classe 2005, ha stupito tutti per la rapidità del suo sviluppo, per la capacità di apprendere e crescere esponenzialmente nonostante la giovanissima età. In avvio di partita contro le V Nere, Reggio Emilia ha faticato a trovare i canestri dalla distanza, affidandosi al lungo che ha risposto presente: i primi dieci punti messi a segno sono stati tutti suoi, nonostante gli avversari fossero Shengelia e Mickey. Una volta avviata la macchina reggiana, Faye non si è fermato chiudendo con 16 punti e un eloquente 7/7 dal campo. A soli 19 anni.

Una scommessa vinta da Coldebella e dal club

Eppure Faye non è una sorpresa per la Pallacanestro Reggiana e per Claudio Coldebella, che a inizio stagione ha scelto di inserire il giovane senegalese, che potrà giocare da…

Una sorpresa nella sorpresa. La Unahotels Reggio Emilia che ha eliminato la Virtus Segafredo Bologna nei quarti delle Final Eight di coppa Italia, si gode l'ennesimo talento coltivato in casa: Mouhamed "Momo" Faye, centro senegalese classe 2005, ha stupito tutti per la rapidità del suo sviluppo, per la capacità di apprendere e crescere esponenzialmente nonostante la giovanissima età. In avvio di partita contro le V Nere, Reggio Emilia ha faticato a trovare i canestri dalla distanza, affidandosi al lungo che ha risposto presente: i primi dieci punti messi a segno sono stati tutti suoi, nonostante gli avversari fossero Shengelia e Mickey. Una volta avviata la macchina reggiana, Faye non si è fermato chiudendo con 16 punti e un eloquente 7/7 dal campo. A soli 19 anni.

Una scommessa vinta da Coldebella e dal club

Eppure Faye non è una sorpresa per la Pallacanestro Reggiana e per Claudio Coldebella, che a inizio stagione ha scelto di inserire il giovane senegalese, che potrà giocare da italiano nel 2025 per formazione cestistica, nel roster della prima squadra. Non una semplice promozione di un giovane, ma un vero e proprio atto di fede: la sua presenza toglie infatti un posto a uno straniero. "La scelta di costruire un organico con cinque stranieri più Faye nasce dal voler dare continuità al percorso che i nostri ragazzi più promettenti compiono da settore giovanile - è stata la spiegazione dell'ex playmaker della Virtus, oggi GM dei reggiani -. La fortuna di Momo Faye sarà quella di avere al suo fianco giocatori di personalità ed esperienza che quotidianamente, insieme a coach Priftis ed il suo staff, lo faranno migliorare e crescere”.

Scoperto in Africa da Menozzi, lanciato nel grande basket

La storia di Faye è la tipica occasione che ti cambia la vita. Tutto nacque da un viaggio in Senegal di Andrea Menozzi, colui che in oltre 30 anni di settore giovanile a Reggio ha lanciato tanti giocatori, compresi il milanese Niccolò Melli o Angelo Gigli, per citare due lunghi come Momo. Tra i tanti giocatori visionati, Faye aveva qualcosa in più: il fisico, sicuramente, visto che è 208 centimetri di atletismo, ma anche la tecnica, grezza ma già definita. Lavorandoci quotidianamente, e facendogli proseguire gli studi in Italia, con ottimo profitto, Faye è sbocciato come previsto e la partita con la Virtus in Coppa Italia è stata forse il punto più alto, almeno fino a oggi, della sua ancora giovane carriera.

Un giocatore fondamentale per coach Priftis

Rapido ed esplosivo atleticamente, non ha paura dei contatti e soprattutto denota già una spiccata intelligenza cestistica, che l'ha portato contro Bologna a leggere alla perfezione le situazioni che si sono presentate contro la difesa asfissiante della squadra di Banchi. Se Galloway è stato il protagonista numero uno del quarto di finale, molto lo deve a Faye, che ha tenuto a galla l'Unahotels quando il canestro sembrava minuscolo. Il presente del lungo senegalese si sta trasformando in futuro grazie al lavoro e allo sguardo lungo dei tecnici reggiani: talento, opportunità, voglia di vincere.

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