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Le pagelle di Grecia-Italia: Melli e Niang i migliori, Thompson timido, male Fontecchio

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L’Europeo degli azzurri è iniziato con una sconfitta contro Antetokounmpo
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Un’Italia da 5.5 s’è arresa a una Grecia da 6.5 e ad un Antetokounmpo da 9 esordendo male (66-75) nell’Eurobasket. Che però, promuovendo da ogni girone quattro squadre su sei, utilmente offre a tutti molti gradi di giudizio. Ci si può rifare, se n’è vista la volontà, se non gli esiti. La pessima mira ha guastato la notte cipriota, e così il voto va esteso al profeta disarmato che, guidando Azzurra, nulla ha trovato per sviare la forza del destino che solitamente premia i favoriti. Oppure chi aveva Giannis, punendo chi non l’aveva. Beato Spanoulis, il ct ellenico, maledetto il Poz, tradito pure dal suo centrattacco, lo sfasatissimo Fontecchio, e poco aiutato dall’esordio di Gallinari, troppo giù di condizione per nuotare nello stagno di una gara ostile per cinica fisicità. Le prime pagelle azzurre mostrano insomma più bocciature che sufficienze.

Melli 7. Agisce subito da prima punta, come mai gli càpita, e dunque c’è qualcosa che non va. Negli altri, non in Nick. Che ha il mandato di a…

Un’Italia da 5.5 s’è arresa a una Grecia da 6.5 e ad un Antetokounmpo da 9 esordendo male (66-75) nell’Eurobasket. Che però, promuovendo da ogni girone quattro squadre su sei, utilmente offre a tutti molti gradi di giudizio. Ci si può rifare, se n’è vista la volontà, se non gli esiti. La pessima mira ha guastato la notte cipriota, e così il voto va esteso al profeta disarmato che, guidando Azzurra, nulla ha trovato per sviare la forza del destino che solitamente premia i favoriti. Oppure chi aveva Giannis, punendo chi non l’aveva. Beato Spanoulis, il ct ellenico, maledetto il Poz, tradito pure dal suo centrattacco, lo sfasatissimo Fontecchio, e poco aiutato dall’esordio di Gallinari, troppo giù di condizione per nuotare nello stagno di una gara ostile per cinica fisicità. Le prime pagelle azzurre mostrano insomma più bocciature che sufficienze.

Melli 7. Agisce subito da prima punta, come mai gli càpita, e dunque c’è qualcosa che non va. Negli altri, non in Nick. Che ha il mandato di attaccare in avvio Mitoglou, lo infilza alla grande e così ottiene la licenza di attaccare chiunque. 14 punti al riposo, unendo anche il consueto muro difensivo. Nella ripresa i greci lo schiacciano come isolata fonte di pericolo e così Melli torna alle origini. Solo un libero. Totale 15, comunque. Come nessuno.

Niang 7. La sua fisicità fatta di balzi, corse, assalti cambia faccia all’Italia nel primo tempo e la tiene a galla nella ripresa. La prova meno prevista e più convincente, con 11 punti e minuti giustamente guadagnati in gerarchia.

Pajola 6.5. Difesa, regia, anche un paio di immediate bordate da lontano, da leader. Non è un caso che il suo terzo fallo in avvio di ripresa, risaliti un attimo a -2, faccia capire in fretta per chi suonerà adesso la campana.

Gallinari 5.5. Un paio di tiri dei suoi, qualche furbata, ma la condizione è modesta, con l’età non si bara e l’apporto alla fine pesa poco (8 punti).

Spagnolo 5.5. Bella impennata finale, ma prima è fra i più timidi nell’assalto a un castello munitissimo. 10 punti a babbo morto, però non molla.

Diouf 5. Prende subito Giannis, sale in fretta a due falli (e due perse), riappare nella ripresa più vispo, con un paio di canestri, ma quando il mostro dilaga Pozzecco lo leva e non lo usa più.

Thompson 5. Timido, impreciso, l’”americano di coppa”, come usava negli anni ‘60 nei club e non nelle nazionali (e ora così fan tutti, non solo l’Italia), continua a non essere un’addizione. 3 punti.

Ricci 5. Subito una tripla, a ossigenare un attacco asfittico, ma si ferma lì.

Spissu 4.5. Scolastico, non azzarda, non deraglia.

Fontecchio 4.5. Mancano i punti della prima punta, scusate se è poco, ma lì siamo, a un deficit irrimediabile. Scelte scadenti, mira pessima, un solo cesto su 11 tiri (a 4’ dalla fine, anche se produce un illusorio -6). Lo cura subito Papanikolau, un vecchio bucaniere che le ha viste tutte e lo manda in bianco. Nella ripresa rimedia anche un tecnico. L’amarezza per la sua peggior prova azzurra, da anni in qua, dev’essere frustrante.

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