Vero che le strisce positive (sei vittorie) prima o poi finiscono, vero che i campioni d'Europa hanno la voglia matta di cancellare la mini-crisi, ma l'Armani che crolla ad Atene in casa Panathinaikos (103-74) rimette indietro l'orologio di un paio di mesi. Identica a quella che a inizio stagione si faceva sbranare fin dalla palla a due. Anzi peggio, perché il primo quarto è un ininterrotto pianto greco che termina sul 38-15 solo "grazie" a una tripla sulla sirena di Dimitrijevic, toccato qualche istante prima un umiliante meno 26 alla settima (su otto) tripla di Kendrick Nunn. E lo show balistico della guardia ex Miami Heat è completato dai rimbalzi offensivi di Lessort e Hernangomez, dalle serpentine di Grant, dalla grinta di Kalaitzakis mentre l'Olimpia, semplicemente, non funziona.
Shields e LeDay invisibili
Dai play non ha regia, dagli esterni - assenti dell'ultim'ora Tonut e Bolmaro - non ha difesa, dai lunghi manca copertura in area, dalle stelle e dagli uomini più esperti non …
Vero che le strisce positive (sei vittorie) prima o poi finiscono, vero che i campioni d'Europa hanno la voglia matta di cancellare la mini-crisi, ma l'Armani che crolla ad Atene in casa Panathinaikos (103-74) rimette indietro l'orologio di un paio di mesi. Identica a quella che a inizio stagione si faceva sbranare fin dalla palla a due. Anzi peggio, perché il primo quarto è un ininterrotto pianto greco che termina sul 38-15 solo "grazie" a una tripla sulla sirena di Dimitrijevic, toccato qualche istante prima un umiliante meno 26 alla settima (su otto) tripla di Kendrick Nunn. E lo show balistico della guardia ex Miami Heat è completato dai rimbalzi offensivi di Lessort e Hernangomez, dalle serpentine di Grant, dalla grinta di Kalaitzakis mentre l'Olimpia, semplicemente, non funziona.
Shields e LeDay invisibili
Dai play non ha regia, dagli esterni - assenti dell'ultim'ora Tonut e Bolmaro - non ha difesa, dai lunghi manca copertura in area, dalle stelle e dagli uomini più esperti non arriva il guizzo. Qualcosina Mirotic e Causeur, invisibili Shields e LeDay, solo ferri da Brooks che però entra a frittata fatta e insignificanti svolazzi da Dimitrijevic. Pare la Milano sgonfia di campionato, quella che ha perso (male) le ultime tre ed è scivolata ai margini della zona Coppa Italia, solo che di fronte ha un'avversaria di talento e fisicità superiore, caricata a pallettoni da coach Ataman e dai ventimila in verde di Oaka.
Strapotere del Pana a rimbalzo
Il resto di serata è un lungo garbage time buono per aggiornare il massimo vantaggio greco (+32 al 16', per la cronaca, sul 56-24) e per attendere un guizzo di carattere dagli ospiti. Messina è ora impietrito, ora furente, ora rassegnato, ma non trova mai un quintetto o una difesa tattica per arginare la slavina e contenere la figuraccia. Nemmeno il meno 22 della pausa lunga, figlio di un rilassamento del Pana, delle prime difese decenti e dei primi squilli di Mannion e Shields, può portare conforto. E il copione non cambia nella ripresa: Milano trova una qualche velocità di crociera e discrete esecuzioni offensive, senza aver nulla dello sbandierato secondo attacco della competizione, o antidoti che possano scalfire lo strapotere verde a rimbalzo - 40 a 21 per il Pana, alla fine - o quello di Nunn contro tutti. In cifre, mai sotto i 19 punti di scarto, e invece ricacciati agl'inferi sul 101-66 quando le (poche) energie finiscono.
Al Forum arria il Bayern
Nulla di drammatico, per carità, se non nella forma. Ma l'Armani farà bene a riannodare il filo spezzato venerdì al Forum contro il Bayern Monaco. Per non perdere il trenino playoff appena agganciato e per dimostrare a se stessa di aver vissuto nient'altro che una notte d'incubo.
Panathinaikos - Armani 103-74
PANATHINAIKOS: Grant 12, Nunn 39, Kalaitzakis 7, Hernangomez 6, Lessort 8; Brown 2, Sloukas 9, Osman 3, Mitoglou 8, Yurtseven 9, Samodurov. Coach: Ataman.
ARMANI: Mannion 11, Shields 11, Ricci, Mirotic 16, Leday 6; Dimitrijevic 13, Flaccadori 2, Brooks 2, Causeur 6, Diop, Gillespie 5. Coach: Messina