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Cinzia Zanotti a Brescia: “Io coach di una squadra maschile? Preferisco di no, ho bisogno di tempo”

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Storica coach della Geas Sesto San Giovanni (A1 femminile), sarebbe stata la prima donna di sempre su una panchina Serie A: “Un uomo si butta più facilmente, una donna deve rifletterci cento volte”
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Cinzia Zanotti, 61 anni, allenatrice della Geas Sesto San Giovanni, ha declinato l’invito ad allenare la Germani Brescia. club della Serie A maschile, battuta dalla Virtus Bologna nell’ultima finale scudetto. Sarebbe stata la prima donna in assoluto nel basket italiano ad abbattere, come dice lei, “una barriera psicologica”. “Sono estremamente lusingata, il basket è il mio lavoro da sempre e avere questa possibilità è un qualcosa che mi fa davvero piacere. Tuttavia ho bisogno di più tempo, il mio però è un arrivederci”. C’erano altre cose in ballo. Quali? “Prima di tutto il contratto che ho con la Geas. Sono una persona abituata a rispettarli, i contratti, e poi abbiamo già pianificato la stagione, preso giocatrici”. Zanotti è l’unica donna in panchina anche nella A1 femminile. In Italia l’idea di un coach donna, che alleni uomini o donne, resta una specie di tabù. Quindi il salto teorico di Zanotti con la Germani sarebbe stato un triplo carpiato.

Cinzia Zanotti, 61 anni, allenatrice della Geas Sesto San Giovanni, ha declinato l’invito ad allenare la Germani Brescia. club della Serie A maschile, battuta dalla Virtus Bologna nell’ultima finale scudetto. Sarebbe stata la prima donna in assoluto nel basket italiano ad abbattere, come dice lei, “una barriera psicologica”. “Sono estremamente lusingata, il basket è il mio lavoro da sempre e avere questa possibilità è un qualcosa che mi fa davvero piacere. Tuttavia ho bisogno di più tempo, il mio però è un arrivederci”. C’erano altre cose in ballo. Quali? “Prima di tutto il contratto che ho con la Geas. Sono una persona abituata a rispettarli, i contratti, e poi abbiamo già pianificato la stagione, preso giocatrici”. Zanotti è l’unica donna in panchina anche nella A1 femminile. In Italia l’idea di un coach donna, che alleni uomini o donne, resta una specie di tabù. Quindi il salto teorico di Zanotti con la Germani sarebbe stato un triplo carpiato.

Nascita di un’idea

Tutto era nato la scorsa settimana, quando la Germani del patron Mauro Ferrari e della presidente Graziella Bragaglio, finalista contro la Virtus nell’ultima serie scudetto, si è trovata improvvisamente senza allenatore: Peppe Poeta, l’architetto della memorabile stagione della Leonessa, ha scelto di tornare a Milano per fare il vice di Ettore Messina. Così Brescia si è ritrovata senza coach. E Ferrari ha pensato a Cinzia Zanotti, dal 2013 alla Geas (ha allenato anche Cecilia Zandalasini), un passato da giocatrice azzurra (oltre 1000 punti in Nazionale in oltre 100 partite). “Mentre l’uomo si butta di più nelle situazioni” analizzava domenica sera Zanotti, “una donna deve essere sicura cento volte di quello che fa. Conosco ovviamente il basket maschile, guardo le partite, mi informo. Anzi, voglio dire una cosa: smettiamo di pensare a basket maschile o femminile. Il basket è uno, si gioca con le stesse regole. So comunque che sarebbe un cambiamento epocale. La proposta è inaspettata, non ci avevo mai pensato e per questo sono spiazzata. Ho bisogno di rifletterci. Ma questo è il mio lavoro, e mi piace farlo”. Da quando la vicenda è emersa, spiega Zanotti, “ho letto tanti commenti, alcuni anche fuori luogo, che non mi pare vengano rivolti ai colleghi uomini. Noi siamo fermi a questo mentre altri mondi, come la Nba, corrono: ricordiamo la storia di Becky Hammon, viceallenatrice agli Spurs. O le tantissime allenatrici nella Wnba. Qui da noi si parla e si dice di tutto”. Brescia dovrebbe virare a questo punto su Matteo Cotelli, assistente di Poeta nell’ultima stagione.

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