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Eurolega, Milano affonda in Lituania, play-in lontanissimo

Ettore Messina (fotogramma)
Quello contro lo Zalgiris di coach Trinchieri è il 18° ko stagionale in Europa per l’Armani: è quasi finita
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Tradita da troppe presunte stelle, messa in scacco da coach Trinchieri che a Milano è nato e all’Olimpia cresciuto, l’Armani lascia a Kaunas quel che resta della sua Eurolega, fedele ad un copione che nell’anno non è mai cambiato. Mai continua, mai solida, mai sulla stessa pagina. Regge un tempo (35-37) perché lo Zalgiris costruisce tanto e spreca altrettanti rigori. Poi crolla, perché la classe Nba di Mirotic non basta, perché Shields sparisce ancora una volta al dunque come in finale di coppa Italia con Napoli, perché Napier gioca una partita di indecente trasparenza difensiva e non dà mai ritmo ai compagni, perché Melli fa la voce grossa solo nella sua metà campo. E giù ad elencare: pochino da Tonut e Hall, qualcosa da Poythress, nulla dai campioni del mondo Lo e Voigtmann. Crollo di squadra, bandiera bianca dopo aver visto la tripla del meno 1 di Mirotic non prendere nemmeno il ferro a 4’ dalla fine. La resa difensiva non è meno sconfortante di un tredicesimo posto che sa di conda…

Tradita da troppe presunte stelle, messa in scacco da coach Trinchieri che a Milano è nato e all’Olimpia cresciuto, l’Armani lascia a Kaunas quel che resta della sua Eurolega, fedele ad un copione che nell’anno non è mai cambiato. Mai continua, mai solida, mai sulla stessa pagina. Regge un tempo (35-37) perché lo Zalgiris costruisce tanto e spreca altrettanti rigori. Poi crolla, perché la classe Nba di Mirotic non basta, perché Shields sparisce ancora una volta al dunque come in finale di coppa Italia con Napoli, perché Napier gioca una partita di indecente trasparenza difensiva e non dà mai ritmo ai compagni, perché Melli fa la voce grossa solo nella sua metà campo. E giù ad elencare: pochino da Tonut e Hall, qualcosa da Poythress, nulla dai campioni del mondo Lo e Voigtmann. Crollo di squadra, bandiera bianca dopo aver visto la tripla del meno 1 di Mirotic non prendere nemmeno il ferro a 4’ dalla fine. La resa difensiva non è meno sconfortante di un tredicesimo posto che sa di condanna, al di là di classifiche avulse e tabelle da stracciare.

La partita

Da ingredienti così grami e dispari, quelli da lui assemblati in questa stagione di tormenti, Ettore Messina ha provato a cavare comunque un assalto alla diligenza. La coperta dietro è subito corta, perché Napier non tiene un solo palleggio di chiunque lo punti, e Shields davanti si perde nel labirinto dei suoi palleggi. Mirotic, però, dipinge pallacanestro, il precoce bonus dello Zalgiris regala punti facili dalla lunetta (12-17 al 9’) e le percentuali da fuori lituane confortano, almeno finché Hayes e Birutis non cominciano a fare il vuoto a rimbalzo d’attacco. L’Olimpia resta avanti con l’energia di Poythress e Hall e due triple di personalità di Tonut, impegnato in duello tutto muscoli con Keenan Evans, stellina locale bramata da mezza Europa che accorcia dopo l’ultimo +5 milanese. La cattiva notizia, alla pausa, è che i lituani si sono messi a far canestro da tre, crescendo in parallelo nelle due aree.

Il conto si fa salato nel terzo quarto, quello del famigerato “elefante nella stanza”, che si presenta puntuale sotto forma di attacco bloccato – e si sapeva – e di prima linea difensiva continuamente saltata in uno contro uno da Evans e Sumner. Mirotic spreme dal suo talento i canestroni per rientrare dal meno 8, ma è il solo a fare attacco in contumacia di Shields, degli esterni, degli altri lunghi, dei tedeschi. E l’unico momento in cui l’ala di passaporto danese reagisce, con due triple consecutive in 47 secondi, arriva dopo la spallata del +10 lituano con le folate di capitan Lekavicius. C’è ancora margine dopo un’episodica tripla di Napier e la successiva stoppata di Mirotic su Ulanovas, ma quando il montenegrino esala il suo dardo sgonfio la luce si spegne. Dal 72-68, lo Zalgiris colpisce in ogni modo, infierendo fino al +16 su avversari che paiono pugili contati alle corde, senza nemmeno la forza di opporsi alle irridenti schiacciate in verde. I lituani agganciano il trenino del decimo posto a quota 14, col 2-0 nel doppio confronto con l’Olimpia e il cuore gonfio d’orgoglio. Quello che agli uomini di Messina manca da inizio anno.

Zalgiris Kaunas – Armani Milano 87-73

ZALGIRIS: Giedraitis 4, Evans 20, Butkevicius 13, Ulanovas 4, Birutis 7 – Lekavicius 10, Dimsa, Sumner 17, Manek 3, Hayes 8, Butka, Lavrinovicius 2. Coach: Trinchieri

ARMANI: Napier 17, Tonut 8, Shields 11, Mirotic 19, Melli 1 – Lo, Flaccadori, Hall 6, Voigtmann 4, Poythress 7, Hines. Coach: Messina

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