Punita questa volta ben oltre i suoi demeriti, l'Armani torna da Vitoria con incubi assortiti. L'ultimo posto in Eurolega, condiviso con l'Alba Berlino e la Virtus Bologna, è il più pesante. Gli assalti del torello Trent Forrest, che segna 12 punti consecutivi con i compagni sull'orlo del ko, sono il più beffardo. A questi si aggiungono le sconcertanti chiamate di una terna arbitrale vecchia maniera, nel senso del metro casalingo a senso unico, compresi gli instant replay invertiti e due antisportivi incomprensibili nel secondo tempo, tutti contro Milano.
Non basta un grande Mirotic
Peccato, perché nell'occasione l'Armani - prova di coach Ettore Messina, a casa con l'otite, e della stella Shields a causa di un guaio muscolare - aveva goduto di un Mirotic principesco per tre quarti, della resurrezione di Dimitriejvic nell'ultimo, di segnali di vita dal convalescente Nebo e del solito continuo Brooks di questo inizio stagione. Più quadrata con Bolmaro in regia (8 assist) e a mordere sul…
Punita questa volta ben oltre i suoi demeriti, l'Armani torna da Vitoria con incubi assortiti. L'ultimo posto in Eurolega, condiviso con l'Alba Berlino e la Virtus Bologna, è il più pesante. Gli assalti del torello Trent Forrest, che segna 12 punti consecutivi con i compagni sull'orlo del ko, sono il più beffardo. A questi si aggiungono le sconcertanti chiamate di una terna arbitrale vecchia maniera, nel senso del metro casalingo a senso unico, compresi gli instant replay invertiti e due antisportivi incomprensibili nel secondo tempo, tutti contro Milano.
Non basta un grande Mirotic
Peccato, perché nell'occasione l'Armani - prova di coach Ettore Messina, a casa con l'otite, e della stella Shields a causa di un guaio muscolare - aveva goduto di un Mirotic principesco per tre quarti, della resurrezione di Dimitriejvic nell'ultimo, di segnali di vita dal convalescente Nebo e del solito continuo Brooks di questo inizio stagione. Più quadrata con Bolmaro in regia (8 assist) e a mordere sulla prima linea difensiva, rinvigorito dalle giocate di energia di Caruso in area, e comunque pronta a reagire alle folate basche, almeno fino alla volata finale dove Bolmaro e Mirotic hanno fallito la tripla dell'aggancio.
Un arbitraggio discutibile
Non l'ha persa lì, l'Olimpia, comunque a lungo aggrappata alla mira da lontano (47% da tre con un bel 14 su 30). Principalmente a rimbalzo, col 44 a 35 del Baskonia gonfiata da 18 offensivi, con doppie e triple opportunità letali. E, almeno nella prima metà, in difesa, concedendo 52 punti e un secondo quarto da 8 triple (su 12), quando i padroni di casa hanno galoppato a loro piacere in groppa a Baldwin, Howard e l'ex Luwawu-Cabarrot.
Però non è affogata quando è scivolata a meno 12 (42-30), ci ha creduto anche quando i fischi contrari sono diventati francamente troppi, ha trovato protagonisti nuovi se non proprio uno col Rouge in attacco. Dove forse, con un LeDay meno sgonfio, un Tonut meno spaurito, un Causeur meno marginale, l'Olimpia avrebbe portato a casa il colpo che meritava, e che poteva darle la scossa. Invece ecco la quarta sconfitta consecutiva. E un derby di coppa, quello contro la Segafredo Bologna giovedì al Forum, che si preannuncia mai così mesto.
Baskonia - Armani 88-83
BASKONIA: Forrest 22, Luwawu-Cabarrot 16, Moneke 11, Baldwin 10
ARMANI: Mirotic 21, Brooks 17, Dimitrijevic 15, Nebo 8