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Danilo Gallinari: “Voglio un posto in Nba. L’Italia? Può attendere”

Danilo Gallinari

 

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Intervista al campione di basket, ultima stagione a Milwaukee: “Alle Olimpiadi mi ha emozionato il dj che ha diffuso “Imagine” per sedare una lite. Wembanyama? Mai esistito prima un giocatore simile”
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PULA (CA) — Dalle Olimpiadi sfumate ai compagni di mille battaglie. Passando per un futuro che è già presente. Con una forza fisica e mentale che non conosce le paroline game over. Danilo Gallinari, il gigante buono. Quello che va oltre l’ovvio e il già detto. D’altronde, se sei l’italiano più longevo nel basket dei marziani, una ragione deve esserci. Serietà, doti tecniche eccelse e agonismo. Mentalità e ancora mentalità per tenere alta l’asticella: «Sì, l’obiettivo è un altro anno in Nba». In vacanza nel golfo degli Angeli, assorbito da Rodolfo, un anno, e Anastasia, quattro da compiere a dicembre, con Eleonora Boi, giornalista televisiva. «Loro sono la mia essenza» dice l’ala grande che ha chiuso l’ultima stagione con Milwaukee. Il sorriso è pieno. Vacanze e magie olimpiche. «Pensavo che per gli Stati Uniti l’oro sarebbe stato più comodo. Poi, l’hanno risolta in rimonta gli anzianotti LeBron James, Steph Curry e Kevin Durant».

Contro una Francia un po’ a sorpresa. O no?

«No, se hai…

PULA (CA) — Dalle Olimpiadi sfumate ai compagni di mille battaglie. Passando per un futuro che è già presente. Con una forza fisica e mentale che non conosce le paroline game over. Danilo Gallinari, il gigante buono. Quello che va oltre l’ovvio e il già detto. D’altronde, se sei l’italiano più longevo nel basket dei marziani, una ragione deve esserci. Serietà, doti tecniche eccelse e agonismo. Mentalità e ancora mentalità per tenere alta l’asticella: «Sì, l’obiettivo è un altro anno in Nba». In vacanza nel golfo degli Angeli, assorbito da Rodolfo, un anno, e Anastasia, quattro da compiere a dicembre, con Eleonora Boi, giornalista televisiva. «Loro sono la mia essenza» dice l’ala grande che ha chiuso l’ultima stagione con Milwaukee. Il sorriso è pieno. Vacanze e magie olimpiche. «Pensavo che per gli Stati Uniti l’oro sarebbe stato più comodo. Poi, l’hanno risolta in rimonta gli anzianotti LeBron James, Steph Curry e Kevin Durant».

Contro una Francia un po’ a sorpresa. O no?

«No, se hai Wembanyama. Quest’anno, con le tre squadre dove sono stato, non l’ho mai beccato. Ma l’ho seguito: nel basket non è mai esistito un giocatore simile, misure e capacità tecniche mai viste».

Lebron ha detto “Per fortuna non dovrò giocarci contro a lungo. Nel 2050 parlerete di lui e poco di me”. Curry ha aggiunto: “Una cosa del genere l’ho vista soltanto alla play station”. È d’accordo?

«Sì, Wembanyama è il profilo più interessante al mondo».

Restiamo a Parigi. Ha sentito qualcuno durante i Giochi?

«Sì, Bodan Bogdanovich, mio ex compagno e caro amico. Con la Serbia ha messo in crisi gli Stati Uniti. Bella gara anche tra Germania e Francia, vittoriosa nonostante punti e giocate di un altro ex compagno, il portabandiera tedesco Dennis Schröder».

È stata la nona Olimpiade dell’era Nba, da Barcellona ’92 con Michael Jordan, Magic Johnson e Larry Bird. Cosa cambia per i fenomeni?

«Le motivazioni, la maglia. Inoltre, chi in Nba gioca meno o ha un ruolo più marginale, in nazionale viene fuori da protagonista».

Quale nazionale l’ha delusa?

«Il Canada, con il mio amico Shai Alexander, pensavo andasse avanti. Ma il livello dei Giochi è stato molto alto, con gare punto a punto».

Dal ko con i lituani a San Juan sono trascorsi cinquanta giorni. Quanto le brucia la mancata qualificazione azzurra alle Olimpiadi?

«Sì, ci ripenso ancora. Ma ho giocato e sono stato bene. È stato un preolimpico con squadre forti. Davano la Lituania per favorita, poi ha perso con Porto Rico. Ci abbiamo provato, abbiamo dato tutto».

Avete dei rimorsi?

«No, sono stati più bravi gli altri».

L’Italia ha chiuso con 40 medaglie. Quale l’ha emozionata di più?

«L’oro delle ragazze del volley. Ho conosciuto il gruppo alle Olimpiadi di Tokyo, sono davvero speciali. Hanno dominato i Giochi e vederle arrivare così in alto è stato fantastico. Ma ho applaudito anche il nuoto. Ciascuna medaglia è stata e rimarrà bellissima».

Dei Giochi rimangono tante suggestioni. Qual è la sua preferita?

«Il dj che lancia Imagine di John Lennon mentre Brasile e Canada litigano nel beach volley. Un bel gesto, tra agonismo e competizione può accadere tutto. Ma il rispetto non può mancare. È stato un messaggio intelligente per centinaia di milioni di giovani e sportivi».

Tra i tanti record raggiunti nella sua carriera, qual è quello a cui tiene di più?

«Con i Denver Nuggets mi rimane a cuore quello delle 57 vittorie stagionali con 25 sconfitte. Tuttora imbattuto».

Danilo, 36 anni compiuti l’8 agosto. Qual è il bersaglio a cui punta per il futuro?

«Mi diverto ancora molto a giocare. Tengo particolarmente alla maglia azzurra, Pozzecco può contare su di me».

Sul fronte Nba come butta?

«L’obiettivo è stare lì anche la prossima stagione, c’è ancora tempo per il mercato. Può succedere tutto in qualsiasi momento».

Potrebbe essere Miami?

«Non è ancora il mio momento, ci sono altri free agent e si decide più avanti. Potrebbe essere ovunque, purché sia un club competitivo».

Per chiudere all’Olimpia o, per la moglie sarda, alla Dinamo Sassari?

«No (ride), ora c’è l’Nba. A lungo termine è meglio non pensare troppo».

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