Un’Italia da 6.5 si mette al traino di un Fontecchio da 9 per abbattere 96-79 una ruvida e sfinita Bosnia da 6, ringraziando per una notte Edoardo Casalone (7), vice storico di Gianmarco Pozzecco, che guida la corriera mentre il capo alla vittoria non assiste, spedito negli spogliatoi per un doppio tecnico, all’alba del rush finale. Il voto al ct è 5, per responsabilità oggettiva, perché la stangata sui suoi peccati veniali è più severa che giusta, ma a norma ineccepibile. Due volte il Poz mette i piedi dentro il campo, per trasporto agonistico e non per ira protestataria, e due volte i tre cerberi lo beccano. Succede di rado, ma carta canta. A far così, si viene espulsi. Il match a quel punto è pari, il decollo arriva poi.
Fontecchio 9 L’illustre ritardatario della p…
Un’Italia da 6.5 si mette al traino di un Fontecchio da 9 per abbattere 96-79 una ruvida e sfinita Bosnia da 6, ringraziando per una notte Edoardo Casalone (7), vice storico di Gianmarco Pozzecco, che guida la corriera mentre il capo alla vittoria non assiste, spedito negli spogliatoi per un doppio tecnico, all’alba del rush finale. Il voto al ct è 5, per responsabilità oggettiva, perché la stangata sui suoi peccati veniali è più severa che giusta, ma a norma ineccepibile. Due volte il Poz mette i piedi dentro il campo, per trasporto agonistico e non per ira protestataria, e due volte i tre cerberi lo beccano. Succede di rado, ma carta canta. A far così, si viene espulsi. Il match a quel punto è pari, il decollo arriva poi.
Fontecchio 9 L’illustre ritardatario della piccola Italia, la prima punta che fin qui non faceva gol, irrompe all’improvviso, con ispirata energia. Sono 39 alla fine, 21 nel primo tempo e 18 nel secondo, con 13/20 al tiro, 7 triple, pure 8 rimbalzi, col pregio ulteriore d’essere stati spalmati lungo tutto il match, a beneficio di una squadra in cui, a lungo, non l’infilava nessun altro. Già nel sofferto primo tempo l’Italia è Fontecchio e poco altro. Al riposo, ha quasi la metà dei 44 globali, con questi intertempi: 12 dopo 6’, 19 dopo 15’, a gonfiare i due allunghi, da +6 e da +8, che l’allegra brigata dissipa con la testa fra le nuvole. La ripresa parte con la cacciata del Poz, il +3 balcanico e la risposta di Simone con 7 a fila per il +8. Sono 31 al 31’, gli ultimi sono accademia. La prima punta, stavolta, ha punto.
Thompson 7.5 Entra per lo sventato Spagnolo, aggiunge subito qualcosa, ma è nella ripresa che cresce minuto dopo minuto. Sta nel quintetto della fuga, cuce e assalta, e se mai la Bosnia sognasse l’impresa (da -15 a -5, con 6’ da giocare), è un suo 2+1 a dar fiato ad Azzurra, che di lì sboccia finalmente irresistibile. 14 punti.
Spissu 7 Primo tempo di nuovo al buio, secondo in piena luce, pure con qualche sciocchezza (un brutto e costoso antisportivo), ma scelte d’orgoglio e coraggio. E giusti premi. Il ragazzo che spesso si sublima indossando questa maglia, ieri ha comandato quando serviva, spegnendo il brivido scorso sul terzo fallo di Pajola. Dentro lui, tutto a posto. Anzi, meglio. 14 punti con 3 triple, 5 assist.
Melli 6.5 Soffre subito Alibegovic, non riesce a presidiare un’area dove entra di tutto, ma poi nella ripresa, da centro del quintetto giusto, ritorna padrone. 6 punti e 5 rimbalzi.
Ricci 6.5 È il compare di Melli, in ruolo 4, nell’assetto della svolta. Apporto non vistoso, ma per quei frangenti l’attestato di merito è che nessun allenatore vi rinuncia. 5 punti in 22’, più altre utilità sparse.
Niang 6 Dà brio, al solito, seppure in forme meno vistose di altre volte. 3 punti.
Pajola 6 Anche lui non fa mancare le tante piccole cose. Lesina sulle grandi, ma è nel quintetto finale che fa il fiocco al pacco della vittoria. 6 punti e 6 assist.
Diouf 6 Battaglia con Nurkic, alle spallate del rivale, che soffre, oppone la sua intraprendente agilità. 8 punti.
Gallinari senza voto La stella non brilla, mandando fiochi raggi di luce. Pozzecco lo limita a 2’ nel primo tempo, preferendo subito i cinque piccoli e a lungo andare Melli. Un punto.
Spagnolo senza voto Levato dopo 3’ in cui rumina davanti e sbadiglia dietro, con pubblica strigliata al rientro in panca, praticamente non si vede più.