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Milano, primo tempo sconcertante e altro ko in Eurolega: l’Efes passa al Forum 96-84

Shane Larkin (fotogramma)

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Terza sconfitta consecutiva in Europa per l’Olimpia, che chiude la prima frazione sotto di 21 punti, risale fino a -4 ma poi cede ai turchi. Messina: “Tornare sul mercato? E’ una domanda che ci stiamo facendo”
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MILANO – Sconcertante per metà, almeno dignitosa dopo i fischi che la mandano al riposo, l’Armani Milano perde ancora in casa e l’ultimo posto in classifica che accoglie il suo nuovo tonfo contro l’Efes (96-84) appare equo quanto brutale. Vero, le mancava pure il terzo pivot McCormack, dolorante al ginocchio dopo gli infortuni che hanno azzoppato Nebo e Diop, e non c’era nemmeno Causeur. Il problema è che l’assenza si allunga alla vis pugnandi, a una consistenza che in troppi – vero Dimitrijevic – non hanno, alla stessa presenza sul pezzo di coach Messina che manda alla palla a due un quintetto di tragica fragilità e a lungo dà l’impressione di inseguire il dirimpettaio Mijatovic. “Il primo tempo è stato una vergogna – esala cupo il coach – abbiamo commesso in tutto cinque falli, è inaccettabile. Non c’era competitività, sforzo, voglia di fare le cose insieme”.

Zach Leday va a schiacciare (fotogramma)
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MILANO – Sconcertante per metà, almeno dignitosa dopo i fischi che la mandano al riposo, l’Armani Milano perde ancora in casa e l’ultimo posto in classifica che accoglie il suo nuovo tonfo contro l’Efes (96-84) appare equo quanto brutale. Vero, le mancava pure il terzo pivot McCormack, dolorante al ginocchio dopo gli infortuni che hanno azzoppato Nebo e Diop, e non c’era nemmeno Causeur. Il problema è che l’assenza si allunga alla vis pugnandi, a una consistenza che in troppi – vero Dimitrijevic – non hanno, alla stessa presenza sul pezzo di coach Messina che manda alla palla a due un quintetto di tragica fragilità e a lungo dà l’impressione di inseguire il dirimpettaio Mijatovic. “Il primo tempo è stato una vergogna – esala cupo il coach – abbiamo commesso in tutto cinque falli, è inaccettabile. Non c’era competitività, sforzo, voglia di fare le cose insieme”.

Zach Leday va a schiacciare (fotogramma)

Messina e il mercato

La costruzione di questa Olimpia è sua. E sue non possono che essere le responsabilità per la terza campagna europea che già pare avviata a sud, a meno di robusti innesti sul mercato. “E’ una domanda che ci stiamo facendo anche noi – conferma Messina – ma ci dobbiamo pensare con molta calma, non sarebbe giusto dare una risposta adesso, a caldo. Vediamo se siamo in tempo per cambiare atteggiamento tornando in palestra, chiudendoci e lavorando”. L’offerta, respinta in settimana da Varese, per Nico Mannion racconta già che il restyling è avviato. Ma con che tempi? E quali prospettive?

La rimonta si ferma sul -4

Ci si scalda per quei 6 minuti “anema e core” che ridanno colore a una partita già chiusa (27-49 per i turchi al 21’) e poi riaperta dall’unico quintetto apparso sensato, con Bolmaro e Brooks finalmente attivi sulle linee di passaggio Efes, Shields che si risveglia dopo lo 0 su 8 del primo tempo, Mirotic che riaggiusta la mano e LeDay che zompa contro gli omoni. Sul 52-56 del 27’ il miracolo al contrario – a una settimana dal suicidio milanese, i 27 punti di vantaggio sciupati contro lo Zalgiris – appare a portata di mano. Errore, perché l’Efes perde Larkin (scavigliato) ma non il controllo. Thompson orchestra, Bryant imperversa, Smits è una sentenza, Beaubois e Nwora piantano le banderillas. Insomma, una squadra, che si riprende quello che è suo e chiude in goleada con le schiacciate a porta vuota di Poirier.

Ettore Messina (fotogramma)

Primo tempo da incubo

I primi 20 minuti, del resto, erano stati quanto di peggio prodotto dall’Olimpia in Europa a memoria di cronista. Vuota in Dimitrijevic, volitiva ma tenera in Caruso mandato a scontrarsi contro i colossi, scentrata e testarda in Shields, l’Olimpia sprofonda già sul 4-16 al 6’ concedendo di tutto nella propria area e creando nulla: 0 a 9 il conto degli assisti al 10’, 2 a 15 a fine secondo quarto, e basterebbe già così. Gli unici vagiti di Mirotic non invertono la corrente così come le sterili folate di Bolmaro, Brooks e Tonut, l’Efes affonda il coltello nel burro (15 su 18 da due alla pausa e un inaccettabile 84% alla fine) e il 25-46 stampato sul tabellone è salutato dagli ululati sconfortati dei 7mila scarsi del Forum. Che si riaccendono quando c’è un minimo di reazione, provano a spingere gli ultimi sforzi di LeDay e Mirotic (29 punti alla fine il montenegrino, troppi dei quali però a babbo morto), ma si spengono quando Thompson finisce di cesellare il 74-92 al 38’.

Prossima tappa il derby

Male. Malissimo. Con Shields, stella designata, ai minimi (3 su 14 al tiro, buchi difensivi paurosi), simbolo di una Olimpia sbagliata ancora una volta. E il derby europeo di giovedì prossimo con la Virtus Bologna, inchiodata all’ultimo posto come l’Armani, s’annuncia già come il più mesto per l’Italia dei cesti.

EA7 Armani – Efes 84-96
ARMANI: Dimitrijevic, Shields 8, Ricci 3, Mirotic 29, Caruso 6; Bolmaro 5, Flaccadori 3, Brooks 12, Tonut 2, LeDay 16. Coach: Messina
EFES: Thompson 17, Bryant 19, Nwora 11, Osmani 11, Poirier 9; Larkin 2, Beaubois 9, Smits 11, Oturu 7. Coach: Mijatovic

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