L’incredibile Sud Sudan, la squadra del paese più povero del mondo che fa tremare i giganti del basket Usa
di Jacopo ManfrediEra solo un’amichevole ma il Sud Sudan, dopo l’impresa di qualificarsi alle Olimpiadi, è andato vicino a scrivere una delle pagini più clamorose della storia dello sport. E’ stata a un soffio dal battere nel test di Londra gli Usa, candidati all’oro a Parigi: per piegarli 101 a 100, alla squadra a stelle e strisce, che è stata sotto anche di 16 punti, sono serviti un layup di LeBron James a 8" dal termine e tre errori al tiro degli africani negli ultimi istanti. L’impresa sfiorata è comunque bastata per riaccendere i riflettori sulla nazionale allenata proprio da uno statunitense, Royal Ivey, attuale vice allenatore degli Houston Rockets.
Una squadra nata nel 2017 e già capace di arrivare 17/a ai Mondiali
Il Sud Sudan sta facendo passi da gigante se si pensa che, dopo l’indipendenza conquistata dal Paese nel 2011, ha disputato la sua prima partita ufficiale di basket nel 2017. Il tutto considerato che stiamo parlando della nazione più povera al mondo, quella con il più alto tasso di …
Era solo un’amichevole ma il Sud Sudan, dopo l’impresa di qualificarsi alle Olimpiadi, è andato vicino a scrivere una delle pagini più clamorose della storia dello sport. E’ stata a un soffio dal battere nel test di Londra gli Usa, candidati all’oro a Parigi: per piegarli 101 a 100, alla squadra a stelle e strisce, che è stata sotto anche di 16 punti, sono serviti un layup di LeBron James a 8" dal termine e tre errori al tiro degli africani negli ultimi istanti. L’impresa sfiorata è comunque bastata per riaccendere i riflettori sulla nazionale allenata proprio da uno statunitense, Royal Ivey, attuale vice allenatore degli Houston Rockets.
Una squadra nata nel 2017 e già capace di arrivare 17/a ai Mondiali
Il Sud Sudan sta facendo passi da gigante se si pensa che, dopo l’indipendenza conquistata dal Paese nel 2011, ha disputato la sua prima partita ufficiale di basket nel 2017. Il tutto considerato che stiamo parlando della nazione più povera al mondo, quella con il più alto tasso di mortalità infantile, dove si vive con 2 euro al giorno, e dove non c'è alcun impianto al coperto, tanto che la squadra si allena all'aperto e ha giocato le gare di qualificazione ai Mondiali 2023 ad Alessandria d'Egitto. Malgrado ciò le ha dominate (11 vittorie e 1 sola sconfitta), guadagnando il meritato accesso alla fase finale dove, dopo aver dato filo da torcere a Porto Rico (battuta solo al supplementare) e aver travolto la Cina, si è tolta la soddisfazione, grazie ai successi su Filippine e Angola, di chiudere al 17° posto e di conquistare il pass spettante all’Africa per le Olimpiadi.
Una favola firmata dall'ex stella Nba Luol Deng
Il miracolo Sud Sudan è stato firmato da Luol Deng, ex giocatore della Duke University e poi stella Nba con le maglie, tra l’altro, dei Chicago Bulls e dei Los Angeles Lakers, che non potendo giocare per la propria nazione decise di prendere passaporto britannico e disputare le Olimpiadi di Londra 2012 con la Gran Bretagna. Ritiratosi nel 2019 è diventato contemporaneamente coach della nazionale (di cui è ancora vice) e contemporaneamente presidente della federbasket. La sua enorme esperienza ha dato un contributo decisivo per la crescita della squadra. Ha recuperato i talenti di origine sud-sudanese sparsi per il mondo: dagli Usa sono arrivati Gabriel, Omot, Jones, Thor, Bar e Jok, dal Canada Shayok, dall’Australia Dech, Deng, Kuany, Acuoth e Madut. E a tutti ha trasferito le sue conoscenze di basket professionistico.
Il 17enne astro nascente Maluach stellina del gruppo
A un gruppo già di buon livello poi la Dea Bendata ha voluto regalare il talento del 17enne Khaman Maluach, già inserito nella top 5 del Draft Nba 2025. Nato a Rumbek , Maluach è cresciuto a Kawempe, nella vicina Uganda, come rifugiato assieme ai suoi fratelli e alla madre. E’ stato incoraggiato a giocare a basket da un motociclista che si era fermato quando aveva visto questo gigante (è alto 2,18 cm, ndr) camminare lungo la strada. Maluach ha ascoltato il consiglio, ha frequentato un campo locale organizzato da Luol Deng e ha iniziato a fare sul serio. Nel 2022 è stato ingaggiato dalla squadra sudanese dei Cobra Sport, l'anno successivo è andato in Senegal a difendere i colori dei Douanes infine in Uganda a giocare con i City Oilers. Qui ha collezionato numeri strabilianti (17,5 punti, 13,5 rimbalzi e 2,8 stoppate di media a partita) che gli sono valsi la chiamata della Duke University, la stessa che ha visto sbocciare il talento di Luol Deng. Se diventerà una nuova stella dell’Nba lo dirà solo il futuro. Nel frattempo si godrà, assieme ai compagni, la sua prima Olimpiade sperando di essere tra i protagonisti. Il sorteggio li ha messi in un girone di ferro, con Usa, Porto Rico e Serbia. Ma le loro rivali dovranno stare attente. Il Sud Sudan ha già dimostrato di avere le carte in regola per poter sognare in grande.