Spissu: “Questo Europeo più difficile delle Olimpiadi. Lo giocherò con la maglia di Polonara”
di Cosimo CitoMarco Spissu
Inizia l’Europeo di basket e l’Italia sa bene quale vestito indossare, quello delle grandissime occasioni. Da cogliere in quel di Limassol nella prima fase e poi oltre, dagli ottavi, a Riga. Per arrivare all’eliminazione diretta gli azzurri devono vincere quante più partite possibile contro Grecia (domani la sfida a Giannis Antetokounmpo), Georgia, Bosnia, Spagna e Cipro. Oggi, alle 12.30, a Tampere il match inaugurale del torneo tra Gran Bretagna-Lituania. L’ultimo dei due ori azzurri risale al 1999, l’ultimo podio europeo nel 2003. "È ora di tornare a rimettere piede su uno di quei tre gradini" dice Marco Spissu, playmaker della Nazionale, giocatore-feticcio di Pozzecco: a Sassari arrivarono a un passo dallo scudetto. In quella Dinamo il piccolo Spissu (184 cm con le scarpe) ha cementato un’amicizia fraterna con Achille Polonara. Che prima dell’Europeo gli ha chiesto un regalo: "Gioca con la mia canotta, la numero 33".
Inizia l’Europeo di basket e l’Italia sa bene quale vestito indossare, quello delle grandissime occasioni. Da cogliere in quel di Limassol nella prima fase e poi oltre, dagli ottavi, a Riga. Per arrivare all’eliminazione diretta gli azzurri devono vincere quante più partite possibile contro Grecia (domani la sfida a Giannis Antetokounmpo), Georgia, Bosnia, Spagna e Cipro. Oggi, alle 12.30, a Tampere il match inaugurale del torneo tra Gran Bretagna-Lituania. L’ultimo dei due ori azzurri risale al 1999, l’ultimo podio europeo nel 2003. "È ora di tornare a rimettere piede su uno di quei tre gradini" dice Marco Spissu, playmaker della Nazionale, giocatore-feticcio di Pozzecco: a Sassari arrivarono a un passo dallo scudetto. In quella Dinamo il piccolo Spissu (184 cm con le scarpe) ha cementato un’amicizia fraterna con Achille Polonara. Che prima dell’Europeo gli ha chiesto un regalo: "Gioca con la mia canotta, la numero 33".
E lei, Spissu, ha lasciato il suo tradizionale numero, lo zero.
"In fondo lo 0 è un numero. Il 33 è invece un simbolo, è la presenza di Achi con noi. Io e lui ci sentiamo quotidianamente, parliamo di tutto, dal basket alla vita di ogni giorno. È un mio fratello maggiore".
L’idea è stata di Polonara.
"Me l’ha chiesto lui. Ed eccoci qui. Noi con le nostre partite da vincere. Lui con la sua grande partita contro la leucemia da stravincere. Ma allo stesso tempo è con noi, in tutte le nostre chat, ci scrive, ci consiglia, ci supporta".
Che gruppo siete?
"Ci piace da morire stare assieme. Stiamo vivendo un tempo infinito prima di questo esordio. Lo occupiamo con partite a carte dopo cena. Poker ma con carte “analogiche”, alla vecchia maniera. Siamo in un resort molto bello ma in un Paese, Cipro, che non conosce il basket e non lo ama in modo particolare. Perché qui? I soldi spostano le montagne. In Lettonia ci sarà un clima assai più appassionante".
Bisogna arrivarci.
"Il nostro girone è tostissimo e la prima partita contro la Grecia è una sorta di crash test. La presenza di Giannis Antetokounmpo catalizza il gioco, lo rende più prevedibile. Però lui è un grandissimo, uno di quelli che fanno squadra da soli".
È un Europeo di stelle: Jokic, Doncic e tanti altri. Quasi un’Olimpiade.
"In realtà è più difficile di un’Olimpiade. Pochissime le squadre davvero deboli, le altre più o meno si equivalgono tutte. E questo vuol dire che ogni partita, ogni canestro conterà".
Come sta vivendo l’Europeo il ct Pozzecco?
"È carico al punto giusto, diciamo così. Da un mese in ogni allenamento diamo il 100%. Abbiamo una voglia matta di riscattare quel quarto di finale di Berlino contro la Francia, all’Europeo 2022".
Il gruppo e il basket italiano in generale è cresciuto rispetto ad allora?
"Siamo un mix interessante di ragazzi arrembanti e uomini fatti, con una grande esperienza alle spalle. Se gli astri si allineano, possiamo veramente divertirci. Anche se in Europa si vince con la concretezza".
Ha giocato a Saragozza nell’ultima stagione e ha toccato con mano la pallacanestro spagnola.
"In quel basket tecnico mi trovo a meraviglia. E ora sono attrezzato per qualunque cosa. Il Poz mi chiede assist, triple, corsa e cuore. Sono prontissimo".
Difesa e collettivo.
"La ricetta è semplice, l’applicazione difficilissima. Ma siamo qui per giocarcela. E per tornare da Achille con una medaglia".