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Eurolega, l’Olimpia continua a risalire: battuto anche l’Asvel

Eurolega, l’Olimpia continua a risalire: battuto anche l’Asvel
(ansa)

Milano ora è in zona play-off grazie al quinto successo di fila

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Cinque vittorie in fila, sette nelle ultime otto, agganciato il sesto posto in classifica, fiducia ai massimi e identità consolidata. L’Armani che porta a casa la lunga battaglia di fisico e nervi contro l’Asvel Villeurbane bussa all’Europa che conta, con la vita cambiata in un mese esatto: quello trascorso dall’esordio di Nico Mannion (vittoria col Real), il pezzo che le mancava, che ha aggiustato tutto, che ha dato un senso a una squadra che ora ha cuore e capacità di portare a casa le serate complicate, oltre che il secondo attacco della coppa da 90 punti sempre in canna. Non che tutto dipenda dal “rosso” figlio di Pace: eppure è lui, in capo a una serata complicata per i play milanesi (disastrosa al tiro per Dimitrijevic) a pescare il canestro e fallo a 38 secondi dalla fine che sigla il +6 e la partita sull’88-82.

La cronaca

Milano felix. E intorno al play della Nazionale è fiorito un gruppo che ha Mirotic e Leday come rebus irrisolvibili tra i lunghi, Brooks come apriscatole dal perimetro, Causeur come genio occulto e tuttofare (5 rimbalzi, 3 assist e 6 recuperi, per gradire) e gregari pronti a immolarsi per la causa: stavolta è Diop, col suo lavoro oscuro nelle due aree, l’uomo in più. “Molto bravo lui – lo elogia coach Ettore Messina – dopo l’infortunio aveva fatto fatica per recuperare, ci ha dato minuti di grande qualità. La crescita? Banalmente, ci voleva tempo per trovare la nostra identità. Abbiamo avuto problemi a trovare continuità e gerarchie, ma questo gruppo anche nei momenti bui ha lavorato in palestra con entusiasmo e disponibilità. Ci stavano male quando perdevamo, l’impegno non è mai mancato, la qualità l’hanno in tanti”.

Non è stata una passeggiata, nonostante l’Asvel navighi (al solito) nei bassifondi continentali. Ma è squadra di talento e fisico, nonostante l’assenza del veteranissimo De Colo, armi che i francesi hanno fatto pesare per quasi due quarti in cui l’Olimpia ha fatto fatica a entrare in area, a trovare ritmo, a correre. Con l’ex Nba Maledon a comandare, i centimetri di Sako a comandare in area e una difesa di pressing a metà campo e poi tutti ad arroccarsi sotto canestro, ce né voluto un po’ per risolvere il rebus. Brooks il primo a trovare le chiavi, poi la classe di Mirotic a rispondere alle frustate di Lauvergne, infine l’energia di “zainetto” Leday e la sapienza cestistica di Causeur, i due leader morali di questo gruppo, per trovare il primo vantaggio in fondo al secondo quarto (34-33 al 17’) e a consolidarlo in un +5 alla pausa lunga.

Chi s’aspettava però discese libere, da lì, non ha fatto i conti col fiato corto di una squadra che continua a pagare assenze (Bolmaro, Tonut e Nebo, tutta gente di muscolo e sostanza) e qualche passaggio a vuoto delle seconde linee, come Dimitrijevic e Gillespie. Il precoce più 8 di inizio ripresa non è mai stato cassaforte, perché sul terreno prediletto dall’Armani – la corsa – c’erano lepri più veloci, compresi i gregari Lee e Roberson, a dare sostanza ai graffi di Maledon e Lauvergne (58-59 al 28’). Sul sorpasso francese, l’Armani è stata brava a ricostruire con le piccole cose, le punture di Brooks, le rapine in area di Diop, le poche cose buone di Shields, fino alle banderillas di Mirotic e alla muleta di Mannion, con sotto la spada fatale.

“E’ una vittoria molto importante perché non scontata – esulta alla fine Messina – loro sono molto atletici e hanno due guardie che creare attacco. E’ un bel passo avanti di crescita, anche quando abbiamo sbagliato buoni tiri e qualche difesa abbiamo sempre mantenuto l’atteggiamento giusto e il controllo della partita. E poi in Eurolega abbiamo sempre Causeur che per noi è importante: dà solidità, calma, killer instinct. Magari domenica, visto che ha 37 anni, lo terremo da parte per la partita di Barcellona”. Già: derby d’Italia dopodomani contro la Virtus Bologna più in difficoltà degli ultimi anni e sfida sfiziosa tra una settimana al Palau Blaugrana, mirando ancora più in alto. Chi lo avrebbe detto, in era pre-Mannion?

Armani Milano – Asvel Villeurbane 92-84

ARMANI: Mannion 11, Shields 8, Ricci, Mirotic 17, Leday 17 Dimitrijevic 4, Brooks 14, Causeur 9, Diop 8, Gillespie 4. Coach: Messina

ASVEL: Maledon 24, Harrison 5, Lighty 2, Roberson 13, Sako 4; Lee 7, Kahudi, Ajinca 3, Ndiaye 7, Black, Lauvergne 19. Coach: Poupet.

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