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Oklahoma a un passo dal titolo Nba, Indiana sotto 3-2: Jalen Williams affossa i Pacers con 40 punti

Jalen Williams 

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Gara-5 si chiude 120-109 grazie a un quarto quarto stellare del talento silenzioso cresciuto all’ombra di Gilgeous-Alexander. Per i Thunders primo match ball nella notte italiana tra giovedì e venerdì
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NEW YORK — C’è qualcosa in Jalen Williams che va oltre il tabellino personale. Sembra assurdo dirlo nella notte in cui ha segnato 40 punti in 35 minuti, con il 60 per cento nel tiro da tre, più 6 rimbalzi e 4 assist, ed è risultato decisivo nella vittoria degli Oklahoma City Thunder contro gli Indiana Pacers (120-109). Per la prima volta i favoriti al titolo, i dominatori della stagione regolare, sono avanti nella serie finale, 3-2, e giovedì a Indiana avranno il primo match ball. Ma tutto stavolta è passato dalle mani e dalla mente di questo giocatore di 24 anni, nato a Denver, cresciuto in Arizona, diventato un caso nazionale a Santa Clara University, California, non una fucina di campioni se si esclude Steve Nash.

Jalen Williams, una partita da fuoriclasse

Alto quasi due metri, braccia lunghissime – apertura alare di 2,13 – Williams riesce a combinare qualità fisiche e tecniche, muscoli e tattica, acciaio e seta. Oklahoma l’ha scelto al Draft del 2022 in dodicesima posizione. Nessu…

NEW YORK — C’è qualcosa in Jalen Williams che va oltre il tabellino personale. Sembra assurdo dirlo nella notte in cui ha segnato 40 punti in 35 minuti, con il 60 per cento nel tiro da tre, più 6 rimbalzi e 4 assist, ed è risultato decisivo nella vittoria degli Oklahoma City Thunder contro gli Indiana Pacers (120-109). Per la prima volta i favoriti al titolo, i dominatori della stagione regolare, sono avanti nella serie finale, 3-2, e giovedì a Indiana avranno il primo match ball. Ma tutto stavolta è passato dalle mani e dalla mente di questo giocatore di 24 anni, nato a Denver, cresciuto in Arizona, diventato un caso nazionale a Santa Clara University, California, non una fucina di campioni se si esclude Steve Nash.

Jalen Williams, una partita da fuoriclasse

Alto quasi due metri, braccia lunghissime – apertura alare di 2,13 – Williams riesce a combinare qualità fisiche e tecniche, muscoli e tattica, acciaio e seta. Oklahoma l’ha scelto al Draft del 2022 in dodicesima posizione. Nessuno pensava di ritrovarsi una star: lo è diventato al fianco di Shai Gilgeous-Alexander. Williams è versatile e intelligente, ma non appariscente come Shai. Cioè, se decidesse di non farsi le treccine afro, lo sarebbe: avrebbe una cofana di capelli stile Pantere Nere, un po’ Art Blakey in una jam session notturna, un po’ Jimi Hendrix in un assolo infuocato. I tifosi di Oklahoma indossano magliette con i suoi capelli sparati, sperando di vederlo in stile anni ’70 dal vivo, ma intanto si godono sul parquet il ragazzo che sembra portare in campo la luce soffusa delle palestre vuote dove nascono le storie vere. Nel caos giovane e impaziente dei Thunder, lui sta in mezzo alla furia di squadra e la classe di Shai, è talento grezzo, fisico da wrestler e basket consapevole: copre tutti i ruoli, intercetta i palloni e attacca in verticale, una volta a destra, una volta a sinistra, senza vergognarsi di appoggiare sul tabellone il pallone perché si adagi umilmente a canestro. La gloria è fatta di punti, non solo di bei punti e questo i campioni di strada lo sanno.

Indiana in partita prima dell’uragano Williams

Le sue conclusioni da tre nell’ultimo quarto, e gli inesorabili sottomano, hanno finito per riaprire il solco decisivo tra le due squadre, quando Indiana – nella notte in cui il suo uomo di punta, Tyrese Haliburton, rallentato da un infortunio, si è fermato a 4 punti – era tornata a -2, dopo essere stata sotto anche di quindici. Era stato Pascal Siakam a segnare da tre per il 93-95 a 8’30 dalla fine. Fino a quel momento Okc era stata sempre avanti – 32-22 alla fine del primo quarto, 59-45 all’intervallo, 87-79 alla fine del terzo – e un po’ avrebbe potuto tremare. Ma in campo c’era Williams, che ha risposto subito da tre (98-93), poi da due (105-97) e ancora da due (110-97) e ancora (118-104), quando i Pacers hanno cominciato a perdere fiducia. Attorno al jazzista, tutti hanno difeso, sudato, si sono gettati sul parquet, hanno arpionato palloni vaganti, strappato il gioco per quattro volte consecutive ai gialli di Indianapolis, mettendo a segno l’allungo decisivo. Alla fine hanno tirato dodici volte in più degli avversari e a questi livelli conta.

Giovedì gara-6 in casa dei Pacers

Nella notte italiana tra giovedì e venerdì, davanti al proprio pubblico, Indiana dovrà vincere per non mettere fine al sogno. Ma di fronte troverà un gruppo che sta crescendo assieme a Williams, passato in queste cinque partite da 17 punti a 19, poi 26, 27 e i 40 di questa notte. I Thunder sono giovani e frenetici, ma hanno la certezza di avere un protagonista calmo in più. Un autore silenzioso con l’istinto del narratore.

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