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Ncaa, la solita follia finale: Houston butta il titolo, vincono i Gators

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La paura di vincere ha bloccato gli universitari texani, che dopo aver condotto praticamente tutto il match sono stati superati dalla squadra della Florida
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New York - Una partita condotta dagli Houston Cougars, dominata nella ripresa, arrivati a +12 e poi persa nei secondi finali. Un mese di partite da dentro e fuori per decidere la squadra vincitrice del campionato Ncaa di basket, la lega universitaria americana, per arrivare all’ultima azione decisiva e giocarsi la vita. Tutto in quei 4 secondi e 9 più importanti della storia. Non la chiamano March Madness per caso: è la follia americana applicata al basket in cui più di sessanta squadre si sfidano in meno di un mese, a partire da marzo. Nessun torneo è come la Ncaa, dove ti sbatti tutte le sere, coltivi il sogno, impazzisci di speranza, e non sai se entrerai nella storia dalla porta principale o ne uscirai per sempre da sconfitto. Il delirio è sempre dietro l’angolo.

L’ultima folle azione che ha dato il titolo ai Gators

L’ultima azione, lunedì notte, si è trasformata in un clamoroso collasso offensivo della squadra lead…

New York - Una partita condotta dagli Houston Cougars, dominata nella ripresa, arrivati a +12 e poi persa nei secondi finali. Un mese di partite da dentro e fuori per decidere la squadra vincitrice del campionato Ncaa di basket, la lega universitaria americana, per arrivare all’ultima azione decisiva e giocarsi la vita. Tutto in quei 4 secondi e 9 più importanti della storia. Non la chiamano March Madness per caso: è la follia americana applicata al basket in cui più di sessanta squadre si sfidano in meno di un mese, a partire da marzo. Nessun torneo è come la Ncaa, dove ti sbatti tutte le sere, coltivi il sogno, impazzisci di speranza, e non sai se entrerai nella storia dalla porta principale o ne uscirai per sempre da sconfitto. Il delirio è sempre dietro l’angolo.

L’ultima folle azione che ha dato il titolo ai Gators

L’ultima azione, lunedì notte, si è trasformata in un clamoroso collasso offensivo della squadra leader, che ha consegnato il titolo ai Florida Gators. Houston ha perso dopo essere stata indietro solo per 64 secondi in tutta la partita, ma erano i secondi decisivi. Soprattutto gli ultimi cinque, quando Emanuel Sharp - con Florida avanti di due, 65-63 - ha raccolto palla dall’arco con l’intenzione di colpire da tre e regalare a Houston la vittoria. Invece ha trovato di fronte il muro di Walter Clayton, che lo ha costretto a staccare i piedi dal parquet per il tiro, ma senza scoccarlo. Il pallone è ricaduto a terra con 4 secondi e 2 da giocare. Sharp, che non poteva più toccarla per non incorrere nell’infrazione, lo ha protetto sperando che un compagno la rigiocasse, invece sul pallone si sono avventati gli avversari, prima di tutti il centro Alex Condon. Il tempo è scaduto. In un secondo, confusione e trionfo. Deliro e dramma. March Madness, appunto.

La paura di vincere ha tradito Houston

Gators campioni per la terza volta nella loro storia, dopo i due titoli conquistati nel 2006 e 2007. Una rincorsa cominciata il 21 marzo con la vittoria su Norfolk State (95-69), proseguita con quelle su UConn (77-75), Maryland (87-71), Texas Tech (84-79) e Auburn Tigers (79-73). Tolti gli ultimi tre minuti, Houston era stata sempre in controllo. I Cougars avevano perso solo quattro palloni in trentasei minuti e 35 secondi. Poi ne hanno buttati via cinque nei restanti 3 e 24. E fatto zero tiri. Florida è passata da -3 (57-60) a +2 (65-63), dopo che Clayton aveva segnato la tripla del pareggio a 3’14 dalla fine (60-60). A 2’29 Houston è andata di nuovo avanti (62-60), Florida ha pareggiato (62-62) con due tiri liberi di Will Richard, i Cougars sono andati di nuovo sopra (62-63), con Joseph Tugler che ha messo a segno un libero su due. Mancavano 2’05 alla fine. A 46’’ dalla sirena Florida è passata (64-63), poi ha allungato di un altro punto. Il resto, già sapete.

Beffato il vecchio coach Sampson

Il coach degli sconfitti, Kevin Sampson, rimasto impassibile a bordo campo, alla fine si è chiesto perché tentare una conclusione da tre, specialità che nei college non gode di grandi percentuali come in Nba, invece di un meno rischioso tiro da due, vicino a canestro. Ma le finali universitarie sono famose per appannare la vista, fermare il battito cardiaco, strozzare la milza. E in ogni caso, ormai è andata. La devastazione dei Cougars ricorda un’altra di Houston, quella di Hakeem Olajuwon nell’84, beffata in finale dagli sfavoriti di North Carolina State. Lì decise un alley-oop con schiacciata di Lorenzo Charles al suono della sirena. Non sai mai cosa succederà in una finale Ncaa. E poi sentirai tutto il peso di quello che hai vissuto. Sampson, a 69 anni, sarebbe diventato il coach più anziano a vincere il titolo. Invece è toccato a Todd Galden, 39, diventare il più giovane a farcela.

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