Ncaa, UConn si conferma: batte Pardue in finale e resta campione
di Massimo BasileNEW YORK - L’America alla continua ricerca della speranza bianca del basket l’ha trovata. Solo che non è propriamente come lo zio Sam vorrebbe: è bianco, certo, segna come faceva il vecchio Bill Bradley a Princeton, sì, ma è canadese e ha i tratti asiatici alla Yao Ming, grazie ai geni della madre, Julia, ex giocatrice di basket. Si chiama Zach Edey, cognome che gli americani pronunciano “Idii”, ha 22 anni e 224 centimetri, è la stella di Purdue, college dell’Indiana, la squadra che era la numero uno del ranking.
La doppietta degli Huskies
L’anno scorso, da favoriti, erano stati eliminati al primo turno. Stavolta si sono piegati all’ultimo atto. L’Ncaa maschile aveva bisogno di trovare una star, dopo essere stati oscurati dalle donne con …
NEW YORK - L’America alla continua ricerca della speranza bianca del basket l’ha trovata. Solo che non è propriamente come lo zio Sam vorrebbe: è bianco, certo, segna come faceva il vecchio Bill Bradley a Princeton, sì, ma è canadese e ha i tratti asiatici alla Yao Ming, grazie ai geni della madre, Julia, ex giocatrice di basket. Si chiama Zach Edey, cognome che gli americani pronunciano “Idii”, ha 22 anni e 224 centimetri, è la stella di Purdue, college dell’Indiana, la squadra che era la numero uno del ranking.
La doppietta degli Huskies
L’anno scorso, da favoriti, erano stati eliminati al primo turno. Stavolta si sono piegati all’ultimo atto. L’Ncaa maschile aveva bisogno di trovare una star, dopo essere stati oscurati dalle donne con Caitlin Clark, e un po’ l’ha trovata in questo ragazzo. Alla fine, come per la finale femminile giocata ventiquattr’ore prima, il duello uno contro tutti ha premiato la squadra: Caitlin ha perso contro tutta South Carolina. Zach contro i campioni in carica di UConn, gli Huskies del Connecticut, diventati la nona squadra della storia a fare doppietta, due titoli consecutivi, diciassette anni dopo l’ultima volta, con i Florida Gators.
Clingan, la torre di UConn
Connecticut ha vinto per 75-60, in uno stadio da 60 mila spettatori, quello di Glendale, Arizona, dominando la finale più giusta dell'anno: quella tra le due squadre dominanti della stagione (Purdue 34 vittorie e 4 sconfitte; UConn 36 successi su 39), con gli attacchi migliori costruiti sulle due torri: se Purdue aveva Edey, UConn aveva Donovan Clingan, altra speranza bianca: 218 centimetri, un ragazzone nato nel 2004 in Connecticut a un’ottantina di chilometri dall’università. Anche lui figlio di una giocatrice di basket, Stacey Clingan, ma che è morta per complicazioni legate a un cancro al seno quando Donovan aveva 14 anni.
Purdue è solo Edey
L’inizio è stato di Edey. Il centro di Purdue ha cominciato a dominare sotto canestro, segnando 11 dei primi 16 punti della squadra, diventati poi 16 su 23, sempre con movimento spalle a canestro e gancio cielo. Alla fine ha segnato 37 dei 60 punti di squadra, più 10 rimbalzi, ma il suo gigantismo si è rivelato il punto debole della squadra: era talmente superiore rispetto ai compagni, che gli altri hanno trovato sbarrate tutte le vie a canestro e hanno servito il compagno, rendendo il gioco prevedibile: un tiro su due di Purdue è partito dalle mani di Zach. Venticinque tentativi sui 54 complessivi, 15 finiti dentro e 10 fuori. Lo hanno spremuto: 39 minuti in campo su 44, dopo aver riposato nelle due partite precedenti appena per 33 secondi.
UConn vince di squadra
UConn ha vinto come doveva: in difesa, lasciando che i punti li facesse uno solo. Lo ha fatto isolando il gigante canadese, e tagliando dal gioco il resto. Purdue è stata quasi inesistente nelle altre zone del campo, ha messo dentro un solo canestro da tre in tutta la partita. Uno su sette tentativi, mentre gli avversari ne hanno segnati 6 su 22. La difesa - vera chiave della partita - ha innescato il gioco in velocità di UConn, andata a canestro con continue penetrazioni di giocatori diversi: Clingan ha fatto la sua parte (11 punti e 5 rimbalzi), ma con lui sono cresciuti Tristen Newton (20 punti), Stephon Castle (15) e Cam Spenser (11). Rotazioni dall’arco e giochi a due sotto canestro.
Ora il Draft Nba
Gli ultimi cinque minuti, con Connecticut avanti di oltre dieci punti, sono stati solo un lento conto alla rovescia verso il trionfo finale degli Huskies. Chiuso il sipario, i ragazzi sono attesi dagli esami di fine anno. Per qualcuno sarà la fine del college, per altri l'inizio di una nuova vita sportiva: Clingan e Edey sono attesi al draft Nba. Il primo è indicato come numero tre al sorteggio delle franchigie, il secondo potrebbe essere scelto all’undicesimo posto. Se tutto andrà secondo previsioni, tra pochi mesi i due si ritroveranno di nuovo avversari, ma tra i professionisti.