NEW YORK. Nove palleggi e nove secondi di ghiaccio nelle vene, in nome di Kobe. Sabrina Ionescu, star della New York Liberty, ha segnato il canestro della vittoria da otto metri e mezzo, a un secondo dalla fine, in casa delle Minnesota Lynx, ribaltando il destino della corsa al titolo Wnba, la Nba delle donne. Domani notte New York, in vantaggio 2-1 nella serie al meglio delle cinque partite, può vincere il suo primo campionato. Se andrà male, avrà in casa, domenica, l’ultima chance. Ma intanto il canestro dell’80 a 77 è già leggenda. Fino a dieci secondi dalla fine, Ionescu aveva solo 10 punti e un misero 2 su 7 dalla distanza, ma tutti sapevano che si sarebbe presa l’ultimo tiro. Pur marcata, la giocatrice ha fatto trascorrere i secondi avvicinandosi all’arco, poi con un palleggio si è creata lo spazio sufficiente a far partire il tiro. I ventimila del Target Center, con indosso la maglietta bianca delle Lynx, hanno seguito la parabola. D’improvviso, il silenzio. “Quel tiro — racconterà la giocatrice — l’ho provato migliaia di volte, non solo sul parquet, ma nella testa”.
Il mondo è un posto enorme, ma può esserlo anche un campo di basket se c’è questa ragazza californiana di origine romena, 26 anni, uno e ottanta, benedetta da Kobe Bryant, modello, amico e mentore, scomparso con la figlia di 13 anni Gina, promessa del basket che in Sabrina vedeva il mito, in un incidente d’elicottero nel gennaio 2020. Al funerale, Ionescu fece una promessa: “Kobe mi ha insegnato molti trucchi, era il sole e ora ho il dovere di dare luce al basket femminile”. Lì è scoppiata la storia.
Fino ad allora Ionescu era un prodigio — aveva vinto giochi Panamericani, mondiale Under 16 e Under 17 — poi è diventata una predestinata. Dopo pochi mesi è stata scelta da New York al numero uno nel Draft. Nel 2022 ha vinto il Mondiale in Australia. L’estate scorsa, l’oro a Parigi. È la Stephen Curry donna nel tiro da tre, al punto da sfidarlo nell’ultimo All Star Game, perso di tre, dopo aver infilato le prime sette triple. In mezzo a tutto questo, Ionescu ha avuto anche una vita: si è fidanzata con un giocatore di football dei Las Vegas Raiders, Hroniss Grasu, anche lui di origini romene. A gennaio 2023 era stata invitata per un set fotografico in cima a un grattacielo. Dopo essere stata truccata, e aver indossato gonna vertiginosa e tacchi a spillo, la californiana è uscita sulla terrazza panoramica ma non ha trovato il fotografo: c’era un gigantesco cuore luminoso. E, sotto, Hroniss, che le ha chiesto in ginocchio di sposarlo, offrendole l’anello di fidanzamento. A marzo di quest’anno si sono sposati a Laguna Beach. Tra gli ospiti, Pau Gasol, la vedova e la figlia di Kobe, Vanessa e Natalia Bryant.
La leggenda con la voce di Kobe
La leggenda non sembra lasciarla un momento. Il canestro segnato a Minneapolis può diventare uno dei più importanti nella storia del basket americano, come quello di Michael Jordan contro Cleveland nell’89, o Magic Johnson contro Boston due anni prima. Una volta il filosofo Bryant disse che le cose più importanti della vita non sono visibili: fiducia, fedeltà, lealtà, perseveranza e amore. Nel basket è quando hai il ghiaccio nelle vene. Fino a quando non decidi di fare il tiro più importante della gara, nessuno può sapere cosa ti circola nel sangue. Ma Ionescu sa che non può bastare un tiro da urlo. Da mercoledì notte sente una voce dentro, dirle: “Adesso finisci il lavoro”. E la voce è quella di Kobe.