Nella carovana di sedici squadre in marcia su Riga l’Italia avanza sventolando il secondo posto conquistato a Cipro, terminato ieri il suo buon lavoro nell’isola con un agevole 89-54 sui padroni di casa. Troverà domenica alle 17.30, nella sfida a eliminazione diretta degli ottavi, la Slovenia, terza nel girone di Katowice, tre vinte e due perse. Si poteva pescare meglio, visto pure che, passando questa, ci si affaccerebbe poi su un quarto contro la Germania, finora la squadra più brillante del torneo.
Doncic e i suoi fratelli
Slovenia, dunque. Che oggi è Luka Doncic e i suoi fratelli, una famiglia di cui si sa tutto del capo, l’uomo dei Lakers che brilla fra le stelle più vivide dell’odierna Nba, mentre si valuta, sul contorno, che il coro mes…
Nella carovana di sedici squadre in marcia su Riga l’Italia avanza sventolando il secondo posto conquistato a Cipro, terminato ieri il suo buon lavoro nell’isola con un agevole 89-54 sui padroni di casa. Troverà domenica alle 17.30, nella sfida a eliminazione diretta degli ottavi, la Slovenia, terza nel girone di Katowice, tre vinte e due perse. Si poteva pescare meglio, visto pure che, passando questa, ci si affaccerebbe poi su un quarto contro la Germania, finora la squadra più brillante del torneo.
Doncic e i suoi fratelli
Slovenia, dunque. Che oggi è Luka Doncic e i suoi fratelli, una famiglia di cui si sa tutto del capo, l’uomo dei Lakers che brilla fra le stelle più vivide dell’odierna Nba, mentre si valuta, sul contorno, che il coro messo insieme a Lubiana sia meno potente di tanti del passato. L’assemblaggio del gruppo è stato pure percorso da scie tossiche di polemiche, quando Milano ha negato agli sloveni la coppia d’assi Nebo-Cancar, in ripresa da infortuni. La cruda realpolitik ha dettato legge, stabilendo che convalescenze così delicate vadano affidate a chi quei ragazzoni ce li ha a libro paga. Da unico tenore, Doncic è salito ieri nel successo su Israele a 37 punti, 11 rimbalzi e 9 assist. Accende e spegne la luce lui, alla partita che lo ospita. Già da ieri notte, Pozzecco era al lavoro per mettere in pista la sua migliore staffetta di stopper.
Fuori la Spagna
Spedite a casa solo otto squadre, sul tabellone finale fa rumore l’assenza della Spagna, una detentrice che non potrà difendere il suo titolo. Messo fuori il primo piede nel pomeriggio, quando la Bosnia s’era guadagnata il volo per Riga battendo la Georgia, il secondo l’ha seguito a notte, quando la Roja non ha saputo riafferrarsi il destino, lasciando alla Grecia vittoria (90-86) e primo posto nel gruppo. La Spagna ha lottato con orgoglio, ma troppe sbandate: in avvio, fino a -16, alla fine, con due ultimi minuti sciagurati, in lunetta (16 liberi buttati). Quinto nel girone, steso all’esordio dalla Georgia, ora qualificata per quel colpo, Sergio Scariolo chiude qui un’epopea di trionfi: 8 medaglie fra Olimpiadi, Mondiali ed Europei, di cui 5 d’oro, in 13 anni di panchina. Lui avrà ora il Real Madrid, la nazionale un altro ct.
La gara contro Cipro
Per chiudere, i saluti da Limassol. L’Italia doveva sbrigare l’ultima formalità, liquidando la piccola Cipro, qui presente solo per il diritto da paese ospitante. Messo il nastro del lutto per Giorgio Armani, l’Italia che rinunciava al malconcio Niang per averlo sano domenica ha asfaltato con un +35 una concorrenza irrisoria. L’andazzo era scontato e s’era capito tutto subito, quando al 2-0 interno in lunetta seguivano 19 punti azzurri e il primo gol su azione dei locali arrivava solo dopo 9 minuti. 24-6 il primo quarto, il resto era una progressione comoda, pure senza troppa mira (29% da tre finale), fino al +35 stampato senza fatica, dando riposo a chi più, finora, aveva tirato la carretta, da Melli a Pajola a Fontecchio. A ruota di Diouf, il più vispo di serata (12 punti e 10 rimbalzi), tutti hanno dato una mano: 13 per Spagnolo e Fontecchio, 12 anche per Gallinari, che ha giocato 20 minuti scorrevoli, per vedere se a Riga potrà esser d’aiuto. Ieri sera sì, fatta sempre la tara dei nemici inesistenti.