Un anno fa era toccato a Lebron James alzare il trofeo della Coppa Nba. Stavolta è toccato a colui che era stato definito dieci anni fa il suo erede: Giannis Antetokounmpo, premiato come miglior giocatore della finale e con un assegno da 515 mila dollari, stessa cifra andata a ognuno dei suoi compagni. Il primo trofeo della stagione Nba, l’Emirates Cup, va ai Milwaukee Bucks che superano 97-81 la squadra numero uno in difesa e numero uno a ovest, gli Oklahoma Thunder, al termine di una partita prima equilibrata poi spaccata in due. Dicevamo: a LeBron con i Los Angeles Lakers succede nell’albo d'oro Antetokounmpo con i Bucks. E non è un caso.
La spallata di Antetokounmpo
Il basket è un gioco di squadra che ha bisogno dei big e questa finale, la seconda della storia di un trofeo nato appena l’anno scorso su ispirazione, si dice, anche della Coppa Italia di basket, lo ha confermato davanti ai quasi 19 mila spettatori dell’arena di Las Vegas. La Coppa creata per dare un senso alle partite di metà stagione, quando il torneo è un circo viaggiante fatto di tiri da tre e difese di panna, ha premiato la squadra con più campioni: non solo Giannis (30 anni), anche Damian Lillard (34). Il primo ha deciso di prendersi il trofeo dominando il terzo quarto, quello che ha spaccato una partita fin lì equilibrata, quando Milwaukee è passata dal 51-50 dell'intervallo a +13 (77-64). Antetokounmpo ha chiuso con una tripla doppia: 26 punti, 19 rimbalzi, 10 assist e tre stoppate.
Thunder traditi dal tiro da tre
Ma fino al parziale di 9-0 che ha rotto l’equilibrio, era stato Lilliard a guidare i Bucks, mettendo la firma - tra punti realizzati e assist - a 57 dei primi 64 segnati da Milwaukee. Lillard ha finito con 23 punti, a cui aggiungere i 13 di Brook Lopez (più 9 rimbalzi) e i 13 di Gary Trent. Non che a Oklahoma - a cui è andato un assegno da 206 mila dollari per giocatore - mancasse il talento: è una squadra giovane, con una classe diffusa, costruita negli ultimi tre anni come un mosaico e a cui sono stati aggiunti, in estate, due veterani: Alex Caruso e Isaiah Hartenstein. Shai Gigeous-Alexander (21 punti) ha confermato i suoi numeri e Jallen Williams (18 punti) ha tagliato il campo in due con la velocità di un attaccante di football americano. Ma a questo gioco il tiro da tre forma ormai gran parte del bottino e i Thunder hanno trovato la giornata no con soli 5 canestri realizzati su 32 tentativi, contro i 17 su 40 dei Bucks. Vuol dire che dall’arco Milwaukee ha vinto la sfida 51-15. Troppo per non incidere su tutto il resto.
Rivers batte Daigneault
Il vecchio Doc Rivers ha prevalso sul coach dell’anno Mark Daigneault allargando la difesa e sporcando nella ripresa due conclusioni su tre agli avversari con una rotazione asfissiante lungo l’arco. Fintanto Hartenstein (16 punti, di cui 14 prima dell’intervallo) ha catalizzato tutto il gioco dei compagni nei primi due quarti, i Thunder hanno trovato facilmente la via del canestro e fatto capire perché guidano la Western Conference. Ma quando il centro è uscito di scena, isolato dalla difesa dei Bucks, non è rimasto che il tiro da tre e quello, come abbiamo visto, ha condannato Oklahoma, costruita per vincere nel tempo. Ma una squadra che ha Antetokounmpo e Lillard è fatta per vincere subito.