Caitlin Clark 30 punti, ma non basta a Iowa. South Carolina vince il campionato di basket Ncaa
di Massimo BasileNEW YORK - Iowa aveva la giocatrice migliore della storia Ncaa. South Carolina la squadra migliore della stagione e alla fine ha avuto ragione. Per la prima volta dal 2016 il campionato universitario femminile ha un team che diventa campione senza aver mai perso: 38 vittorie su 38. L’ultima è stata un capolavoro: 87-75 per le Gamecocks, contro la squadra che l’anno scorso aveva messo fine in anticipo alla loro stagione quasi perfetta.
Caitlin Clark immarcabile, 30 punti ma non basta
La star assoluta di Iowa e di tutto il basket femminile, Caitlin Clark, 22 anni americana con mezzo sangue siciliano, ha chiuso con 30 punti, 10 canestri su 28 tentati, tredici punti segnati in due minuti nel corso del primo quarto, quando la Steph Curry delle donne sembrava immarcabile. Anzi, lo era: il canestro da oltre nove metri, dopo un altro paio di esecuzioni lunari e nonostante fosse marcata, aveva seminato il dubbio che nel suo cervello avessero impiantato un microchip e che stessimo assistendo a …
NEW YORK - Iowa aveva la giocatrice migliore della storia Ncaa. South Carolina la squadra migliore della stagione e alla fine ha avuto ragione. Per la prima volta dal 2016 il campionato universitario femminile ha un team che diventa campione senza aver mai perso: 38 vittorie su 38. L’ultima è stata un capolavoro: 87-75 per le Gamecocks, contro la squadra che l’anno scorso aveva messo fine in anticipo alla loro stagione quasi perfetta.
Caitlin Clark immarcabile, 30 punti ma non basta
La star assoluta di Iowa e di tutto il basket femminile, Caitlin Clark, 22 anni americana con mezzo sangue siciliano, ha chiuso con 30 punti, 10 canestri su 28 tentati, tredici punti segnati in due minuti nel corso del primo quarto, quando la Steph Curry delle donne sembrava immarcabile. Anzi, lo era: il canestro da oltre nove metri, dopo un altro paio di esecuzioni lunari e nonostante fosse marcata, aveva seminato il dubbio che nel suo cervello avessero impiantato un microchip e che stessimo assistendo a una performance senza precedenti. Meccanica perfetta, rilascio del pallone inesorabile, e Iowa avanti 20-9.
La vittoria di squadra di South Carolina
Nel break pubblicitario - lo diciamo per chi se lo fosse perso dopo essere andato a rifornirsi in cucina - è apparso il volto rotondo di Carmelo Anthony, un altro che di tiri da tre se ne intendeva, e molti in Usa hanno fatto probabilmente il raffronto: Caitlin è più brava al tiro anche di Melo? Forse sì. Poi è spuntato lo spot con Charles Barkley. Anche di lui? Certo. E poi Shaquille O’Neal. Ci mancherebbe se anche Curry ha ammesso di non aver avuto percentuali come lei al tempo del college. Di fronte a quell’inizio travolgente, le avversarie sono state brave a non dimenticare di far parte di una squadra e cosa avevano fatto finora. Brave a non crollare davanti alla potenza del singolo, neanche quando il pallone sembrava volere stare solo tra le mani di Clark, il canestro sembrava allargarsi a ogni suo tiro e le telecamere riprendevano ogni trenta secondi il suo volto. Avranno pensato: prima o poi questa si fermerà. È successo e in quel momento South Carolina ne ha approfittato: ha ridotto lo svantaggio, messo la testa avanti e passato a +16. Sono venute fuori giocatrici di cui i media si erano interessate poco, offuscate da Clark, come Tessa Johnson, con 19 punti, il centro alto come un albero; Kamilla Cardoso, 15 punti e 17 rimbalzi; Te-Hina Paopao, con quel cognome da romanzo di Tondelli, con i suoi 14 punti, e Chloe Kitts, 11 punti e 10 rimbalzi.
Clark, la giocatrice che ha trasformato il basket femminile
Una stella contro tutte. E la domanda che ha accompagnato i quaranta i minuti in cui si è giocato e in cui l’italoamericana non è mai uscita per riposare: una super star vale più di una super squadra? La risposta è: valgono entrambe. Ma probabilmente ci ricorderemo di più della prima, anche se ha perso. Con le sue prestazioni, con i suoi primati infranti - record assoluto di punti segnati, maschi compresi, più di Pete Maravich, record di punti segnati in una singola stagione, 480, record di canestri da tre in carriera e di canestri da tre in una stagione - Clark ha trasformato il torneo femminile in un evento globale, un continuo Super Bowl dei canestri, riempito gli stadi, trascinato davanti alla tv milioni di americani, fatto schizzare il prezzo dei biglietti a più di 700 dollari. Però non è bastato, perché serve anche la squadra come sa bene LeBron James che nella città dove si è giocata la finale, Cleveland, è riuscito a vincere il titolo solo quando accanto aveva stelle di prima grandezza.
La coach di South Carolina: “Il futuro è di Caitlin”
Non è chiaro, al momento, se la madre di origine siciliana, Anne Nizzi Clark, allenatrice di basket, avrà preparato lo stesso i cannoli per tutta la squadra, come ha fatto dopo ogni vittoria, ma questo epilogo non toglie niente alla stagione di una giocatrice capace di avere una media a partita di 31,7 punti, 7,3 rimbalzi, 9 assist, il 37,8 di percentuale nel tiro da tre punti. Con il suo arrivo è cambiata la storia di Iowa: le Hawkeyes hanno raggiunto i sedicesimi nel 2021, il secondo turno nel 2022, la finale nel 2023 e quest’anno. “Dobbiamo ringraziare Caitlin - ha commentato a fine gara la coach di South Carolina, Dawn Staley - ha elevato il gioco del basket femminile in maniera esponenziale. Anche se ha perso, è lei la Goat, la migliore, e ha davanti a sé una carriera brillantissima. Sarà la prima scelta nel draft e farà benissimo anche nella Wnba”.