Reagì a insulti razzisti, la cestista non verrà squalificata. Daspo di due anni per la tifosa
di Claudio CucciattiROMA — Nessuna squalifica, ma una “deplorazione” (una nota di biasimo più grave dell’ammonizione) per la giocatrice dell’Happy Rimini basket che lunedì, durante la partita del campionato regionale femminile U19 contro la Virtus Nuova Cesena, aveva scavalcato la ringhiera della tribuna per affrontare una tifosa, mamma di due avversarie, che in diretta Facebook le aveva rivolto insulti razzisti. Alla giocatrice è stata riconosciuta l’attenuante 21.4a del Regolamento di giustizia, ovvero “la reazione a un fatto ingiusto altrui”. Il giudice sportivo regionale dell’Emilia-Romagna ha deciso poi che la Virtus U19 giocherà le prossime tre partite a porte chiuse.
Daspo di due anni per la tifosa
Oggi la tifosa protagonista dell’episodio è stata raggiunta dal Daspo di due anni che ha emesso la questora di Rimini, Olimpia Abbate. In mattinata la donna aveva ricevuto via raccomandata l’invito ufficiale della Virtus a non presentarsi mai più ai campi di allenamento e di gioco della società, provv…
ROMA — Nessuna squalifica, ma una “deplorazione” (una nota di biasimo più grave dell’ammonizione) per la giocatrice dell’Happy Rimini basket che lunedì, durante la partita del campionato regionale femminile U19 contro la Virtus Nuova Cesena, aveva scavalcato la ringhiera della tribuna per affrontare una tifosa, mamma di due avversarie, che in diretta Facebook le aveva rivolto insulti razzisti. Alla giocatrice è stata riconosciuta l’attenuante 21.4a del Regolamento di giustizia, ovvero “la reazione a un fatto ingiusto altrui”. Il giudice sportivo regionale dell’Emilia-Romagna ha deciso poi che la Virtus U19 giocherà le prossime tre partite a porte chiuse.
Daspo di due anni per la tifosa
Oggi la tifosa protagonista dell’episodio è stata raggiunta dal Daspo di due anni che ha emesso la questora di Rimini, Olimpia Abbate. In mattinata la donna aveva ricevuto via raccomandata l’invito ufficiale della Virtus a non presentarsi mai più ai campi di allenamento e di gioco della società, provvedimento interno che aveva anticipato a Repubblica il presidente del club, Marcello Foschi. Anche se la signora non è una tesserata della Virtus, la Procura federale della Federbasket ha avviato un’indagine per approfondire cosa sia successo lunedì sera nella palestra di Rimini.
“Scimmia!”. Rimini, giocatrice di basket insultata in diretta social: reagisce e viene espulsa
L’Happy Rimini, almeno per ora, non ha rilasciato un comunicato ufficiale. Dalla società filtra – oltre alla priorità di proteggere mediaticamente la giocatrice ancora minorenne – la preoccupazione per la tifosa protagonista dell’episodio e per le sue due figlie. La donna, che ha ricevuto tanti e pesanti insulti sui social network, ha chiuso tutti i profili.
Domenica Cesena-Rimini: le iniziative contro il razzismo
Il calendario ha voluto che domenica 9 febbraio, alle 18, le prime squadre di Virtus e Rimini si affronteranno nel campionato di Serie B femminile. Le due società stanno preparando iniziative per sensibilizzare il pubblico dopo l’accaduto: le giocatrici si riscalderanno con una maglia speciale che promuove la lotta al razzismo, in tribuna comparirà uno striscione. “Saremo in prima fila – spiega Foschi – per contrastare questa piaga che questa volta ci ha coinvolti in prima persona. Vogliamo estendere il nostro impegno non solo al contrasto del razzismo, ma anche della violenza verbale a cui vengono sottoposti ragazzini che praticano sport solo per divertimento negli stadi e nei palazzetti di tutta Italia”. Sulle tre partite a porte chiuse Foschi è sincero: “Essendo la prima volta che ci capita di essere al centro di un episodio simile, anche se non per causa nostra, non sapevamo cosa aspettarci. Dispiace soprattutto per i familiari delle giocatrici delle squadre avversarie che dovranno restare fuori dalla palestra dopo accompagnato le ragazze fino a Cesena”.