New York - Quando LeBron James disse “Porterò i miei talenti a South Beach e mi unirò ai Miami Heat”, era l’8 luglio 2010. Quelle parole scossero il mondo dello sport. Passarono alla storia come The Decision, punto di svolta nella carriera di James, che venne travolto dalle critiche per aver lasciato i Cleveland Cavaliers e deciso di creare un “Big 3” insieme a Dwyane Wade e Chris Bosh a Miami. Quindici anni e tre mesi dopo è arrivato il tempo della “seconda” decision, la madre di tutti gli annunci. Appuntamento a oggi quando in Italia saranno le 18. Per dire cosa? Ieri James ha condiviso un misterioso video di nove secondi sui social media in cui lo si vede avvicinarsi a una sedia vuota per sedersi di fronte a una persona non identificata e già seduta. L’intera estetica ha ricordato le sensazioni del 2010 di The Decision, fino al fatto che indossa una maglietta molto simile a quella che aveva quando annunciò di lasciare i Cavaliers. Il quattro volte campione Nba ha postato il video c…
New York - Quando LeBron James disse “Porterò i miei talenti a South Beach e mi unirò ai Miami Heat”, era l’8 luglio 2010. Quelle parole scossero il mondo dello sport. Passarono alla storia come The Decision, punto di svolta nella carriera di James, che venne travolto dalle critiche per aver lasciato i Cleveland Cavaliers e deciso di creare un “Big 3” insieme a Dwyane Wade e Chris Bosh a Miami. Quindici anni e tre mesi dopo è arrivato il tempo della “seconda” decision, la madre di tutti gli annunci. Appuntamento a oggi quando in Italia saranno le 18. Per dire cosa? Ieri James ha condiviso un misterioso video di nove secondi sui social media in cui lo si vede avvicinarsi a una sedia vuota per sedersi di fronte a una persona non identificata e già seduta. L’intera estetica ha ricordato le sensazioni del 2010 di The Decision, fino al fatto che indossa una maglietta molto simile a quella che aveva quando annunciò di lasciare i Cavaliers. Il quattro volte campione Nba ha postato il video con la didascalia: “La decisione di tutte le decisioni. 7 ottobre. #TheSecondDecision”. Tutti pensano alla possibilità che il miglior realizzatore, e non solo, nella storia Nba annunci il ritiro, e lo faccia alla vigilia dell’inizio della stagione. Ma potrebbe essere anche qualcosa di diverso.
A dicembre James compirà 41 anni. Finora ha sempre mantenuto un velo di riservatezza sui tempi e le modalità del ritiro. Ai giornalisti ha detto che non parteciperà il prossimo anno al Media Day, l’incontro dedicato ai media prima del via, una battuta che farebbe pensare al fatto che potrebbe andarsene tra un anno, e trasformare questa stagione come la sua “last dance”, per ricevere l’ultimo applauso dai tifosi in tutte le arene. Ma potrebbe anche andarsene subito, tagliando tutto, perché ha sentito che il suo fisico non gli fornisce più certezze. LeBron ha sempre voluto andare al massimo, anche se il suo apporto è rimasto solido anche a metà servizio. A settembre ha detto di essere entusiasta di giocare un’altra stagione, ma anche ammesso che la fine della sua carriera sarà “molto prima che dopo”, senza però aggiungere dettagli. Intanto il prezzo dei biglietti per l’ultima partita casalinga dei Los Angeles Lakers, quella in teoria dell’ultima di The King, sono schizzati verso l’alto. Su Stubhub il più abbordabile costava 746 dollari. Tutto inutile? Nessuno show finale? Il perché, poi, James abbia scelto il 7 ottobre non è un fatto marginale. Oggi saranno due settimane al via. Ma è anche l’Amazon Prime Day, evento commerciale legato all’azienda per cui LeBron ha fatto pubblicità in passato. Ed è anche il Taco Day, in cui si celebra in America la tortilla messicana farcita per il quale James va matto e fa da testimonial. Alcuni sostengono che alla fine potrebbe essere solo una trovata pubblicitaria per lanciare qualcosa. Ma i fans di James, più romantici, temono che il momento dell’addio possa essere arrivato. Il post è vago, la caratura dell’autore no. E questo rende tutto più incerto. Questione di poche ore. Se il momento dell’ultimo ballo è arrivato, lo sapremo presto.