Comincia con il botto la stagione europea dell’Olimpia Milano, che passa con autorità 92 a 82 sul campo della Stella Rossa Belgrado. Una partita condotta dall’inizio alla fine (vinti tutti e quattro i quarti), con i padroni di casa mai domi (sempre ad inseguire), che hanno resistito per più di 30 minuti (nonostante il probabile grave infortunio di Rivero), ma nulla hanno potuto quando è salito in cattedra il professor Marko Guduric. L’esterno serbo ha preso per mano la squadra di coach Messina, prima con due triple in chiusura di terzo quarto (dalla parità al +6) che hanno allontanato i fantasmi della rimonta di Nwora (19 punti) e compagni (primo sorpasso sul 51-53); e poi ha dato tranquillità e dettato i ritmi nell’ultimo quarto, con l’EA7 che è scappata anche sul +12 (75-63), e ha saputo gestire il vantaggio fino al 40’.
Da sottolineare l’ottimo impatto sia difensivo che offensivo (8 punti) di Pippo Ricci nel secondo tempo, il pieno recupero di Josh Nebo, che ha fatto la voce grossa…
Comincia con il botto la stagione europea dell’Olimpia Milano, che passa con autorità 92 a 82 sul campo della Stella Rossa Belgrado. Una partita condotta dall’inizio alla fine (vinti tutti e quattro i quarti), con i padroni di casa mai domi (sempre ad inseguire), che hanno resistito per più di 30 minuti (nonostante il probabile grave infortunio di Rivero), ma nulla hanno potuto quando è salito in cattedra il professor Marko Guduric. L’esterno serbo ha preso per mano la squadra di coach Messina, prima con due triple in chiusura di terzo quarto (dalla parità al +6) che hanno allontanato i fantasmi della rimonta di Nwora (19 punti) e compagni (primo sorpasso sul 51-53); e poi ha dato tranquillità e dettato i ritmi nell’ultimo quarto, con l’EA7 che è scappata anche sul +12 (75-63), e ha saputo gestire il vantaggio fino al 40’.
Da sottolineare l’ottimo impatto sia difensivo che offensivo (8 punti) di Pippo Ricci nel secondo tempo, il pieno recupero di Josh Nebo, che ha fatto la voce grossa sotto le plance (12 punti con 5/5 al tiro) e un Mannion rigenerato (bravo a farsi trovare pronto per l’assenza di Brown), nonostante qualche errore vicino al ferro.
Tra meno di 48 ore l’Olimpia (sempre priva di Lorenzo Brown) affronterà, sempre a Belgrado, il Partizan, uscito sconfitto 89 a 76 sul parquet di Dubai, e che vorrà a tutti i costi riscattarsi. Per Milano è stato un ottimo esordio, che le permette di iniziare il cammino in Eurolega con il piede giusto, come si augura coach Messina: “Vedremo tra un po' se saremo migliori dello scorso anno. Noi abbiamo deciso con i giocatori di vivere alla giornata, senza pensare né a ieri e nemmeno a domani. Oggi è stato un buon giorno e abbiamo vinto, fatto una bella partita, ma domani sarà un altro giorno”.
Primo Quarto (22-20): Mannion, Bolmaro, Shields, LeDay e Nebo, i primi cinque scelti da Ettore Messina per la prima in Eurolega (assente Lorenzo Brown per un problema alla coscia) nella bolgia della “Belgrade Arena”, e dopo il botta e risposta tra Nwora e Shields (6-5), Milano prova a prendere il comando con un break di 6-0 firmato da Bolmaro, Nebo e lo stesso Shields (14-8). Nwora dai 6,75 e due lay up di Izundu riavvicinano i padroni di casa (16-15); Bolmaro (7 punti nei primi 10’) per il 24 a 20, ma il “buzzer beater” di Tyson Carter fissa il 24-20 del primo quarto.
Secondo Quarto (23-21): L’Olimpia prova ad alzare il ritmo e i possessi, oltre a cavalcare offensivamente un ispiratissimo Leday (13 punti all’intervallo) e tocca le 7 lunghezze di vantaggio (34-27 al 15’), ma i serbi trovano sempre la soluzione per non finire in doppia cifra di svantaggio. Una sgasata di Mannion vale ancora il +6 (42-36), ma ancora Carter, come primo quarto, trova il canestro che chiude il primo tempo sul 41 a 45.
Terzo Quarto (24-22): Moneke e Izundu: è sotto i tabelloni che la Stella Rossa trova le giocate per sorpassare l’EA7 (51-53) e costringe al time out coach Messina. SI prosegue in equilibrio fino al 61 pari (5 punti in fila anche per un positivo Pippo Ricci), ma poi nel finale di quarto sono due triple di Guduric a riportare avanti l’Armani (67-61) che a 10’ dal termine conduce 69 a 63.
Quarto Quarto (23-19): Ancora Ricci dai 6,75 e un gioco da tre punti di Brooks, per il massimo vantaggio dell’Olimpia (75-63), che resiste a tutti i tentativi dei padroni di casa (84-78 al 37’) e con Guduric ai comandi ritorna sul +12 a 2’ dalla fine. Finisce 92 a 82, ed è una vittoria preziosa ed importante, su un campo storicamente difficile, ma che fa fare il pieno di fiducia ed autostima in questo inizio di stagione.
Ettore Messina (coach EA7 Milano): “Prima di tutto voglio fare gli auguri a Rivero, a noi è successa la stessa cosa l’anno scorso. Penso che siamo stati avanti per la maggior parte della partita, e la cosa più importante, che quando la Stella Rossa è passata in vantaggio in quei 3-4 minuti in cui ci siamo disconnessi dal campo, i nostri veterani hanno preso in mano la partita. Serve aiutare la squadra a non andare in panico. E’ quello che mi porto maggiormente a casa da questa partita. Ora continuiamo a lavorare per migliorare, perché la difesa non è stata sempre consistente. L’attacco può essere migliore, ma questa vittoria e questa prestazione, sono un primo passo incoraggiante”.
STELLA ROSSA-EA7 MILANO 82-92
(20-22; 41-45; 63-69)
EA7 MILANO: Leday 21, Shields 13 e Nebo 12.
STELLA ROSSA: Nwora 19, Carter 16, Izundu e Miller McIntyre 14.