ROMA – Alla fine Cinzia Zanotti ha detto no, “ma con dispiacere” all’offerta della Germani Brescia: sarebbe diventata la prima donna coach di una squadra maschile nella Serie A del basket italiano. Non sarà, non per ora. “Ho avuto tre giorni per pensarci, troppo pochi. L’idea mi ha lusingato, mi ha fatto davvero piacere”.
Il no di Zanotti agli uomini: “Mi serviva più tempo”
Zanotti, 61 anni, guida dal 2013 la Geas di Sesto San Giovanni, in A1 femminile, campionato in cui è l’unica donna coach, una delle pochissime di sempre (si ricordano solo Simona Ballardini e Angela Gianolla). Alla Geas Zanotti è anche socia e consigliera. “La società in cui lavoro mi aveva dato il benestare. Ha prevalso in me non solo il senso di responsabilità nei confronti della Geas, ma anche il poco tempo per mettermi in pari con il basket maschile in fatto di conoscenze. Basket maschile e femminile sono lo stesso sport, giocati però con due velocità diverse. Non ho una conoscenza diretta dei giocatori, per ac…
ROMA – Alla fine Cinzia Zanotti ha detto no, “ma con dispiacere” all’offerta della Germani Brescia: sarebbe diventata la prima donna coach di una squadra maschile nella Serie A del basket italiano. Non sarà, non per ora. “Ho avuto tre giorni per pensarci, troppo pochi. L’idea mi ha lusingato, mi ha fatto davvero piacere”.
Il no di Zanotti agli uomini: “Mi serviva più tempo”
Zanotti, 61 anni, guida dal 2013 la Geas di Sesto San Giovanni, in A1 femminile, campionato in cui è l’unica donna coach, una delle pochissime di sempre (si ricordano solo Simona Ballardini e Angela Gianolla). Alla Geas Zanotti è anche socia e consigliera. “La società in cui lavoro mi aveva dato il benestare. Ha prevalso in me non solo il senso di responsabilità nei confronti della Geas, ma anche il poco tempo per mettermi in pari con il basket maschile in fatto di conoscenze. Basket maschile e femminile sono lo stesso sport, giocati però con due velocità diverse. Non ho una conoscenza diretta dei giocatori, per acquisirla ci vuole tempo. E tra un mese e mezzo inizia la preparazione per il campionato”.
Zanotti: "Per fare la storia bisogna essere sicuri”
Sono stati giorni incredibili, gli ultimi. “Brescia è la squadra del mio cuore e in città c’è una passione straordinaria per il basket. Ho ricevuto miliardi di messaggi positivi: devi farlo, coraggio, sfondiamo una barriera. Mi dispiace. Ringrazio il patron della Germani, Mauro Ferrari, una persona lungimirante. Avrei scritto la storia. Per poterla scrivere bene bisogna essere sicuri di farlo. Non è un addio, ma un arrivederci. E ora testa e cuore alla nostra nazionale, che gioca nei quarti dell’Europeo contro la Turchia”. Sarebbe caduto uno steccato, ma non è un addio, solo un arrivederci. “Chissà, chissà. Ma il messaggio è comunque passato, e con esso un auspicio: se non ci scandalizziamo del fatto che un uomo alleni le donne, smettiamo di scandalizzarci se una donna guida gli uomini”. Al posto di Peppe Poeta, coach della cavalcata fino alla finale scudetto, poi persa contro la Virtus Bologna, Brescia dovrebbe scegliere Matteo Cotelli.