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Eurolega, si fa dura per l’Olimpia: il Partizan domina a Milano

Brown al tiro (fotogramma)

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L’Armani perde 90-70 e viene risucchiata nel complicato ingorgo di centro classifica
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Milano – Troppo corta per reggere l’urto fisico di una truppa arrembante, l’Armani si fa schienare per la terza volta nelle ultime quattro uscite al Forum e viene risucchiata nell’ingorgo di centro classifica dove la lotta per un posto al sole si fa durissima. Trionfa il Partizan di Obradovic (“Ma il +20 non è una fotografia fedele della gara”, nicchia il grande Zele), squadra di talento e muscoli che esalta i duemila “grobari” al seguito e straripa in secondo tempo di dominio assoluto nelle due aree. La propria, dove gli attacchi milanesi proprio non riescono ad entrare, e quella dell’Olimpia dove Carlik Jones e Brown vanno sempre al ferro in entrata e Tyrique Jones si può scatenare nelle sue schiacciate tonanti e relative esultanze da bulletto.

La fisicità straripante del Partizan

Il tutto supportato da una fisicità (32 a 24 a rimbalzo, 11 recuperi, 72% da due) che, in una serata dove i contatti al limite sono più che concessi, finisce per macinare le energie dell’Armani e cancellar…

Milano – Troppo corta per reggere l’urto fisico di una truppa arrembante, l’Armani si fa schienare per la terza volta nelle ultime quattro uscite al Forum e viene risucchiata nell’ingorgo di centro classifica dove la lotta per un posto al sole si fa durissima. Trionfa il Partizan di Obradovic (“Ma il +20 non è una fotografia fedele della gara”, nicchia il grande Zele), squadra di talento e muscoli che esalta i duemila “grobari” al seguito e straripa in secondo tempo di dominio assoluto nelle due aree. La propria, dove gli attacchi milanesi proprio non riescono ad entrare, e quella dell’Olimpia dove Carlik Jones e Brown vanno sempre al ferro in entrata e Tyrique Jones si può scatenare nelle sue schiacciate tonanti e relative esultanze da bulletto.

La fisicità straripante del Partizan

Il tutto supportato da una fisicità (32 a 24 a rimbalzo, 11 recuperi, 72% da due) che, in una serata dove i contatti al limite sono più che concessi, finisce per macinare le energie dell’Armani e cancellare il +7 milanese dell’andata: altra pessima notizia di serata, cui s’aggiunge la scavigliata di Mannion nell’ultimo minuto a svuotare un settore playmaker già ai minimi. I 70 punti segnati da Milano sono il minimo in Eurolega dallo scorso 15 ottobre. Il serbatoio segna rosso. “Il divario fisico sul perimetro lo avete visto – sospira Ettore Messina – non abbiamo mosso bene la palla e giocato col flusso solito ma con troppi palleggi. Succede, al stagione è lunga, stasera abbiamo pagato, cercheremo due punti in trasferta”.

Troppe assenze per l’Olimpia

Sarebbero serviti eroismi, giocando in nove. Il conto delle assenze – tra Dimitrijevic, Flaccadori, Causeur, Diop e Nebo ci si fa un quintetto – è assai salato e Messina spreme quello che può dal resto della comitiva. Nulla da Mannion, che affoga in una palude di palleggi e non accende mai la luce in regia, perdendo presto la targa di Carlik Jones. Briciole da Tonut e Brooks, condannati al gregariato come Ricci e Gillespie sotto i tabelloni. Ma nemmeno le stelle sono ispirate. Mirotic, beccato per tutta la serata dalla curva serba per il gran rifiuto di due estati fa, gratta quel che può dalle pieghe della partita e il suo compare Leday è molto più sgonfio del solito. Nemmeno Shields si esalta, anzi dura finché gli entrano le triple, pasticcia per il resto (6 palle perse) e deve arrendersi alla pulizia di Brown. Bolmaro, il migliore dell’Armani fa magie per un tempo anche in attacco ma è roba estemporanea, che si dissolve dopo la pausa lunga.

Due quarti di equilibrio, ma poi…

Peccato, perché per due quarti Milano era stata all’altezza di una partita ruvidissima, aperta sul 15-7 al 6’ anche grazie a due jolly da tre di Shields e Bolmaro, ma comunque centrata in difesa almeno fino all’ingresso di Tyrique Jones per il pallido Koprivica. Lì il Partizan ha cominciato a scavare nell’area Armani, sorpassando a inizio seconda frazione (17-21) e dando già l’impressione di padronanza. E invece lì s’è vista l’Olimpia migliore, comandata da un Bolmaro col mantello da Superman, che guida con Shields fino al 37-31 del 17’. Appesa alla balistica e con troppe poche bocche da fuoco, la serata sembrava già appesa a un filo all’intervallo. Da lì, con 53 punti segnati nella ripresa (a 30), sono tracimati i serbi. “Fatichiamo contro squadre così fisiche – ammette Messina – e se la palla resta ferma ti saltano addosso. Non si tratta solo di passarla prima ma di prendere le decisioni un secondo prima. A questo livello, hai solo quel secondo: se ne hai bisogno di due, gli altri ti saltano addosso”.

Armani – Partizan 70-90

ARMANI: Bolmaro 14, Tonut 2, Shields 16, Mirotic 16, Gillespie 2; Mannion 2, Brooks 5, Ricci 3, Leday 14. Coach: Messina

PARTIZAN: C. Jones 24, Lundberg 6, Brown 26, Mike, Koprivica 2; Bonga, Lakic, Pokusevski 2, Davies 8, T. Jones 22. Coach: Obradovic

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