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Eurolega, Milano crolla a Vitoria. Messina si arrende: “Pensiamo al campionato”

Duello Theodore-Maodo Lo 
L’Olimpia si arrende al Baskonia e dice praticamente addio alle speranze di centrare il play-in. Il coach: “Non abbiamo mai schiacciato l’interruttore per accenderci”
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Se non terminano a Vitoria – beffardo nome castigliano della basca Gasteiz – le chance di qualificazione dell’Olimpia, è solo perché in questa ingolfata Eurolega la soglia del decimo posto resta bassa, e la matematica fa da unica alleata. Ma la batosta in casa del Baskonia (88-73) somiglia a troppe altre, a troppe serate in cui l’inversione di tendenza era a un passo e la risposta degli uomini di Ettore Messina è stata identica: piatta, vuota, perdente fin dagli albori del match.

Le speranze durano poco più di un quarto, fino al 19-20 alla prima azione del secondo (zampata di Maodo Lo), poi l’implosione arriva inesorabile: basta la prima scarica del bomber Markus Howard per scavare il solco che Milano non sarà più capace di colmare per evidente deficit fisico e tattico, per conclamata differenza di coesione ed energia, materiale che all’Armani manca da inizio anno.

Male la regia di Napier

Facce scure, teste basse, isolati eroismi individuali in uno spartito dove anche la difesa, fetic…

Se non terminano a Vitoria – beffardo nome castigliano della basca Gasteiz – le chance di qualificazione dell’Olimpia, è solo perché in questa ingolfata Eurolega la soglia del decimo posto resta bassa, e la matematica fa da unica alleata. Ma la batosta in casa del Baskonia (88-73) somiglia a troppe altre, a troppe serate in cui l’inversione di tendenza era a un passo e la risposta degli uomini di Ettore Messina è stata identica: piatta, vuota, perdente fin dagli albori del match.

Le speranze durano poco più di un quarto, fino al 19-20 alla prima azione del secondo (zampata di Maodo Lo), poi l’implosione arriva inesorabile: basta la prima scarica del bomber Markus Howard per scavare il solco che Milano non sarà più capace di colmare per evidente deficit fisico e tattico, per conclamata differenza di coesione ed energia, materiale che all’Armani manca da inizio anno.

Male la regia di Napier

Facce scure, teste basse, isolati eroismi individuali in uno spartito dove anche la difesa, feticcio cui sporadicamente l’Olimpia s’è aggrappata, salta per aria. La demoliscono all’inizio Miller-McIntyre e Kotsar, l’antico asse play-pivot che in casa Armani è tallone d’Achille da inizio stagione. Poi il citato Howard insieme alla classe di Marinkovic e alla mira Costello, lungo atipico che ritrova ispirazione al tiro, e son spesso ben costruiti quelli dei baschi. A differenza della manovra milanese che s’accontenta troppo spesso, lavora poco e male tradendo uno dei postulati messiniani, quello della pazienza. Male la regia di Napier, Lo e Flaccadori, inconsistente la presenza dei vari Melli, Hines e Voigtmann in area, così come quella di Hall e Tonut sul perimetro, troppo sporadiche le spingardate di Shields e Mirotic, solisti di talento senza uno spartito.

Ivanovic esulta 

Baskonia a +23

Le cifre riassumono il tutto: percentuali povere e sbilanciate – 42% da due e 30% da tre, su 33 e 36 tentativi rispettivamente, contro il 59% e il 43% del Baskonia – accoppiate al deficit a rimbalzo (40-33) e all’inesistente apporto della panchina, che spiegano molto se non tutto. Chiuso sul 48-34 interno un mortificante secondo quarto, l’Olimpia ha avuto un primo sussulto al rientro dal tunnel (meno 6 firmato Mirotic e Napier) e ancora segni di vita sul meno 7 poco dopo, cancellati dalle sfuriate di Moneke. Da lì in poi un cupio dissolvi, fino al 79-56 firmato Sedekerskis, umiliazione che le ultime e inutili triple di Hall sgonfiano solo nelle proporzioni.

La resa di Messina

Stravince Dusko Ivanovic, coach che su questi legni sfidava e perdeva contro Messina la prima finale di Eurolega, un Virtus Bologna – Tau Vitoria di 23 anni fa. Fu l’ultima Coppa dei Campioni ad arricchire una bacheca italiana. Questa Milano sembra lontanissima dall’agguantarla. Cupo, alla fine, il coach catanese: “Siamo praticamente fuori, è una sconfitta dura, non abbiamo mai schiacciato l’interruttore per accenderci. E’ ovvio che daremo il meglio di noi fin dal prossimo turno ma ci concentriamo sul campionato italiano”. Quel che resta di una stagione balorda.

Baskonia Vitoria – Armani Milano 88-73
BASKONIA: Miller-McIntyre 6, Howard 26, Marinkovic 13, Sedekerskis 9, Kotsar 6 – Theodore, Raieste, Moneke 19, Diez, Costello 9. Coach: Ivanovic
ARMANI: Napier 12, Hall 9, Shields 17, Mirotic 21, Melli – Lo 2, Flaccadori, Tonut 1, Voigtmann 4, Caruso 2, Hines. Coach: Messina

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