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La tripla di Pullen, l’mvp Sokolowski e la lucidità di coach Milicic: così Napoli ha stupito tutti e si è presa la coppa Italia di basket

L’exploit a Torino della Gevi, che ha trionfato con un budget tra i più bassi del campionato
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La vittoria della GeVi Napoli in Coppa Italia (327 mila spettatori su Nove e DMax ed Eurosport 2), ha stravolto il mondo dello sport italiano, almeno per una sera. Basta digitare su google "Napoli Basket" per vedere i fuochi d'artificio sul proprio monitor, il giusto tributo che anche il motore di ricerca più famoso del mondo ha dedicato alla squadra allenata da Milicic. Subito dopo la vittoria alla Frecciarossa Final Eight di Torino, mentre il padovano De Nicolao, capitano della squadra, dava il via ai festeggiamenti urlando "Forza Napoli" al microfono del palasport, anche gli sconfitti rendevano giustizia alla grande prova della GeVi: "Faccio i complimenti a Napoli, ha vinto con merito - sono state le parole di Ettore Messina -. Ha trovato un canestro importantissimo quando eravamo a +1. Noi abbiamo scelto il giorno migliore dopo due belle partite per fare passi indietro importanti a livello qualitativo".

La vittoria della GeVi Napoli in Coppa Italia (327 mila spettatori su Nove e DMax ed Eurosport 2), ha stravolto il mondo dello sport italiano, almeno per una sera. Basta digitare su google "Napoli Basket" per vedere i fuochi d'artificio sul proprio monitor, il giusto tributo che anche il motore di ricerca più famoso del mondo ha dedicato alla squadra allenata da Milicic. Subito dopo la vittoria alla Frecciarossa Final Eight di Torino, mentre il padovano De Nicolao, capitano della squadra, dava il via ai festeggiamenti urlando "Forza Napoli" al microfono del palasport, anche gli sconfitti rendevano giustizia alla grande prova della GeVi: "Faccio i complimenti a Napoli, ha vinto con merito - sono state le parole di Ettore Messina -. Ha trovato un canestro importantissimo quando eravamo a +1. Noi abbiamo scelto il giorno migliore dopo due belle partite per fare passi indietro importanti a livello qualitativo".

Merito naturalmente della prestazione dei partenopei, che hanno giocato con quella leggera determinazione che agli occhi di molti è sembrata quasi incoscienza. La leggerezza di chi non ha niente da perdere ma tutto da guadagnare e che da oggi vivrà la quotidianità con prospettive completamente diverse.

Il timeout di Messina, l'invasione di Markel Brown

L'immagine che meglio di qualsiasi altra dipinge lo splendido affresco della Napoli dei canestri è arrivata a 7" dalla fine, con la GeVi in vantaggio 71-73. Mentre gli arbitri erano intenti a visionare il replay per capire quanti secondi mancassero alla fine, coach Messina ha preso la lavagnetta per dare ai suoi le ultime direttive. In mezzo ai giocatori di Milano è spuntato un giocatore di Napoli, Markel Brown, che ha assistito con nonchalance al timeout improvvisato. Con naturalezza e, proprio per questo, inosservato e quasi invisibile. Napoli è stata proprio questo, inosservata e quasi invisibile, anche se ogni anno la Coppa Italia regala più sorprese che certezze. È arrivata a Torino e minuto dopo minuto ha trovato consapevolezza, eliminando la Germani Brescia, capolista in campionato e campione uscente in coppa, e la Unahotels Reggio Emilia inseguendo per tutta la partita fino al sorpasso all’overtime.

Igor Milicic, coach della Gevi Napoli (fotogramma)

Il sorpasso di Milano

Una ricetta che non ha funzionato per l'EA7 Emporio Armani, che ha inseguito per tutta la partita riuscendo a mettere il naso avanti nel finale, con la seconda tripla di Shields risvegliatosi dopo aver tirato 0/11. Il 71-70 con 24" da giocare sembrava la fine delle favole, la realtà che tornava a prendersi la scena dopo che il sogno sportivo di Cenerentola aveva fatto sperare più di un appassionato, oltre ai tifosi napoletani. Realtà che, però, non aveva fatto i conti con Jacob Pullen, 36enne con un passato da star e un presente da eroe di una città: la sua tripla con 13" da giocare, segnata in faccia ad Hall che l'ha marcato in maniera quasi perfetta, ha fatto esplodere di gioia la Inalpi Arena e cadere nella disperazione i tifosi di Milano. La realtà avrà tutto il tempo per prendersi la rivincita, magari già nei playoff, dove la formula da cinque partite non lascia scampo ai sogni. In cui il peso di budget, lunghezza del roster, esperienza e talento sarà tutto a favore di Milano e Bologna. In coppa però è tutto diverso: i sogni, spesso, diventano realtà.

Coach Milicic, la chiave di volta

Sogni che Napoli ha saputo trasformare nel suo presente nonostante, osservando i budget a disposizione, gli arbitri non avrebbero dovuto neanche alzare la palla a due: circa 4 milioni per i campani, quasi 40 per il club di Giorgio Armani. Invece lo sport, e la pallacanestro, vivono di regole diverse da quelle della finanza e il premio di Mvp al polacco Sokolowski, un monolite dalle mani educate, è stato il giusto premio alla classe operaia che ribalta i pronostici anche se per una sola settimana. La guardia è stata preziosissima segnando la tripla che ha mandato ai supplementari la semifinale, per giunta dopo aver recuperato palla, e in finale ha aggiunto punti pesanti alla consueta tigna difensiva. È lui il manifesto della squadra, l'uomo di fiducia di coach Milicic, l'altro grande protagonista: nervoso e agitato in partita tanto quanto lucido nelle decisioni e rilassato nel finale, con quel sorriso quasi adolescente che fa da contraltare alla considerazione sempre crescente nel mondo del basket. Coach, pronto per la festa? "Magari, devo pensare a Napoli e alla Polonia", di cui è ct.

Il futuro di Napoli

Nella partita che ha portato anche la copertura televisiva nel futuro, con la DAZN Ref Cam che ha mostrato in diretta le azioni più salienti della partita dalla prospettiva dell’arbitro in campo, anche Napoli ha iniziato a pensare a cosa sarà domani. Storicamente la Coppa Italia è terra di conquista per le realtà in crescita: lo fu per l'Auxilium Torino, che a Firenze nel 2018 sorprese tutti, lo è stato per Cremona l'anno successivo e per Brescia lo scorso. Tuttavia vincere non sempre significa spiccare il volo: i torinesi scomparvero di lì a poco, Cremona ebbe buone stagioni prima di ritrovarsi in A2, Brescia quest'anno ha capitalizzato diventando una realtà di punta del basket cittadino. La società è solida e i tre gruppi imprenditoriali che contribuiscono al sostentamento, dalla Graded Holding di Federico e Vito Grassi, vicepresidente di Confindustria nel mandato Bonomi, alla Generazione Vincente della famiglia Amoroso fino a Francesco Tavassi, garantiscono continuità senza colpi di testa. Questa coppa è il frutto della programmazione ma anche un occasione per compiere il salto di qualità, iniziando dal palasport: lo merita la squadra, lo meritano la città e i tifosi.

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