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Simone Fontecchio e i 39 punti all’Europeo: “Contro la Bosnia la mia notte di brividi e canestri”

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L’ala pescarese di Miami ha sfiorato il record in azzurro di Antonello Riva e ora sfida la Spagna di Scariolo: “Le mie bambine la cosa più bella della mia vita. Ho l’Olimpiade di Los Angeles in testa”
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I 39 punti di Simone Fontecchio contro la Bosnia hanno portato l’Italbasket al largo delle sue paure. L’espulsione di Pozzecco ha poi aggiunto un pizzico di teatralità all’impresa, di per sé non proibitiva, di battere i balcanici e trovare una quasi sicura qualificazione alla seconda fase dell’Europeo. Questa sera (si parte alle 20.30), vincendo contro la Spagna di coach Sergio Scariolo, gli azzurri sarebbero agli ottavi.

Ma lei, Fontecchio, 39 punti li aveva mai messi assieme in una partita?

«Da bambino al minibasket, forse, nemmeno me lo ricordo. È stato tutto sorprendente».

Sensazioni?

«Sono bei momenti. Quando ti senti così in gas, quando vedi che la palla entra con facilità, è un brivido pazzesco. E in maglia azzurra tutto aumenta enormemente di valore».

E poi c’è stato il coup de théâtre a inizio terzo quarto, con l’espulsione di Pozzecco.

«Siamo abituati alle espulsioni di Poz…, ma no, scherzo. E stavolta non era nemmeno colpa sua, ha solo pestato la linea laterale. Cosa è camb…

I 39 punti di Simone Fontecchio contro la Bosnia hanno portato l’Italbasket al largo delle sue paure. L’espulsione di Pozzecco ha poi aggiunto un pizzico di teatralità all’impresa, di per sé non proibitiva, di battere i balcanici e trovare una quasi sicura qualificazione alla seconda fase dell’Europeo. Questa sera (si parte alle 20.30), vincendo contro la Spagna di coach Sergio Scariolo, gli azzurri sarebbero agli ottavi.

Ma lei, Fontecchio, 39 punti li aveva mai messi assieme in una partita?

«Da bambino al minibasket, forse, nemmeno me lo ricordo. È stato tutto sorprendente».

Sensazioni?

«Sono bei momenti. Quando ti senti così in gas, quando vedi che la palla entra con facilità, è un brivido pazzesco. E in maglia azzurra tutto aumenta enormemente di valore».

E poi c’è stato il coup de théâtre a inizio terzo quarto, con l’espulsione di Pozzecco.

«Siamo abituati alle espulsioni di Poz…, ma no, scherzo. E stavolta non era nemmeno colpa sua, ha solo pestato la linea laterale. Cosa è cambiato? Niente. Abbiamo cercato di fare le stesse cose di prima, ma con più energia e intensità, giocando maggiormente di squadra. Se abbiamo un modo per uscire da situazioni così, è questo».

Si è fermato a 7 punti dal record assoluto in azzurro di Antonello Riva, il Nembo Kid del nostro basket. Che ha detto: «Simone prima o poi mi supererà».

«Antonello è una leggenda, è un mito inarrivabile. Anche Carlton Myers mi ha scritto un messaggio, e lui è un altro per il quale ho un’ammirazione quasi sacrale. Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicino dopo le prime due partite così così. Io per primo non ne ho fatto un dramma e ho continuato ad andare per la mia strada».

Tre anni fa la sua stagione al Baskonia e la Nazionale le hanno aperto le porte dell’Nba.

«Soprattutto l’azzurro mi ha portato lontano. La Nazionale mi ha schiuso delle porte che difficilmente credevo si potessero aprire. A partire da Meo Sacchetti per arrivare a Pozzecco: i ct mi hanno dato estrema fiducia, anche quando non la avevo nei club».

Lei è l’unico italiano nell’Nba: dopo Jazz e Pistons, ora inizia la sua avventura agli Heat. E Miami ha fatto un post per sottolineare i suoi 39 punti.

«Miami è la prima squadra per la quale ho tifato. Era il 2006, vinsero il titolo con Wade, O’Neal, Alonzo Mourning. Sarà un passo in avanti anche dal punto di vista della nuova città in cui andremo a vivere, dopo Detroit. Spero che mia moglie e le mie bimbe si troveranno bene».

Sua moglie Rosa e le piccole Bianca e Luna.

«Le “trascino” dietro dovunque, sono condannate a starmi vicine. Sono diventato papà a 24 anni, Bianca mi ha cambiato la vita. L’avrei voluta anche prima, avessi saputo cosa mi ha donato con la sua nascita. Lei e Luna sono le gioie più incredibili che ho avuto nella vita».

Suo padre Daniele ha gareggiato nei 110 ostacoli alle Olimpiadi di Los Angeles ’84. Fra tre anni i cinque cerchi tornano lì.

«L’Olimpiade ce l’ho in testa. È un sogno, un obiettivo fisso, mi piacerebbe chiudere la mia carriera in Nazionale lì, e sarebbe la chiusura di un cerchio familiare».

Lei è di Francavilla, cosa le manca del suo Abruzzo?

«Le persone e i suoi panorami. Sto imparando a giocare a golf per poter seguire sui campi mio padre e mio fratello, che sono già molto bravi».

La Spagna?

«Rognosa e competitiva come sempre, non ci stanno mai a perdere. Sarà una partita importante. Forse non decisiva. Sarà fondamentale l’approccio».

A 39 punti ha raggiunto Doncic e Jokic. Sopra di voi, in questo Europeo, solo il finlandese Markkanen (43), suo compagno a Utah. Lei che c’entra con loro?

«Nulla, loro sono di un’altra categoria, di un livello impossibile da raggiungere».

È vero che Kevin Durant la voleva un anno fa ai Phoenix Suns?

«Me l’ha detto lui, magari era solo una battuta. Ma l’interesse dei Suns c’è stato davvero. È stato un grande onore per me».

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