Oklahoma-Indiana, l’inedita finale Nba che non piace agli sponsor. Ma in campo sarà spettacolo vero
di Massimo BasileNEW YORK — Un dramma televisivo, un punto interrogativo nel marketing ma una suspense sportiva. Le finali Nba che cominceranno nella notte italiana tra giovedì e venerdì hanno gettato nel panico sponsor e producer, depresso i giornalisti e incuriosito i tifosi, o almeno una parte. Stavolta non ci saranno nomi scintillanti, stuoli di divi di Hollywood e mani piene di anelli da campione. Oklahoma Thunders-Indiana Pacers sono due piccole franchigie, che non vennero neanche inserite nel palinsesto tv delle partite in programma il giorno di Natale. Mancavano le stelle. Ma entrambe hanno una certezza: non si sono mai incontrate in finale, e una delle due vincerà il titolo per la prima volta nella storia. I pignoli ricorderanno che i Thunders, franchigia che nel 2008 ha rilevato il titolo dai Seattle Supersonics, hanno vinto un campionato nel ’79, ma negli Stati Uniti il passato, specie se appartenuto a un altro nome, un altro Stato, un’altra latitudine - i Supersonics erano nello Stato di W…
NEW YORK — Un dramma televisivo, un punto interrogativo nel marketing ma una suspense sportiva. Le finali Nba che cominceranno nella notte italiana tra giovedì e venerdì hanno gettato nel panico sponsor e producer, depresso i giornalisti e incuriosito i tifosi, o almeno una parte. Stavolta non ci saranno nomi scintillanti, stuoli di divi di Hollywood e mani piene di anelli da campione. Oklahoma Thunders-Indiana Pacers sono due piccole franchigie, che non vennero neanche inserite nel palinsesto tv delle partite in programma il giorno di Natale. Mancavano le stelle. Ma entrambe hanno una certezza: non si sono mai incontrate in finale, e una delle due vincerà il titolo per la prima volta nella storia. I pignoli ricorderanno che i Thunders, franchigia che nel 2008 ha rilevato il titolo dai Seattle Supersonics, hanno vinto un campionato nel ’79, ma negli Stati Uniti il passato, specie se appartenuto a un altro nome, un altro Stato, un’altra latitudine - i Supersonics erano nello Stato di Washington, al confine con il Canada - non conta.
Gilgeous-Alexander il grande atteso
Sarà la sfida tra la super difesa di Oklahoma e l’attacco maxi di Indiana. In stagione regolare hanno vinto i primi tutte e due le volte. Da seguire Shai Gilgeous-Alexander, eletto mvp della stagione regolare, Jalen Williams, Tyrese Haliburton e Pascal Siakam. Per la prima volta dopo anni gli osservatori sembrano più attratti dai dati di ascolto piuttosto che da quelli tecnici. Le finali dell’anno scorso, tra Boston e Dallas, sono state viste in media da 11,3 milioni di spettatori, il dato più basso dal 2007. Nel 2018 Cavaliers-Warriors era stata seguita da 17,6 milioni. Questa sfida potrebbe segnare il minimo storico. Ma le due arene, almeno, saranno gremite, e anche di tifosi in trasferta, vista la distanza: Oklahoma City e Indianapolis distano solo 1100 chilometri, un’inezia negli Stati Uniti. È la distanza più breve tra due finaliste in più di cinquant’anni.
Il campionata di Oklahoma e Indiana
La Nba spera di riuscire a vendere il prodotto in tutto il Paese, ma sarà dura. Non ci sono i Lakers di Los Angeles, con LeBron James, o i Warriors di Steph Curry, e neanche i Celtics di Jayson Tatum. I migliori delle due squadre non sono ancora star, seppure Gilgeous piaccia agli sponsor. I big appaiono nelle pubblicità che hanno inondato fin qui le partite dei play-off trasmesse in tv, ma poi finisce lì. La Nba conta di investire meno nel merchandise, perché Pacers e Thunder non tirano. Forse la qualificazione dei New York Knicks avrebbe aiutato, ma alla fine si ritrovano le due squadre che meglio hanno giocato questi play-off. Con un distinguo: Oklahoma, creata da zero e con un piccolo budget, era data favorita fin dall’inizio della stagione a ovest, Indiana no. I Thunders si sono qualificati da primi assoluti, con 68 vittorie e 14 sconfitte. I Pacersi sono arrivati quarti a est, con 50 e 32. Oklahoma, secondo i commentatori, può vincere la serie in 5 gare e alla fine sarà gioia sfrenata per pochi. I Thunders giocano in uno stato con quattro milioni di abitanti, meno della metà di New York.
Biglietti a prezzi bassi
I prezzi medi dei biglietti alle semifinali si aggiravano sui 172 dollari, quelli per vedere i Knicks al Madison Square Garden erano di 750. Ma anche nello scintillante basket Nba non sono i soldi a fare canestro, ma gli uomini. E quelli giusti ce li hanno stavolta Oklahoma e Indiana. Gara1 al via domani notte in casa dei Thunders, quando in Italia saranno le 2,30 di notte.