Napoli sorprende Milano e vince la Coppa Italia di basket dopo 18 anni
di Domenico MarcheseIl sogno di Napoli è diventato realtà, la GeVi vince la Frecciarossa Final Eight di Torino battendo la corazzata EA7 Emporio Armani Milano per 77-72 e succedendo alla Germani Brescia. Diciotto anni dopo il trionfo a Forlì del Basket Napoli allenato da Piero Bucchi arriva, la Coppa Italia torna nelle mani della pallacanestro partenopea grazie alla squadra di Milicic. Che ha saputo fare di necessità virtù fino alla finale, quando ha rotto i giochi e le certezze di Milano vincendo una partita condotta praticamente dal primo minuto. Se si escludono le schermaglie iniziali, equilibrate per definizione, azione dopo azione Napoli ha costruito il suo successo sull'entusiasmo, ereditato dalla vittoria in semifinale contro Reggio Emilia. L'esatto opposto di quanto fatto dall'Olimpia, che dopo aver surclassato Venezia non ha saputo riprendere il discorso doveva l'aveva interrotto. Se si esclude un po' di pathos nel finale, con il sorpasso di Milano sul 71-70 con poco più di 20" da giocare, la Ge…
Il sogno di Napoli è diventato realtà, la GeVi vince la Frecciarossa Final Eight di Torino battendo la corazzata EA7 Emporio Armani Milano per 77-72 e succedendo alla Germani Brescia. Diciotto anni dopo il trionfo a Forlì del Basket Napoli allenato da Piero Bucchi arriva, la Coppa Italia torna nelle mani della pallacanestro partenopea grazie alla squadra di Milicic. Che ha saputo fare di necessità virtù fino alla finale, quando ha rotto i giochi e le certezze di Milano vincendo una partita condotta praticamente dal primo minuto. Se si escludono le schermaglie iniziali, equilibrate per definizione, azione dopo azione Napoli ha costruito il suo successo sull'entusiasmo, ereditato dalla vittoria in semifinale contro Reggio Emilia. L'esatto opposto di quanto fatto dall'Olimpia, che dopo aver surclassato Venezia non ha saputo riprendere il discorso doveva l'aveva interrotto. Se si esclude un po' di pathos nel finale, con il sorpasso di Milano sul 71-70 con poco più di 20" da giocare, la GeVi ha colto una vittoria che è stata brava a modellare nei minuti, togliendo punti di riferimento a Mirotic e compagni.
Una squadra corta ma consapevole dei propri mezzi
Inutile girarci intorno, quella di Napoli contro Milano è stata una grandissima impresa. Per budget, roster, tradizione e ambizioni la palla a due avrebbe dovuto essere l'unico momento di equilibrio della partita. Invece la GeVi, dopo aver eliminato la capolista Brescia, ha iniziato a sognare di essere lei l'ennesima sorpresa della Coppa Italia, convincendosi e diventandolo proprio nel momento più difficile del percorso. Merito della solidità di squadra espressa da un gruppo in cui si alternano primi violini dalle mani sopraffine, come lo statunitense Pullen, che in Piemonte, a Biella, si fece conoscere dal grande pubblico, o Ennis, miglior marcatore della finale con 21 punti, ma anche splendidi gregari con punti nelle mani come Sokolowski, Zubcic e Owens. Il tutto amalgamato da coach Milicic, al suo primo anno in Italia, che alla prima occasione ha saputo coglierla trascinando Napoli alla vittoria.
Milano stecca l'appuntamento con il successo
Anche se è vero che la Coppa Italia, specialmente nella pallacanestro, è la competizione più imprevedibile di tutte, altrettanto lo è che in molti, se non tutti, si aspettavano una vittoria dell'EA7. Ancora di più dopo la stordente vittoria ottenuta in semifinale contro Venezia, che ha messo in mostra tutto il suo potenziale al tiro e da sotto canestro. In finale, invece, tutto si è sciolto improvvisamente: Shields, semplicemente inarrestabile in semifinale, ha sparato a salve per tutta la partita e dopo aver infilato un eloquente 0/11 (e 4 punti tutti dalla lunetta), ha trovato due triple nel finale, tra cui quella del 71-70 che sembrava poter riscrivere il finale della partita. Pullen ha fatto giustizia con la contro-tripla che ha di fatto spedito Napoli in paradiso. Tutto il reparto esterni di Milano ha giocato al di sotto delle proprie possibilità, da Hall (5) a Napier (8): solo i lunghi Melli (20) e Mirotic (19) hanno trovato con continuità la via del canestro, tenendo a contatto l'EA7 fino al rush finale. In cui, paradossalmente, il tiro dall'arco è tornato efficace (8/29 a fine partita), ma la partita l'ha vinta nuovamente Napoli dopo essersi trovata sotto a 25" dalla fine. Anche se ormai, in coppa Italia, le sorprese non stupiscono più.
Un'edizione record
Si chiude l'edizione 2024 della Final Eight, giocata per il secondo anno consecutivo alla Inalpi Arena di Torino. Un successo di pubblico, ovviamente, anche per la finale, con l'impianto torinese tutto esaurito come nel giorno precedente per le semifinali. Complessivamente, in cinque giornate di partite, sono stati staccati 45.631 biglietti: meglio della precedente edizione di una competizione che, oltre ad essere il teatro delle sorprese, è diventato una festa per la pallacanestro.
EA7 EMPORIO ARMANI MILANO-GEVI NAPOLI 72-77
(19-24, 36-43, 53-60)
MILANO: Melli 20, Mirotic 19, Shields 10, Napier 8.
NAPOLI: Ennis 21, Pullen 14, Sokolowski 13, Zubcic 11.
NOTE: Milano (17/36 da 2, 8/29 da 3, 14/16 tl, 41 rimbalzi, 17 assist, 13 pp, 3 pr). Napoli (19/35 da 2, 6/28 da 3, 21/25 tl, 39 rimbalzi, 13 assist, 8 pp, 4 pr).